venerdì 27 febbraio 2026

Ordigno intercettato dalla scorta: nuovo attentato contro la giudice Mariano

https://x.com/Fabio65C/status/2027323891849282038?s=20

Maria Francesca Mariano

Magistrata presso il tribunale di Lecce  è sotto scorta dal 2023. Sette “avvertimenti”  dalla Sacra merda unita in tre anni, l'ultimo qualche giorno fa. Grazie alla scorta è stato sventato l'attentato  dinamitardo.

Il congegno, collegato con una miccia alla bombola del gas, era stato collocato in un locale di pertinenza della famiglia in una località del Salento.

Lunga la sequela di intimidazioni nei confronti della giudice, sotto scorta dal 2023

Ora ditemi voi:" Ne avete sentito parlare dai vari Salvini, Meloni e Tajani? Avete visto per caso un atto di solidarietà del Governo nei suoi confronti ? No, poche righe sui giornali e di pochi politici.

La guerra alla mafia la portano avanti questi magistrati coraggiosi, e tutti gli uomini della scorta e le forze dell'ordine.

Non lasciamoli soli.

Era dai tempi delle stragi di cosa nostra che non accadevano queste cose. "Oppure no" ?  E ora spiegatemi : " come mai hanno rialzato la testa?

Dove sono gli uomini promessi dal ministero per rimpolpare gli organici DI POLIZIA E CARABINIERI? solo propaganda mentre il rischio è elevatissimo..

In Puglia, la presenza dei parassiti  della sacra merda unita avvelena la società e, grazie a questi Pm; viene contrastata con forza e coraggio.. Quando a Falcone gli chiesero se non avesse paura per tutte queste intimidazioni o minacce, rispose :"Bene : vuol dire che siamo sulla strada giusta.

Esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza  alla Pm e con affetto e stima diciamo :"Forza dottoressa Mariano, la mafia è una gran montagna di merda . .

Non molli dottoressa, li metta tutti al 41 bis per tutta la vita.    


https://www.lecceprima.it/cronaca/intercettato-ordigno-destinato-giudice-Mariano-Lecce-24-febbraio-2026.html


Ordigno intercettato dalla scorta: nuovo attentato contro la giudice Mariano

Il dispositivo era destinato alla magistrata leccese, già da mesi nel mirino di una campagna intimidatoria senza precedenti. Investigatori e inquirenti mantengono il silenzio sulla vicenda


 LECCE - Un ordigno destinato alla giudice del Tribunale di Lecce Maria Francesca Mariano è stato intercettato dalla sua scorta. È l’ultimo atto di una persecuzione che non conosce sosta nei confronti della magistrata, attualmente in servizio negli uffici gip/gup del capoluogo salentino. Investigatori e inquirenti tacciono sulla vicenda, considerata l’estrema delicatezza della situazione, e non sono noti ulteriori dettagli sull’accaduto.

Si tratta dell’ennesima intimidazione subita da una donna che vive sotto scorta 24 ore su 24 dal novembre 2023, da quando, cioè, le istituzioni hanno disposto per lei la massima tutela. 

Tutto ha avuto inizio dal settembre di quell’anno, in seguito alla firma dell’ordinanza cautelare dell’operazione “The Wolf”, la maxi inchiesta antimafia coordinata dalla Dda di Lecce che aveva portato all’arresto di 22 persone. Uno dei responsabili di alcuni degli atti intimidatori è stato identificato proprio tra gli imputati di quella operazione. Ma nuovi episodi si sono susseguiti e restano per ora senza un’attribuzione.


Una lunga serie di minacce l’ha accompagnata fino agli episodi più recenti. Lo scorso novembre, giunta al cimitero di Galatina per onorare la memoria del padre Luigi, aveva trovato metà testa di capretto nascosta nel vaso dei fiori, insieme a un coltello e a un nastro con la scritta “Prima o poi”: una violazione che ha profanato persino il dolore del lutto familiare. A gennaio le forze dell’ordine avevano poi intercettato una lettera minatoria contenente il disegno di un crocifisso, fermata prima che raggiungesse la destinataria.

La magistrata continua a varcare la soglia del tribunale, a presiedere udienze, a partecipare a dibattiti e convegni sulla legalità. Eppure la sua vita, come quella di chiunque viva sotto scorta, è segnata da ogni spostamento pianificato, da presenze silenziose e costanti. Una libertà ridotta a corridoi sorvegliati. 

È una forma di detenzione al contrario: non si sconta una colpa, si paga il prezzo di una minaccia che non ha ancora un volto compiuto né una storia del tutto scritta. Ogni gesto banale come fare la spesa, andare al cimitero, diventa un’operazione da coordinare. Domiciliari con permesso di lavoro, concessi non da un giudice ma da chi ha scelto di fare paura.


 

Nessun commento:

Posta un commento