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mercoledì 24 gennaio 2018
giovedì 7 dicembre 2017
venerdì 18 gennaio 2013
Vision Of Paradise, Film di Volker Schaner su Lee “Scratch” Perry
Di materiale per scrittori e sceneggiatori ce ne è davvero tanto, vista la complessità di un personaggio come quello di Lee “Scratch” Perry. Un nuovo progetto che lo riguarda promette di offrire una nuova chiave interpretativa e un nuovo modo di raccontare colui che a ragione viene considerato il genio ribelle della musica jamaicana. La pellicola si chiama “Vision Of Paradise” e l’uscita è prevista nella seconda metà del 2013. Un progetto ambizioso e imprevedibile, proprio come il personaggio che racconta. Non è una classica biografia in immagini, ma bensì più un ritratto profondo di Lee Perry, raccontato come un film con tanto di trama, momenti di pathos e rivelazione finale, che promette di lasciare gli spettatori a bocca aperta. Il regista della pellicola ha seguito da vicino per 13 anni il produttore, fondatore della Black Ark. Volker Schaner, questo il nome del regista, racconta come sia un appassionato di Lee Perry sin da quando aveva 14 anni. D’altronde solo una smisurata passione può supportare una gestazione così lunga ed articolata. In questi 13 anni i due sono diventati amici e sono davvero tanti gli aspetti del producer che vengono raccontati. Ironia, musica e misticismo sono le tre principali direttrici di un film che a suo modo vuole essere anche qualcosa di unico e originale, proprio come il suo protagonista.
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sabato 22 dicembre 2012
sabato 24 novembre 2012
lunedì 20 agosto 2012
Rototom 2012 L'arte giamaicana domina la giornata all'University
Gerry McMahon | Tradotto da Nicol Pora
L'incontro del quarto giorno alla Reggae University del Rototom è stato dominato dall'argomento "The New Movement in Jamaica Arts". Ebbene sì, ancora una volta, l'incontro dell'Unioversity è stato molto partecipato con la presenza di ospiti speciali: il regista Storm Saulter, la dancehall di Rory Galligan (Stone Love) e i musicisti di Raging Fyah (Anthony Watson, Courtland White, Delroy Hamilton, Demar Gayle, Kumar Bent e Mahlon Moving), insieme ai sostenitori dell'University David Katz, Ellen Koehlings, Pete Lilly e Pier Tosi.
L'incontro del quarto giorno alla Reggae University del Rototom è stato dominato dall'argomento "The New Movement in Jamaica Arts". Ebbene sì, ancora una volta, l'incontro dell'Unioversity è stato molto partecipato con la presenza di ospiti speciali: il regista Storm Saulter, la dancehall di Rory Galligan (Stone Love) e i musicisti di Raging Fyah (Anthony Watson, Courtland White, Delroy Hamilton, Demar Gayle, Kumar Bent e Mahlon Moving), insieme ai sostenitori dell'University David Katz, Ellen Koehlings, Pete Lilly e Pier Tosi.
Dopo un interessante dibattito il pubblico è stato intrattenuto nella visione di un film vincitore di numerosi premi "Better Mus' Come", (di Storm Saulter, 104 min., USA 2001). Saulter ha intelligentemente creato il film espolorando le fonti e le conseguenze dei conflitti gang in Jamaica, con un intuito che spazia dall'ombroso "back 'o yard" alla classica preghiera accompagnata da percussioni Nyahbinghi. Il registra ha spiegato al pubblcio che il film è il prodotto di "un vero cinema indipendente Caraibico", dando un'idea fondata riguardo alla cultura giamaicana delle armi, che fa in modo incerto.
Sebbene sia avvenuto nel 1970, Saulter sostiene che il film venga comparato ai paurosi fiaschi che circondano la lotta per l'estradizione del signore della droga Christopher Duddus Coke nel 2010. Il suo film ha sicuramente successo nel far capire la connession tra piccoli e grandi tempi in politica e violenza nelle strade.
