domenica 15 marzo 2026

R&D Vibes 14 marzo 2026 – MONEY RUN TINGS

https://radiosonar.net/podcast/rd-vibes-money-run-tings/

Quando osserviamo le tragedie che insanguinano il mondo, ci poniamo sempre la stessa domanda: cosa c’è dietro alle guerre, alla distruzione, alla pedofilia, ai genocidi? La risposta ce la offre come sempre la reggae music con le parole, tra gli altri, di King General..

Tante novità musicali, qualche prerelease senza scordare il compleanno di Skarra Mucci con l’Almanacco di Laganà..  Nah miss it !!! Stay Tuned !!



Theme tune – LINEA DI MASSA LDM Sound System – Reasoning (unreleased)

01 – Skarra Mucci & Sr. Wilson – The Vibes (Mad91-UNITY Sound’s new release)

02 – Skarra Mucci, Green Valley & Elevation – On a Mission (Elevation Records’ new release)

03 – Cogli P – Money Run Tings  (HFD Records)

04 – Murray Man – They Don’t Know (Indica Dubs’ new release)

05 – Indica Dubs & Conscious Sounds – We Know Dub  (Indica Dubs’ new release)

06 – OBF ft Charlie P – 64 Bars of Dub (DUBQUAKE Records’ new release)

07 – Dubbing Sun & PiyaZawa – Eternal Vedas (Moonshine Recordings’ new release)

08 – Uzly Hi-Fi & Owl Trackers – Daily Steppin Mix 1 (Culture Dub Records’ new release)

09 – Brother Culture & Ondubground – Some A Dem (Evidence Music’s new release)

10 – Kanka – Think Less (Original Dub Gathering’s new release)

11 – Prince Jamo – Make Peace No War (Peace Foundation Music’s new release )

12 – Humble O – Peace Anthem (Peace Foundation Music’s pre-release)

13 – Al Dubdee – Make Dub no War (Peace Foundation Music’s pre-release)

14 – The Disciples – Sufferers Voice (Russ D prod.’s new release)

15 – King General – Long Long Time (Conscious Sound-Partial Records RE)

16 – Centry – Long Dubplate Dub (Conscious Sound-Partial Records RE)

17 – Elastica dub & Zion Train – Astral Vision (Dubophonic Records’ new release)

18 – Elastica dub & Zion Train – Astral Vision (Heavy Steppa) (Dubophonic Records’ new release)

19 – Awa Fall – Family Affair (Sound Girl Story) (Mystical Rising’s new release)

20 – Guru Pope – Higher Tones (Mystical Rising’s new release)

21 – Keith Rowe – Love Gets Sweeter (Fruits Records’ pre-release)

22 – Kumar – Sweet Reggae (SoulLove Records’ new release)

23 – Milton Henry – Rastaman Beware (Iroko Records – A-Lone Productions RE)

24 – Milton Henry – Rastafari Cannot Die (Iroko Records – A-Lone Productions RE)

25 – Lone Ark Riddim Force – Branches and Leaves Dub (Iroko Records – A-Lone Productions RE)

26 – Junior Dell & The D-Lites – Jump Around (Original Gravity)

27 – Prince Deadly – Rock the Lawn (Original Gravity)

Il fermo di Sea-Eye 5 era illegittimo. Viminale condannato

https://ilmanifesto.it/il-fermo-di-sea-eye-5-era-illegittimo-viminale-condannato

MIGRANTI La sentenza del tribunale di Ragusa. Nuova sconfitta della legge anti-ong. Sospeso anche il blocco della Humanity 1. Intanto nel Mediterraneo centrale è record di morti


Fermo illegittimo e ministero condannato. È finita così la causa davanti al tribunale di Ragusa tra Viminale e ong Sea Eye per la detenzione della nave umanitaria nel porto di Pozzallo, a giugno scorso dopo il salvataggio di 62 persone. Il provvedimento ha la data del 6 marzo, ma è circolato ieri.

Tutte e tre le accuse mosse dalle autorità italiane si sono dimostrate infondate. Primo: non è stato provato che Tripoli avesse dato alla Sea-Eye 5 indicazioni che questa non ha rispettato. Al contrario, scrive il giudice, «l’autorità libica, per quanto si evince dagli atti di causa, è rimasta del tutto inerte rispetto ad ogni forma di comunicazione ricevuta da parte sia di Sea Eye 5 che di Imrcc Roma». Non ha risposto neanche al centro di coordinamento italiano.

