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sabato 20 marzo 2010

1951, LSD agli abitanti di Point Saint Esprit

Lo chiamarono “pan maudit”, il “pane maledetto”. Perché fu in quelle baguette che si nascose il segreto della maledizione che nel 1951 colpì Point Saint Esprit, villaggio fino a quel momento sonnacchioso, nel sud est della Francia. Una maledizione vera. A centinaia diedero segni di stranezza o delirio. Cinque si suicidarono. Un ragazzo di undici anni tentò di strozzare la nonna. Un uomo gridò “sono un aeroplano” prima di buttarsi dalla finestra. Un altro “vide” il cuore che gli scappava dal petto e imploro’ un medico di rimetterglielo a posto. Molti finirono in ospedale con la camicia di forza.

Fino ad oggi quella maledizione era stata ricondotta a un fornaio. Sarebbe stato lui, senza saperlo, a contaminare la farina con l’ergot, un fungo della segale. Ma la storia potrebbe essere andata diversamente. Anzi: molto diversamente. Ne è convinto H. P. Albarelli, giornalista investigativo americano. Che in un libro (Un terribile errore: l’omicidio di Frank Olson e gli esperimenti segreti della Cia durante la Guerra Fredda) spiega come dietro la maledizione ci fosse lo zampino della Cia. Che avrebbe scientemente mescolato Lsd alla farina.

A mettere Albarelli sulle tracce della maledizione è stata l’inchiesta sulla morte di Frank Olson, un biochimico della Cia che si uccise due anni dopo l’incidente. Documenti del laboratorio svizzero Sandoz che segretamente fornirono agli americani l’Lsd parlano del “segreto di Point St. Esprit”. Non sarebbe un caso isolato: negli anni Cinquanta gli Stati Uniti lanciarono un vasto programma di esperimenti sulla manipolazione della mente dei prigionieri e delle truppe nemiche, guidato dal laboratorio di bioguerra dell’Esercito americano di Fort Detrick in Maryland. Gli esperimenti andarono avanti fino ai primi anni Settanta e sono stati al centro tre anni fa di un saggio dello psichiatra James Ketchum dal titolo “Guerre chimiche: segreti quasi dimenticati”. Quasi, appunto. Come la maledizione dell’agosto ‘51, a Point-Saint-Esprit.

sabato 27 febbraio 2010

Segale Cornuta

http://www.mondimedievali.net/medicina/altomedioevo24.htm

Ergot è il nome dello «sclerozio» di un fungo noto ai micologi come Claviceps purpurea.

È un parassita che cresce sulla segale e su altri cereali quali l’orzo o il grano, nonché su alcune erbe selvatiche. Di gran lunga il più importante tra tutti è l’ergot della segale, protuberanze di color marrone porpora che spuntano dalla sua spiga. L’ergot non ha una composizione chimica uniforme: esso si presenta in gruppi ‘biologici’ o ‘chimici’ che si differenziano soprattutto nella composizione dei loro costituenti alcaloidi (gli ‘alcaloidi’ sono sostanze alcaline contenenti azoto e rappresentano i principi farmacologicamente attivi di molte piante). L’ergot della segale, traduzione del francese ergot de seigle (nome scientifico: Secale cornutum), è conosciuta anche come ‘segale cornuta’, ‘segale puntuta’, ‘segale speronata’, ma l’etimologia della parola francese ergot è incerta. In tedesco pare esistano maggiori varianti che in altre lingue:Mutterkorn, Rockenmutter, Afterkorn, Todtenkorn, Tollkorn ed altre ancora. Nella tradizione popolare tedesca era viva la credenza secondo cui, quando il grano era mosso dal vento, la madre del grano (un demone) attraversava il campo; i suoi figli erano i lupi della segale (ergot). Tra tutti questi nomi, due, seigle ivre (segale ebbra) e Tollkorn (grano pazzo), indicano una certa conoscenza degli effetti psicotropi dell’ergot. Nell’Europa medievale il pane fatto di segale contaminata con l’ergot provocava insolite epidemie, con conseguenze mortali per migliaia di persone. Questi morbi si presentavano in due forme, Ergotismus convulsivus, caratterizzato da sintomi neuroconvulsivi di natura epilettica, e Ergotismus gangraenosus, come cancrena che colpiva le estremità fino alla loro mummificazione. Quali erano questi tipi di ergot accessibili agli antichi greci? Là non cresceva segale, ma grano e orzo sì, e sappiamo che la Claviceps purpurea ne è l’infestante per eccellenza. L’ergot del grano e quello dell’orzo fondamentalmente risultano contenere gli stessi alcaloidi dell’ergot della segale - alcaloidi del gruppo ergotamina e ergotossina, ergonovina e in certi casi persino tracce di amide dell’acido lisergico. L’ergonovina e l’amide dell’acido lisergico, ambedue psicoattive, sono, diversamente dagli altri alcaloidi, idrosolubili. L’ergot varia nei suoi composti chimici in base all’erba su cui cresce e alla posizione geografica.

La celebre pianura Rariana era adiacente a Eleusi. In realtà, questo fatto potrebbe aver influito sulla scelta di quel sito per la locazione del tempio di Demetra e per lo sviluppo di quell’insieme portentoso di miti di cui sono avvolti e che ancor oggi esercitano su di noi un fascino profondo, come fascinosa è la figura di Trittolemo.

Non è improbabile che gli ierofanti di Eleusi abbiano esteso la loro conoscenza e migliorato le loro capacità nel corso dei molti secoli che videro iMysteria prosperare e affascinare l’antico mondo greco. Il simbolismo dei Mysteria comunicava messaggi di vita e di speranza. Demetra era la Madre Terra e Persefone era il soffio vitale presente nel grano. I morti tornavano nel grembo della Madre Terra. Spighe d'oro venivano seppellite con i morti. La spiga di grano presentata dallo ierofante rappresentava il ciclo di vita: concepimento, crescita, morte e nuova vita. Per l’antichità e per noi, essi sono associati a Demetra e Persefone (Kore), che insieme a Trittolemo rappresentano i famosi progenitori mitici dellacoltivazione del grano e dell’orzo.

È molto probabile che gli antichi greci abbiano estratto un allucinogeno dall’ergot. Potrebbe essere quello del grano o dell’orzo, oppure una via ancor più semplice sarebbe stata quella di usare l’ergot che cresce sulla comune erba selvatica Paspalum, diffusa in tutto il bacino mediterraneo. Il fine ultimo del culto eleusino consisteva nell'indurre nel partecipante una visione mistica codificata secondo specifici simbolismi e mitologie e indotta da sostanze psicotrope, in particolare da quelle presenti nella bevanda sacramentale eleusina per eccellenza, il kykeon o ciceone composta da "acqua, farina d'orzo, mescolandovi la menta delicata”.

Nel 1978 Wasson, Hofmann e Ruck proposero la segale cornuta (ergot) come chiave psicofarmacologica del ciceone. I Greci sarebbero stati tecnologicamente in grado di ricavare una pozione allucinogena e non tossica dalla segale cornuta. L'"orzo" della ricetta eleusina sarebbe quindi stato ergotato, o addirittura questo termine avrebbe ricoperto una funzione simbolica dietro cui si celava il vero principio psicoattivo, il suo fungo parassita.