Chiaramente, gli eventi riportati nel film di Saulter riassumono il famoso "Green Bay Massacre", in Giamaica del 1978, che hanno contribuito significativamente alla crollo del governo di sinistra di Michael Manley. A tempo debito emerse che la vedova di Manley, Beverley era commossa fino alle lacrime da tale film. Successivamente scrivo' a Saulter, rimembrando come la canzone marito "Better Mus' Come" per la sua nella sua campagna del 1970, si ispiro' alla prevalenza di ratti incontrati nelle loto case durante il corso della campagna.
Per farla breve, riassumendo lo scopo del film, Saulter ha spiegato: "Sto mostrando causa e effetti, non sto valorizzando l'uomo cattivo". Curiosamente, ha anche spiegato che nonostante il film possa costituire "la passione per il manganello" dal classico "the harder they come", crede che "Rockers" abbia piu' influenza sul suo lavoro.
Passando all'arte moderna del movimento artistico in Giamaica, Saulter e Bent hanno accordato che c'e' un feeling all'estero che e' ora un movimento reale o una scena di community, con collaborazioni e molte altre gioventu' ora coinvolte nell'arte. Ellen Koehlings del "Riddim magazine" ha anche notato che e' una novita' ora in Giamaica promuovere il lavoro l'uno dell'altro tra le band.
Il dibattito e' stato anche usato dalla Koehlings per esplorare un vario numero di tematiche associate alle influenze ambientali e di sviluppo e successo dei Raging Fyah.
Cio' ha abilitato la discussione negli eventi giamaicani Wicky Wacky e Jamnesia che servono a promuovere i nuovi talenti. Ha anche abilitato Fyah Watson a spiegare il "raison d'etre" delle band, come lavorano assieme e il significativo messaggio in canzoni specifiche. Venne inoltre enfatizzato che i Raging Fyah sounano musica per i ribelli del mondo e "le radici della musica, la realta' e la cultura".
Le influenze chiave elencate dai membri delle band includono Burning Spear, the Abyssinians, the Congos, the Cranberries, the Wailers, Santana e Ernest Ranglin. A questo proposito, molti crediti vennero dati alle influenze del college Edna Manley di arti visive e di spettacolo, in Giamaica, per il suo predominante ruolo come accessibile e impagabile ruolo di terreno d'apprendimento. Rory Gilligan, a cui "piace lavorare con lo sconosciuto", ha colto l'occasione per prestare realta' al dibattito, sottolineando che "e' piu' difficile per i ragazzi ora perche' non vendono.. e in Giamaica non puoi far pagare troppo l'entrata per del roots!". Gilligan ha anche confessato che anche se per lui "non si tratta di denaro", ha dovuto inserire spezzoni dancehall mettendoli nella musica roots.
Un grande rango di interessanti domande sono state poste dal pubblico e dai membri del comitato, includendo l'accesso al film in Giamaica e in Africa, il meeting di Gilligan con Rootz Undeground, la prospettiva di Raging Fyah di suonare al festival reggae di Sierra Nevada nel 2013, il caso di una polizza ti tasse giamaicana revisionata in modo da aiutare la gioventu', minori richieste per il visto in modo da permettere agli artisti di viaggiare e il credo di Bent:"l'educazione e' la chiave".
Durante la giornata, la "House of Rastafari" del Rototom si e' fatta prestare il campus dell'University of Reggae in modo da trattare il tema del rimpatrio (dalla storica o spirituale casa dei Rastafari, a Shashamane in Etiopia). La discussione si ' incentrata sul progetto "gioventu' dei Sasha", con il fratello Ras Tewelde come capitano della nave, spingendo gli altri ad accompagnarlo. In quanto il tema del rimpatrio si e' perso un po' durante questi ultimi anni, e' stato molto utile farlo riemergere con alcune punch lines piuttosto provocative.