Secondo: non è vero che il comandante si fosse rifiutato di fornire le informazioni chieste da Roma. Ha comunicato tutto, «semplicemente non è stato in grado, in base alle proprie competenze, per la gravità della situazione a bordo, di rispondere alla richiesta di selezione delle persone maggiormente vulnerabili», afferma il giudice. Terzo: la nave dopo Pozzallo non è andata a Taranto, come pretendeva inizialmente la guardia costiera, non per «un’ingiustificata disobbedienza alle informazioni impartite» ma come risultato dello scambio avuto con le autorità.

Gli ultimi due punti sono molto importanti perché riconoscono la discrezionalità del comandante della nave, «l’unico ad avere esperienza diretta e ravvicinata della complessiva situazione a bordo», nel rapporto con le autorità. Queste devono ascoltare e considerare il suo punto di vista e non possono limitarsi a impartire ordini pretendendo che siano eseguiti «passivamente».

«L’Italia avrebbe voluto una selezione dei vulnerabili da sbarcare a Pozzallo e mandare gli altri migranti a Taranto – afferma l’avvocato Dario Belluccio, uno dei legali di Sea Eye – La sentenza afferma che non si può imporre questa cernita al comandante, anche perché tutti i naufraghi vanno considerati vulnerabili. È una pronuncia importante: argina la possibilità di spedire le navi ong in porti lontani». Anna di Bari, del direttivo di Sea Eye, afferma: «Mentre siamo ripetutamente accusati di violare la legge, questa decisione mostra ancora una volta che sono gli attacchi politici al soccorso in mare a minare giustizia e umanità».

Giovedì scorso, invece, il tribunale di Chieti aveva sospeso l’efficacia esecutiva di fermo e multa contro la Humanity 1, per un blocco nel porto di Ortona del dicembre 2025 con l’accusa di non aver comunicato con Tripoli. «Ciò dimostra che le politiche ostruzionistiche dei governi violano il diritto internazionale, mentre la Justice Fleet continua a resistere con forza!», scrive l’organizzazione tedesca. Per Justice Fleet si intende la coalizione di 13 ong che dallo scorso novembre non comunicano più con la sedicente «guardia costiera libica» non riconoscendola come un soggetto titolato a effettuare soccorsi (tanto hanno stabilito diverse sentenze dei tribunali italiani).

Nel frattempo la nave Life Support di Emergency si sta dirigendo verso il porto di Civitavecchia con 98 persone a bordo, tratte in salvo venerdì in due diversi interventi nelle acque internazionali davanti alla Libia. Nigeria, Guinea Bissau, Biafra, Senegal, Sud Sudan, Guinea Conakry, Gambia e Sudan i paesi di origine. I 40 migranti soccorsi dalla Safira, la barca a vela di Mediterranea, sono invece sbarcati ieri a Lampedusa. Sono cittadini di Eritrea, Etiopia, Sud Sudan e Guinea Bissau.

Dall’inizio dell’anno in Italia sono arrivate via mare più di 5mila persone, dato simile a quello del 2024 ma in netto calo rispetto al 2025. Nello stesso periodo nel Mediterraneo centrale si sono contati 550 morti accertati: un record per gli ultimi anni.

 


Try Love Riddim


 

sabato 14 marzo 2026

 


 


Tedeschi Trucks Band - Statesboro Blues ( Derek playing Tiger) 3-13-26 Beacon Theater, NYC


 

Il cinque luglio 2024 cinque riservisti della Force 100 trascinano un prigioniero palestinese in un'area delimitata con scudi per sottrarsi alle telecamere. Il video esiste, è stato trasmesso dalla televisione israeliana. Il detenuto arriva all'ospedale con costole rotte e un retto perforato. Subisce un intervento chirurgico. Viene rimandato a Sde Teiman.

Il dodici marzo 2026 l'avvocato generale militare israeliano archivia tutte le accuse. Le immagini non bastano a provare un abuso abbastanza grave da giustificare una condanna. La vittima, rilasciata a Gaza, non può testimoniare. Si trova a Gaza, sotto i bombardamenti israeliani.

