Oltre 3,2 milioni di persone sfollate in Iran in due settimane.
È il dato riferito dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) che fotografa l’impatto della guerra iniziata il 28 febbraio 2026, quando Stati Uniti e Israele hanno avviato una campagna di bombardamenti su larga scala contro l’Iran.
Secondo l’UNHCR, oltre un milione di famiglie iraniane hanno già abbandonato le proprie case e sono fuggite da Teheran verso il nord del Paese e le aree rurali.
Dal 28 febbraio, oltre 1.400 civili sono stati uccisi nei bombardamenti Usa-israeliani contro l’Iran.
Il Financial Times, riprendendo i dati riferiti dalla Mezzaluna Rossa iraniana, riporta che in due settimana 19.734 edifici civili sono stati colpiti.
Tra questi figurano 17.353 edifici residenziali, 77 strutture sanitarie, 65 scuole e 16 strutture della Mezzaluna Rossa.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha verificato almeno 13 attacchi diretti contro ospedali mentre più di 30 ospedali e strutture mediche sono rimasti danneggiati durante i bombardamenti.
ll 28 febbraio gli Stati Uniti hanno colpito una scuola elementare femminile a Minab: dopo 40 minuti dal primo missile Tomahawk, l’esercito USA ha lanciato un secondo missile che ha colpito bambini, soccorritori e genitori.
Quasi tutte le 180 persone uccise nell’attacco erano bambine di età compresa tra i 7 e i 12 anni.
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