Concludendo la giornata della University e' stato rinfrescante sentire il cantante principale dei Raging Fyah, Kumar Bent, ammettere che quando "venire in Europa ti fa realizzare che c'e' ancora un gran numero di buone persone al mondo". E qui ha ragione.
http://www.rototomsunsplash.com/it/news/destacados-2012/3111-larte-giamaicana-domina-la-giornata-alluniversity
lunedì 13 agosto 2012
Tuff Gong Studios: 1Xtra celebrates Jamaica 50
LA BBC CELEBRA I 50 ANNI DI MUSICA GIAMAICANA CON UN DOCUMENTARIO
Di RasAle
Per questo speciale anniversario dei 50 anni della musica made in Jamaica continuano le sorprese. Vi presentiamo questo documentario bellissimo prodotto da Robbo Ranx presso la Tuff Gong studios quello fondato da Bob Marley. Ripercorre la storia musicale dell’isola che in soli 50 anni ha influenzato tutto il mondo.ne svela i particolari e mostra i luoghi più importanti. Ma non è finita qui oltre al documentario vedremo nei prossimi giorni delle registrazioni particolari sempre realizzati dalla radio inglese. Sono remake di grandi canzoni del passato cantate da artisti di oggi. Le performance esclusive che vedremo anche nei video comprendono artisti quali Beenie Man, Capleton, , Chaka Demus & Pliers, Agent Sasco, Khago e Gyptian. Intanto guardatevi questo splendido documentario
martedì 10 luglio 2012
Exodus – Finding Shelter il 17 luglio al Cinemino
Il Cinemino in collaborazione con ChiAmaMilano e Social Milano è lieto di presentare la proiezione del film:
"Exodus – Finding Shelter"
Martedì 17 luglio ore 20.00
c/o il Negozio Civico ChiAmaMilano, largo Corsia dei Servi 11, Milano (MM San Babila)Prima della proiezione ci sarà la graditissima performance dei Kiki ensemble, gruppo di musica popolare berbera algerina della regione della Kabylia, nato una decina di anni fa a Milano.
Le sonorità magiche del Kiki Ensemble allieteranno l’aperitivo e i saluti estivi che precederanno la proiezione, vi aspettiamo!
La serata del Cinemino del prossimo 17 luglio vede come protagonista la musica con la proiezione del film-docu “Exodus – Finding Shelter” di Tommaso D’Elia e Silvia Bonanni.
Il film racconta la storia dell’esilio forzato del festival italiano di musica reggae più importante d’Europa.
Il Rototom Sunsplash, festival reggae tra i più grandi del mondo, dopo 16 anni di crescita e successi, emigra dall’Italia. Messo sotto accusa decide di trasferirsi a Benicassim, in Spagna, dove viene accolto con slancio dagli enti locali che ne riconoscono immediatamente le potenzialità e il valore.
“Da Benicassim al Friuli Venezia Giulia, da L'Aquila passando per Roma, il Rototom diventa una “case history” che finisce fatalmente per raccontare i desolanti paradossi e le occasioni perse di un paese come l'Italia.” (tratto da www.rototom.tv/it/2298/exodus-finding-shelter)
L'ingresso alla serata è libero, fino a esaurimento posti.
È fortemente consigliata la prenotazione all'indirizzo: prenotoilcinemino@gmail.com
Per ulteriori informazioni Negozio Civivo ChiAmaMilano, Largo Corsia dei Servi 11, tel.0276398628 negozio@chiamamilano.it
Il Cinemino è la proposta cineforum sostenuta dallAssociazione ChiAmaMilano in collaborazione con Social Milano. La rassegna racconta i cambiamenti del nostro paese attraverso l'obiettivo del cinema indipendente.
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giovedì 21 giugno 2012
Marley di MacDonald a Milano
Evento speciale dal 27 Giugno all'08 Luglio
Proiettato in anteprima mondiale all’ultimo Festival di Berlino, presentiamo in anteprima per l’Italia l’attesissimo documentario dedicato al grande Bob Marley, realizzato nel 2011 per ricordare il trentennale della sua scomparsa, avvenuta a Miami l’11 maggio 1981, quando Marley aveva solo trentasei anni.
Nato nel 1945 a Nine Mile, in Giamaica, dalla per allora scandalosa relazione tra un inglese bianco e una donna giamaicana di colore, Robert Nesta Marley mostrò da subito un grande talento per la musica, che divenne ben presto una compagna di vita capace di definirne l’identità, fino a trasformarlo in un’autentica icona planetaria, nel simbolo di un movimento artistico e sociale di più generazioni.