Il premier Benjamin Netanyahu saluta l'archiviazione: sono combattenti eroici. Il ministro della Difesa Israel Katz si congratula con i soldati. Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich chiede il processo per Yifat Tomer-Yerushalmi, la procuratrice che aveva autorizzato la diffusione del video. Tomer-Yerushalmi si era dimessa mesi fa — non per aver gestito male il caso, ma per aver permesso che le prove venissero viste.

L'undici marzo, Paesi Bassi e Islanda depositano alla Corte internazionale di giustizia le dichiarazioni di intervento nel caso Sudafrica contro Israele, diventando il diciottesimo e diciannovesimo stato a farlo. I Paesi Bassi argomentano che deportazioni forzate, ostruzione degli aiuti e atti contro i bambini possono costituire condotta genocidaria rilevante per l'intento. L'Islanda sostiene che l'intento genocidario può essere desunto da un insieme di condotte.

Sari Bashi, direttrice esecutiva del Public Committee Against Torture in Israel, commenta l'archiviazione: «L'avvocato generale militare ha appena concesso ai soldati la licenza di stuprare, purché la vittima sia palestinese».        

   

 https://x.com/giuliocavalli/status/2032731240323809398?s=20

Soul Shakedown Party On Hitz 92 FM March 12

https://www.podomatic.com/podcasts/piertosi/episodes/2026-03-13T11_21_06-07_00

https://piertosi.podomatic.com/enclosure/2026-03-13T11_21_06-07_00.mp3

Tarrus Riley – You + Me = Good Life (XTM Nation single)

Tarrus Riley – Losing Sight Of Love (Money Matters single)

Jesse Royal/Kabaka Pyramid – Jungle Justice (No Place Like Home album, Easy Star)

Blvck H3ro – Strictly Good Vibes (Boomyard single)

Persons Of Interest – So Many Hill (In Case We Die album, POI)

Kelissa McDonald – Way You Make Me Feel (Kelissa Music)

Bob Marley & The Wailers – Turn Your Light Down Low (Exodus 40 album, Tuff Gong)

Maxi Priest – Sure Fire Love (Bonafide album, 10)

Tamlins – World's In Danger (Re-Birth album, Shengen)

Culture – World Peace (World Peace album, EFA)

Foundation/Prezident Brown – Beverly Hills (One Shirt album, Island Jamaica)

Steel Pulse/Prezident Brown – Black & Proud (Rage & Fury album, Mesa)

Prezident Brown – Rough Road (To Jah Only album, RUNN)

Dennis Brown – Praise Without Raise (Cash & Carry single)

Gladiators – Bongo Red (Nice & Ruff compilation, Music Club)

Mighty Diamonds – Danger In Your Eyes (Music Works single)

venerdì 13 marzo 2026

Francesca Albanese ancora senza via d’uscita dalle sanzioni Usa: “Sono sola, neanche Banca Etica mi ha aperto il conto”

Francesca Albanese ancora senza via d’uscita dalle sanzioni Usa: “Sono sola, neanche Banca Etica mi ha aperto il conto”. Replica del direttore generale: “Rischiavamo multa da 1 miliardo e chiusura”

di Riccardo Antoniucci - Il Fatto Quotidiano

Durante un webinar organizzato dai "dipendenti di Banca d'Italia per la Palestina" si è aperto un dibattito sui limiti di quello che la finanza etica istituzionale può fare nei casi estremi come quello della relatrice Onu, messa sulla lsita nera dall'amministrazione Trump per le sue denuncie


È stato il teatro di un dibattito acceso e inatteso, il webinar sulla finanza etica nel contesto di guerra e dopo Gaza. L’evento era organizzato dal gruppo dei “dipendenti di Banca d’Italia per la Palestina”, nato sull’ondata delle mobilitazioni dell’anno scorso contro il genocidio dei palestinesi nella Striscia (a moderare Duccio Facchini di Altreconomia). Tra i relatori c’erano Francesca Albanese e il direttore generale di Banca Etica Nazzareno Gabrielli. Il dibattito, che si è aperto con la lettura dell’articolo 11 della Costituzione e un intervento dell’economista Pier Giorgio Ardeni, si è presto concentrato sulle difficoltà economiche che la relatrice speciale Onu per i territori palestinesi è costretta ad affrontare da quando gli Stati Uniti hanno deciso di applicare sanzioni contro di lei, l’anno scorso.


