lunedì 5 ottobre 2026

Cannabis, negli Stati che legalizzano calano i consumi tra gli adolescenti

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Una ricognizione del Marijuana Policy Project segnala una diminuzione dell’uso tra gli studenti negli Stati americani che hanno legalizzato. Un dato che mette in discussione uno degli argomenti più ricorrenti contro la regolamentazione.


Legalizzare la cannabis per gli adulti significa aumentarne il consumo tra gli adolescenti? L’esperienza statunitense continua a offrire elementi che contraddicono questa previsione. Come riferisce NORML, una ricognizione del Marijuana Policy Project sulle indagini governative statali e federali rileva una diminuzione dei consumi tra gli studenti delle scuole superiori in tutti gli Stati che hanno approvato la legalizzazione per uso adulto. Tra gli esempi riportati da NORML figurano Washington, dove il consumo tra gli studenti dell’ultimo anno delle superiori è sceso di oltre il 65% dopo la legalizzazione, e il Massachusetts, dove si è dimezzato. Proprio in Massachusetts, sottolinea l’organizzazione, un’iniziativa referendaria punta a cancellare la legge sull’uso adulto approvata dagli elettori.

Il quadro trova riscontro anche nell’aggiornamento pubblicato dal Marijuana Policy Project, che segnala riduzioni del consumo dichiarato dagli studenti del 49% in Michigan dal 2018 e del 70% in California dal 2016. Sono confronti riferiti a periodi diversi: descrivono l’andamento nei singoli Stati, non costituiscono una classifica dell’efficacia delle rispettive leggi. La ricognizione raccoglie dati di indagini esistenti: non va presentata come un nuovo studio che abbia isolato un rapporto di causa ed effetto. Chi annuncia che la legalizzazione farà necessariamente crescere i consumi giovanili deve confrontarsi con ciò che è accaduto realmente dopo l’approvazione delle riforme. I dati riportati non descrivono l’aumento previsto dalle tesi proibizioniste, ma una diminuzione. La tutela degli adolescenti merita qualcosa di più di un allarme ripetuto a prescindere dalle verifiche.

Una politica seria sulla cannabis dovrebbe essere giudicata dalla capacità di limitare l’accesso dei minorenni, rendere credibile la prevenzione e offrire sostegno a chi sviluppa un consumo problematico. La semplice esistenza di un divieto non basta a certificare il raggiungimento di questi obiettivi. Regolamentare significa assumersi la responsabilità di scegliere e verificare gli strumenti: limiti di età, controlli sulle vendite, restrizioni alla promozione commerciale, informazione e servizi accessibili. Nessuno di questi interventi funziona automaticamente; ciascuno richiede risorse, valutazione e possibilità di correzione. Proteggere i più giovani è un obiettivo da misurare nei risultati, non un argomento con cui sottrarre il proibizionismo alla verifica.

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