Sinossi
Il ritratto poetico e vitale di un musicista francamente non paragonabile ad altri della sua generazione, un essere umano in grado di catalizzare energia e di rilanciarla al pubblico con una potenza quintuplicata, basti dire che ha cantato fino a quando le forze lo sostenevano. Con la strettissima collaborazione della famiglia Marley, MacDonald ha intervistato tutti quelli che hanno condiviso la loro vita con Bob Marley, la moglie Rita, la compagna Cindy Breakspeare, due dei suoi figli, Ziggy e Cedella, cercando di comprendere quale fosse quel misterioso elemento che gli ha permesso di parlare al cuore di tanti uomini, in un lasso di tempo relativamente breve. Possono essere tante le risposte a questa domanda, ma una è certamente la grande onestà di fondo dell’artista. Quando Bob Marley dice in un’intervista «La mia ricchezza è la vita», è davvero difficile non credergli. A 32 anni dalla sua scomparsa prematura, il lavoro di MacDonald ci dimostra che c’è ancora tanto da imparare da un artista come lui, l’ultimo dei puri in un mondo dominato dall’affarismo, e lo fa senza colpi di scena privi di spessore, ma affidando la sua indagine a rari filmati di repertorio, compresi quelli sui primi anni della carriera, e alle foto dei suoi ultimi giorni, circondato dagli amici di sempre, testimonianze preziose di una vita mai banale, accompagnate da canzoni che non si dimenticano. Gli stessi brani che nel finale del documentario vengono da cantati da migliaia di persone in tutto il mondo, cioè il grande palcoscenico di Bob Marley.
Mercoledì 27 giugno alle ore 20.30 Eugenio Finardi e Bunna incontreranno il pubblico di Spazio Oberdan per un dialogo incentrato sull’arte e la musica di Bob Marley, a seguire proiezione.
Domenica 1 luglio alle ore 21.00 Vito War Deejay di Radio Popolare introduce il film.
Giovedì 5 luglio alle 20.30 il gruppo emiliano Gasparazzo si esibirà dal vivo eseguendo delle cover di brani di Bob Marley, a seguire proiezione.
Gli incontri sono realizzati in collaborazione con gli studenti del Master in Comunicazione e marketing del cinema dell’Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo dell’Università Cattolica di Milano, coordinati dalla Prof.ssa Elena Mosconi.
PROIEZIONI
27 Giugno 20:30
28 Giugno 18:30 21:30
29 Giugno 18:30 21:30
30 Giugno 18:30 21:30
01 Luglio 18:00 21:00
04 Luglio 18:00
05 Luglio 20:30
06 Luglio 18:30 21:30
07 Luglio 18:00 21:00
08 Luglio 18:30 21:30
AriAnteo Palazzo Reale http://eventispecialinews24.blogspot.it/2012/06/cinema-larianteo-questestate-e-anche-al.html
martedì 12 giugno 2012
Marley allo Spazio Oberdan dal 27 Giugno alll'8 Luglio 2012
http://oberdan.cinetecamilano.it/eve...ima-nazionale/
Spazio Oberdan
Evento speciale dal 27 Giugno al 08 Luglio
Proiettato in anteprima mondiale all’ultimo Festival di Berlino, presentiamo in anteprima per l’Italia l’attesissimo documentario dedicato al grande Bob Marley, realizzato nel 2011 per ricordare il trentennale della sua scomparsa, avvenuta a Miami l’11 maggio 1981, quando Marley aveva solo trentasei anni.
Nato nel 1945 a Nine Mile, in Giamaica, dalla per allora scandalosa relazione tra un inglese bianco e una donna giamaicana di colore, Robert Nesta Marley mostrò da subito un grande talento per la musica, che divenne ben presto una compagna di vita capace di definirne l’identità, fino a trasformarlo in un’autentica icona planetaria, nel simbolo di un movimento artistico e sociale di più generazioni.
Spazio Oberdan
Evento speciale dal 27 Giugno al 08 Luglio
Proiettato in anteprima mondiale all’ultimo Festival di Berlino, presentiamo in anteprima per l’Italia l’attesissimo documentario dedicato al grande Bob Marley, realizzato nel 2011 per ricordare il trentennale della sua scomparsa, avvenuta a Miami l’11 maggio 1981, quando Marley aveva solo trentasei anni.