Difficoltà che comprendono l’impossibilità di aprire un conto corrente, neanche con Banca Etica. “La finanza etica è etica fino a un certo punto, perché opera all’interno di questo sistema e con grossi vincoli, il mio caso ne è la prova”, ha detto Albanese. Il suo interlocutore era Gabrielli, che ha ricordato come l’anno scorso l’ istituto ha tentato di aprire un conto corrente per Albanese, ma si è fermato dopo aver verificato che le sanzioni Usa (nello specifico, il fatto che il nome di Franesca Albanese figuri ora nella lista Ofac) comportano una multa da 1 miliardo di euro per gli istituti che le violano. “Sono passato dalla felicità di venire scelto da Albanese alla frustrazione di essermi reso conto che il provvedimento Usa aveva ripercussioni giuridiche così forti che non abbiamo potuto aprirle un conto corrente”. “Avrei potuto fare causa a Banca Etica, non l’ho fatto per quello che sono”, ha chiarito Albanese.


“Gli operatori finanziari non hanno alternativa”, si è giustificato Gabrielli. “Solo le istituzioni politiche possono intervenire: abbiamo scritto con i nostri partner di finanza etica europei e mondiali, ma l’iniziativa è rimasta lettera morta”. Pur criticando l’uso politico delle sanzioni anti-riciclaggio, Banca Etica deve operare in un sistema di regole, e quella sanzione sarebbe costata la chiusura: “Dobbiamo pensare ai nostri 130 mila clienti, tra cui ci sono ong che lavorano in Palestina. La sfida vera è riuscire a fare banca dentro il sistema, evidenziando anche gli atteggiamenti criminali delle istituzioni, in alcuni casi”.


Tutto ciò, però, dal punto di vista (politico e personale) di Albanese non è abbastanza: è un dato di fatto che nel suo caso gli strumenti della finanza etica “che per forza di cose deve operare nel sistema”, come ha sottolineato Gabrielli, non è stato in grado di fornirle assistenza finanziaria. “Il mio caso ha dimostrato chiaramente che la finanza etica ha dei limiti. In fin dei conti, nessuno se la sente di assumersi il rischio di sfidare una situazione illegale, immorale e irresponsabile come quella di sanzionare un esperto tecnico delle Nazioni Unite”, ha spiegato. “Per questo ora mia figlia di 13 anni, cittadina americana, si trova a fare causa al presidente Donald Trump”: per cercare una via d’uscita dal buco nero finanziario. “La verità è che il mio Paese mi ha lasciato sola”, ha aggiunto amara Albanese.


E non solo il governo Meloni, che si è anzi unito alla (fallita) iniziativa francese per chiedere le dimissioni della relatrice speciale onu a seguito di una campagna diffamatoria lanciata da gruppi filo-Netanyahu.



Un cittadino britannico rischia due anni di prigione negli Emirati Arabi Uniti per aver filmato e diffuso materiale legato agli attacchi iraniani contro il Paese.

Un cittadino britannico rischia due anni di prigione negli Emirati Arabi Uniti per aver filmato e diffuso materiale legato agli attacchi iraniani contro il Paese.


L’uomo, 60 anni, originario di Londra e in visita a Dubai come turista, è stato accusato di aver violato una normativa che vieta la condivisione di contenuti ritenuti potenzialmente in grado di disturbare la sicurezza pubblica. 

Aveva filmato l’arrivo di un missile nei cieli di Dubai.


Il governo emiratino ha avviato una massiccia repressione di post e video sui social media che mostrano gli attacchi iraniani per limitare il danno alla reputazione del Paese.

Nonostante questo, numerose immagini degli ultimi attacchi iraniani sono circolate sui social e almeno venti persone incriminate in base alle leggi sui cybercrimini degli Emirati. 


Le pene previste includono fino a due anni di carcere, multe comprese tra 20.000 e 200.000 dirham (circa tra 4.000 e 40.000 sterline), o entrambe le sanzioni.

L'immagine globale di Dubai come centro commerciale sicuro, esente da tasse e paradiso delle vacanze, ha vacillato nelle ultime due settimane, quando alcuni edifici, tra cui l'aeroporto della città e il suo iconico hotel Fairmont a Palm Jumeirah, sono stati colpiti da missili e droni iraniani. 