Nato nel 1945 a Nine Mile, in Giamaica, dalla per allora scandalosa relazione tra un inglese bianco e una donna giamaicana di colore, Robert Nesta Marley mostrò da subito un grande talento per la musica, che divenne ben presto una compagna di vita capace di definirne l’identità, fino a trasformarlo in un’autentica icona planetaria, nel simbolo di un movimento artistico e sociale di più generazioni.
giovedì 12 aprile 2012
DIAZ - domani nei cinema
Luca (Elio Germano) è un giornalista della Gazzetta di Bologna. È il 20 luglio 2001, l’attenzione della stampa è catalizzata dagli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine durante il vertice G8 di Genova. In redazione arriva la notizia della morte di Carlo Giuliani. Luca decide di partire per Genova, vuole vedere di persona cosa sta succedendo. Alma (Jennifer Ulrich) è un’anarchica tedesca che ha partecipato agli scontri. Sconvolta dalle violenze cui ha assistito, decide di occuparsi delle persone disperse insieme a Marco (Davide Iacopini), un organizzatore del Genoa Social Forum, e Franci, una giovane avvocato del Genoa Legal forum. Nick (Fabrizio Rongione) è un manager che si interessa di economia solidale, arrivato a Genova per seguire il seminario dell’economista Susan George. Anselmo (Renato Scarpa) è un vecchio militante della CGIL e con i suoi compagni pensionati ha preso parte ai cortei contro il G8. Etienne (Ralph Amoussou) e Cecile sono due anarchici francesi protagonisti delle devastazioni di quei giorni. Bea e Ralf sono di passaggio e hanno deciso di riposarsi alla Diaz prima di partire. Max (Claudio Santamaria), vicequestore aggiunto del primo reparto mobile di Roma, comanda il VII nucleo e non vede l’ora di tornare a casa da sua moglie e sua figlia. Luca, Alma, Nick, Anselmo, Etienne, Marco e centinaia di altre persone incrociano i loro destini la notte del 21 luglio 2001. Poco prima della mezzanotte centinaia di poliziotti irrompono nel complesso scolastico Diaz-Pascoli, sede del Genoa Social Forum adibita per l’occasione a dormitorio. In testa c’è il VII nucleo comandato da Max, seguono gli agenti della Digos e della mobile, mentre i carabinieri cinturano l’isolato. È un massacro in piena regola. Quando Max dà ordine ai suoi di fermarsi, è tardi. 93 persone presenti nella scuola, oltre ad essere in arresto, hanno subìto una violenza inaudita senza aver opposto alcuna resistenza. Luca e Anselmo finiscono in ospedale, Alma dopo essere stata medicata viene condotta alla caserma di Bolzaneto. All’alba Etienne e i suoi amici escono dal bar dove si sono rifugiati durante la notte. Tutto è silenzio, deserto. Si fanno strada verso la Diaz, ma una volta dentro trovano solo sangue e distruzione. Anche Marco non si trovava alla Diaz durante l’incursione. Ha passato la notte con Maria, una ragazza spagnola conosciuta in quei giorni. Quando la mattina, in una Genova devastata e irreale, raggiunge la scuola, la luce del sole mette ancor più in evidenza le proporzioni del massacro. Sconvolto raggiunge il suo ufficio, squilla il telefono: è la madre di Alma. Marco non sa cosa sia successo alla ragazza ma promette che farà di tutto per trovarla. A Bolzaneto, per Alma e decine di altri ragazzi, l’incubo non è ancora finito.

lunedì 2 aprile 2012
Mare Chiuso di Stefano Liberti e Andrea Segre
http://www.zalab.org/newsite/documentari/mare-chiuso/
Mare Chiuso premiato alla 22° Edizione del Festival Cinema Africano, Asia e America Latina di Milano. Il documentario di Stefano Liberti e Andrea Segre ha ricevuto due importanti premi speciali, il Premio ACRA e il premio “Il razzismo è una brutta storia”.
Tra maggio 2009 e settembre 2010 oltre duemila migranti africani vennero intercettati nelle acque del Mediterraneo e respinti in Libia dalla marina e dalla polizia italiana; in seguito agli accordi tra Gheddafi e Berlusconi, infatti, le barche dei migranti venivano sistematicamente ricondotte in territorio libico, dove non esisteva alcun diritto di protezione e la polizia esercitava indisturbata varie forme di abusi e di violenze. Non si è mai potuto sapere ciò che realmente succedeva ai migranti durante i respingimenti, perché nessun giornalista era ammesso sulle navi e perché tutti i testimoni furono poi destinati alla detenzione in Libia. Nel marzo 2011 con lo scoppio della guerra in Libia, tutto è cambiato. Migliaia di migranti africani sono scappati e tra questi anche rifugiati etiopi, eritrei e somali che erano stati precedentemente vittime dei respingimenti italiani e che si sono rifugiati nel campo UNHCR di Shousha in Tunisia, dove li abbiamo incontrati. Nel documentario sono loro, infatti, a raccontare in prima persona cosa vuol dire essere respinti; sono racconti di grande dolore e dignità, ricostruiti con precisione e consapevolezza. Sono quelle testimonianze dirette che ancora mancavano e che mettono in luce le violenze e le violazioni commesse dall'Italia ai danni di persone indifese, innocenti e in cerca di protezione. Una strategia politica che ha purtroppo goduto di un grande consenso nell'opinione pubblica italiana, ma per la quale l'Italia è stata recentemente condannata dalla Corte Europea per i Diritti Umani in seguito ad un processo storico il cui svolgimento fa da cornice alle storie narrate nel documentario.
Mare Chiuso premiato alla 22° Edizione del Festival Cinema Africano, Asia e America Latina di Milano. Il documentario di Stefano Liberti e Andrea Segre ha ricevuto due importanti premi speciali, il Premio ACRA e il premio “Il razzismo è una brutta storia”.
Tra maggio 2009 e settembre 2010 oltre duemila migranti africani vennero intercettati nelle acque del Mediterraneo e respinti in Libia dalla marina e dalla polizia italiana; in seguito agli accordi tra Gheddafi e Berlusconi, infatti, le barche dei migranti venivano sistematicamente ricondotte in territorio libico, dove non esisteva alcun diritto di protezione e la polizia esercitava indisturbata varie forme di abusi e di violenze. Non si è mai potuto sapere ciò che realmente succedeva ai migranti durante i respingimenti, perché nessun giornalista era ammesso sulle navi e perché tutti i testimoni furono poi destinati alla detenzione in Libia. Nel marzo 2011 con lo scoppio della guerra in Libia, tutto è cambiato. Migliaia di migranti africani sono scappati e tra questi anche rifugiati etiopi, eritrei e somali che erano stati precedentemente vittime dei respingimenti italiani e che si sono rifugiati nel campo UNHCR di Shousha in Tunisia, dove li abbiamo incontrati. Nel documentario sono loro, infatti, a raccontare in prima persona cosa vuol dire essere respinti; sono racconti di grande dolore e dignità, ricostruiti con precisione e consapevolezza. Sono quelle testimonianze dirette che ancora mancavano e che mettono in luce le violenze e le violazioni commesse dall'Italia ai danni di persone indifese, innocenti e in cerca di protezione. Una strategia politica che ha purtroppo goduto di un grande consenso nell'opinione pubblica italiana, ma per la quale l'Italia è stata recentemente condannata dalla Corte Europea per i Diritti Umani in seguito ad un processo storico il cui svolgimento fa da cornice alle storie narrate nel documentario.
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venerdì 2 luglio 2010
“GANJA FICTION” AL CALEO REGGAE FESTIVAL
Di Ylena Diamo il benvenuto a Ylena, nella famiglia di Reggae Revolution e Regga Zion, una nuova giornalista, con il suo primo articolo. Speriamo in una lunga colaborazione che arricchirà le pagine dei nostri portali.