Le autorità eemiratinehanno dichiarato che quattro civili sono stati uccisi negli attacchi iraniani.


Per salvare l’immagine di Dubai come paradiso inviolato dalla guerra nel Golfo, numerosi influencer occidentali che vivono Dubai hanno condiviso post e video pro-governativi che elogiano il leader di Dubai, lo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum.

La diffusione coordinata di questi video ha come obiettivo quello di convincere i grandi patrimoni internazionali a restare, e presentare Dubai come il simbolo globale di lusso, stabilità e prosperità — nonostante i missili e i droni nei cieli e le cancellazioni dei voli che stanno colpendo la regione.


https://x.com/insideoverita/status/2032487306075034077?s=20

Petroliera fantasma russa alla deriva nel Canale di Sicilia, ora Palazzo Chigi è preoccupato: “Monitoriamo”

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/13/petroliera-fantasma-russa-arctic-metagaz-deriva-canale-di-sicilia-linosa-lampedusa-allarme-inquinamento-news/8323656/

L'Arctic Metagaz, carica di tonnellate di gasolio e gas liquefatto, è stata probabilmente colpita da droni ucraini: è senza equipaggio, inclinata, non lontano da Linosa. L'allarme del Wwf


Ha a bordo, con ogni probabilità, un carico di 900 tonnellate di gasolio e due serbatoi di gas liquefatto. A bordo non c’è nessuno. E si è inclinata di circa 30 gradi. I danni causati dai droni che l’hanno colpita, quasi sicuramente lanciati dagli ucraini, mentre navigava a nord del Golfo di Sirte ne hanno danneggiato struttura e stabilità. E vaga, alla deriva, sospinta dai venti e dalle correnti, nel Canale di Sicilia. Si era avvicinata a Linosa, ora sembra puntare verso Malta. Ma al cambiare delle condizioni del mare, potrebbe mutare anche la sua direzione. A distanza di dieci giorni dal momento in cui la petroliera russa Arctic Metagaz, considerata appartenente alla flotta fantasma, cioè quella che contrabbanda carburanti aggirando le sanzioni europee, l’allarme sul rischio di un rovesciamento del carico è arrivato anche a Palazzo Chigi.

L’alert riguarda il rischio inquinamento qualora il gigante del mare, 277 metri di lunghezza, dovesse rovesciarsi o colare a picco. Mezzi della Marina militare italiana – un rimorchiatore e, se dovesse servire, un mezzo antinquinamento – restano vicini al relitto alla deriva pronti a intervenire, nel tratto di mare fra le isole Pelagie e Malta, soltanto in caso d’emergenza. Per coordinare la gestione del caso, si è tenuta una riunione a Palazzo Chigi, presieduta da Giorgia Meloni, alla quale hanno partecipato anche i ministri Antonio Tajani, Guido Crosetto, Gilberto Pichetto Fratin e Nello Musumeci, oltre al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e al capo del Dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano.

Per Palazzo Chigi, al momento, il problema è comunque in capo a Malta poiché la nave è all’interno della zona Sar maltese: “Ma il governo italiano ha assicurato al governo de La Valletta la condivisione del monitoraggio avviato fin dal primo momento”. L’Italia – viene spiegato – “ha inoltre confermato la propria disponibilità a svolgere attività di supporto, in attesa delle determinazioni delle autorità maltesi, con le quali rimane in costante contatto”.

Ma in questa vicenda – come ha ricordato il giornalista di Radio Radicale Sergio Scandura – le zone Sar in realtà c’entrano ben poco, poiché il caso rientra nei dettami delle convenzioni internazionali MARPOL (Marine Pollution) e della convenzione di Barcellona BARCOM, entrambe dedicate alla gestione delle emergenze di inquinamento del mare. Il Wwf sta seguendo l’evoluzione della situazione e ricorda che la fuoriuscita del Gnl “potrebbe causare incendi, nubi criogeniche letali per fauna marina, e inquinamento ampio e duraturo delle acque e dell’atmosfera”.