“Ganja Fiction” del regista Mirko Virgili, è un lungometraggio girato tra Roma ed Amsterdam (per le scene di interni);
Vanta di un cast di giovani attori, ma abbastanza noti nell’ambiente cinematografico, tra i quali appare ad esempio Andrea De Rosa (“Notte prima degli esami” ), nel film con il nome di Becchino, il quale si troverà dinanzi a due possibilità per potersi salvare la pelle e pagare un grosso debito, ma ognuna delle due gli causerà non pochi problemi.
Un grosso quantitativo di Ganja (Marijuana) sarà il protagonista della storia, e causerà l’intrecciarsi delle vite di numerosi personaggi portando la trama a risvolti inaspettati.
Il lungometraggio vanta di musiche di eccezione, tra cui la colonna sonora " High Grade" cantata da Raina e Lion D, e la collaborazione di due artisti campani, Jah Farmer e Fyahstation (outta Consciousound) con un pezzo dal titolo “Ganja parade”, disponibile all’ascolto in rete www.myspace.com/jah-farmer oppure www.myspace.com/consciousound e per download.
Il giorno 4 luglio il corto sarà proiettato presso il “Caleo Reggae Festival” (Torre Caleo, Acciaroli), in apertura della Dancehall di Villa Ada Crew, un trailer di presentazione.
Sito Web Ufficiale http://www.ganjafiction.com/
“Ganja Fiction” del regista Mirko Virgili, è un lungometraggio girato tra Roma ed Amsterdam (per le scene di interni);
Vanta di un cast di giovani attori, ma abbastanza noti nell’ambiente cinematografico, tra i quali appare ad esempio Andrea De Rosa (“Notte prima degli esami” ), nel film con il nome di Becchino, il quale si troverà dinanzi a due possibilità per potersi salvare la pelle e pagare un grosso debito, ma ognuna delle due gli causerà non pochi problemi.
Un grosso quantitativo di Ganja (Marijuana) sarà il protagonista della storia, e causerà l’intrecciarsi delle vite di numerosi personaggi portando la trama a risvolti inaspettati.
Il lungometraggio vanta di musiche di eccezione, tra cui la colonna sonora " High Grade" cantata da Raina e Lion D, e la collaborazione di due artisti campani, Jah Farmer e Fyahstation (outta Consciousound) con un pezzo dal titolo “Ganja parade”, disponibile all’ascolto in rete www.myspace.com/jah-farmer oppure www.myspace.com/consciousound e per download.
Il giorno 4 luglio il corto sarà proiettato presso il “Caleo Reggae Festival” (Torre Caleo, Acciaroli), in apertura della Dancehall di Villa Ada Crew, un trailer di presentazione.
Sito Web Ufficiale http://www.ganjafiction.com/
giovedì 1 aprile 2010
ROCKSTEADY FILM - LE RADICI DEL REGGAE + TRAILER
Di RasAle
Il film Rocksteady - Si basa su una vero e proprio ritorno al passato con alcuni degli artisti ancora in vita, che al tempo diedero lustro a questo genere musicale, nomi come Ernest Ranglin, U-Roy, Judy Mowatt e Hopeton Lewis sono quasi dimenticati. C'è un bel momento - durante un'intervista per una radio - dove Ranglin racconta di aver ritrovato, per la prima volta e dopo 40 anni, gli amici di un tempo.Perché è importante un film del genere ? per fare un esempio alcuni brani sono stati re-incisi ed hanno avuto più successo degli originali, vedi “The Tide Is High “ di Blondie e successivamente Atomic Kitten – ( vedrete sotto ) sicuramente più conosciute, ma chi si ricorda che la version storica era dei The Paragons ?
In pratica, gli artisti che hanno realizzato la canzone originale, sono stati dimenticati e questo è un altro degli obiettivi che questo film vuole promuovere. Riportare alla luce la memoria storica.La riunione ha permesso anche la registrazione ex novo di un nuovo album che è servito per la colonna sonora del film/documentarioLe radici del Reggae - si perché il Rocksteady ha dato un contributo fondamentale alla nascita della musica in levare. E’ il bit che ha fatto da ponte tra ska e reggae. Fondamentalmente una versione rallentata dello ska ma molto più ricca di strumenti e sicuramente più melodica
TRAILER
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