L’area nella quale vaga la nave, aggiunge l’associazione ambientalista, è di “eccezionale valore ecologico, con ecosistemi profondi fragili e una biodiversità tra le più elevate del bacino Mediterraneo. Ospita, tra gli altri, quasi tutte le specie marine protette del Mediterraneo, sia pelagiche che bentoniche, ed è attraversata da grandi predatori pelagici come il tonno rosso e il pescespada”. Il rischio ambientale, rimarca, è “elevatissimo e potenzialmente irreversibile, con serie ricadute anche sulle economie delle isole Pelagie, basate su pesca e turismo”.

Oltre 3,2 milioni di persone sfollate in Iran in due settimane.

https://www.unhcr.org/it/notizie/comunicati-stampa/iran-unhcr-fino-3-2-milioni-di-iraniani-sfollati-temporaneamente-causa


Oltre 3,2 milioni di persone sfollate in Iran in due settimane.


È  il dato riferito dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) che fotografa l’impatto della guerra iniziata il 28 febbraio 2026, quando Stati Uniti e Israele hanno avviato una campagna di bombardamenti su larga scala contro l’Iran. 

Secondo l’UNHCR, oltre un milione di famiglie iraniane hanno già abbandonato le proprie case e sono fuggite da Teheran verso il nord del Paese e le aree rurali.


Dal 28 febbraio, oltre 1.400 civili sono stati uccisi nei bombardamenti Usa-israeliani contro l’Iran.

Il Financial Times, riprendendo i dati riferiti dalla Mezzaluna Rossa iraniana, riporta che in due settimana 19.734 edifici civili sono stati colpiti.


Tra questi figurano 17.353 edifici residenziali, 77 strutture sanitarie, 65 scuole e 16 strutture della Mezzaluna Rossa.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha verificato almeno 13 attacchi diretti contro ospedali mentre più di 30 ospedali e strutture mediche sono rimasti danneggiati durante i bombardamenti.


ll 28 febbraio gli Stati Uniti hanno colpito una scuola elementare femminile a Minab: dopo 40 minuti dal primo missile Tomahawk, l’esercito USA ha lanciato un secondo missile che ha colpito bambini, soccorritori e genitori.

Quasi tutte le 180 persone uccise nell’attacco erano bambine di età compresa tra i 7 e i 12 anni. 

PISA: NON PASSA IL TRENO DI ARMI E MUNIZIONI. IL CARICO DI MORTE TORNA INDIETRO

https://www.radiondadurto.org/2026/03/13/pisa-non-passa-il-treno-di-armi-e-munizioni-il-carico-di-morte-torna-indietro/



Contro la logistica di guerra, che muove munizioni e mezzi in tutto il mondo, in Toscana, ieri sera è stato respinto al mittente un treno carico di mezzi militari ed esplosivi diretti all’hub militare regionale. Il convoglio è stato prima rallentato a Livorno e Pontedera, poi bloccato dal Movimento No Base al binario 3 della stazione di Pisa. Per ora decine di attiviste-i hanno stazionato sui binari, fino a quando il treno è stato costretto a fare marcia indietro.


Il Movimento No Base ha poi diffuso una dichiarazione:

“Stasera siamo sui binari, sul binario 3 della stazione di Pisa Centrale. Stiamo bloccando un treno, 32 vagoni carichi di armi, mezzi militari ed esplosivi. Un treno che è passato per tutte le città del nostro hub militare e adesso lo stiamo bloccando. Noi non vogliamo che le armi passino dalle nostre stazioni, non vogliamo che le armi vengano inviate in paesi in guerra. Siamo per la pace, per noi la pace si può ottenere con la lotta. Per noi la pace si può ottenere impedendo che una nuova base militare venga costruita all’interno del parco di San Rossone, impedendo che miliardi e miliardi di euro vengano spesi in armi, in bombe, in munizioni, in missioni, quando mancano i servizi più basilari, quando la benzina costa più di 2 euro, quando la guerra sta portando intere popolazioni dalla Palestina all’Iran, all’Ucraina in un baratro e adesso vogliono portarci anche noi. Noi invece resistiamo, siamo partigiani e partigiane per la pace e continueremo a farlo fino a quando ce ne sarà bisogno. Martedì prossimo 17 marzo alle 20.30 al Circolo d’Alverone faremo una prossima assemblea generale del Movimento No Base per continuare ad organizzare la mobilitazione sempre più forte e con sempre più determinazione per la pace contro ogni guerra”.