mercoledì 29 aprile 2026

 

Morto di sfruttamento, morto di razzismo: la filiera che uccide in silenzio.


Paul Neeraj, bracciante di 36 anni di cui non esiste nemmeno una foto, è morto il 24 aprile 2026 dopo due settimane di agonia. Una vita cancellata senza lasciare traccia, come se non fosse mai esistito.

Nella notte tra il 10 e l’11 aprile è stato scaricato davanti al pronto soccorso dell’Ospedale Ruggi di Salerno in condizioni disperate, incosciente, con entrambe le gambe completamente nere per la cancrena. Abbandonato come un rifiuto umano, senza nome, senza storia, senza dignità.

Per due settimane ha lottato tra la vita e la morte, sottoposto a sedute in camera iperbarica nel reparto di malattie infettive. I medici hanno provato a salvarlo, ma il suo corpo era già stato devastato, infezione diffusa, fegato compromesso, organi interni distrutti. Le gambe non erano più salvabili. Secondo i sanitari, il quadro clinico è compatibile con un’esposizione prolungata e diretta a sostanze chimiche tossiche senza alcuna protezione.


Le sue gambe annerite non sono solo un dettaglio medico, sono la prova materiale di un sistema di sfruttamento feroce. Neeraj lavorava nella Piana del Sele, uno dei cuori dell’agroalimentare italiano, dove si produce fino al 90% delle insalate imbustate del Paese. Qui i braccianti stranieri, in particolare indiani, vengono impiegati negli allevamenti di bufale e nelle filiere agricole che alimentano i supermercati italiani ed europei.

Era stato reclutato attraverso il sistema mafioso del caporalato, lavorava in nero, era schiavizzato. E quando il suo corpo si è spezzato, è stato semplicemente scaricato davanti a un ospedale.


Secondo diverse ricostruzioni, Neeraj avrebbe evitato di indicare il nome dell’azienda per paura di ritorsioni contro i familiari ancora impiegati lì, un dettaglio che racconta più di qualsiasi indagine, terrore, ricatto, silenzio forzato.

Morire a 36 anni con le gambe marce per sostanze tossiche non è un incidente, è il risultato diretto e brutale di un sistema che considera i braccianti stranieri strumenti usa e getta, carne da lavoro, pedine sacrificabili per abbassare i costi e riempire gli scaffali dei supermercati.


C’è anche un’altra verità che non si può ignorare. Questo sistema regge perché colpisce soprattutto lavoratori stranieri, invisibili, ricattabili, facilmente sostituibili. Se fosse successo a un lavoratore italiano, con diritti, tutele e voce pubblica, la reazione sarebbe stata diversa, immediata, indignata. Ma quando a morire è un bracciante migrante, senza volto e senza potere, il silenzio diventa la risposta più comoda.

Questa non è solo una tragedia del lavoro. È sfruttamento strutturale, è violenza sistemica, è razzismo economico. È successo qui, in Italia, nel cuore della nostra filiera alimentare. Ed è una responsabilità collettiva.


P.S.: Aiutateci con un regalo: il vostro contributo sarebbe di grande aiuto per garantire cure a chi non può permettersele.

Ogni contributo è un regalo di vita per chi non ha nulla. Insieme, possiamo fare la differenza 


Dona qui:     gofund.me/7cc75f04

O tramite PayPal: diawarasoum@gmail.com 

IBAN: IT30O3608105138253064953069

(causale: costruzione struttura sanitaria).

Un piccolo gesto può trasformarsi in un grande dono di speranza! 

 

martedì 28 aprile 2026

Horns Of Blessings Riddim


 

Soul Shakedown Party 28 aprile 2026

https://www.podomatic.com/podcasts/piertosi/episodes/2026-04-28T15_03_04-07_00

https://piertosi.podomatic.com/enclosure/2026-04-28T15_03_04-07_00.mp3

Micah Shemaiah – I Kill My Ego (Dubass single)

Micah Shemaiah/Telford Nelson – Glory (Natural Is The Mystic album, Jahsolidrock)

Hekima – Bossman (Dub Dem Bad EP, Hekima)

Sista Jane – Old Style Come Again (Dub Dem Bad EP, Hekima)

IZN Anbessas – Rockers (Addis Ababa album, Soulove)

Cienfuego/Jah City – Selecta Gimme Dat (Cienfuego single)

Chezidek/Addis Pablo – Musical High (Rockers International single)

Marcus Gad – Fruit & Flower (Big Scoop single)

Wicked Dub Division/Francesco Bearzatti - Freedom (Jazz My Dub album, Roble)

Wicked Dub Division/Francesco Bearzatti - A Drop In The Ocean (Jazz My Dub album, Roble)

Wicked Dub Division/Francesco Bearzatti - Slavery (Jazz My Dub album, Roble)

Hempress Sativa/Paolo Baldini - Marching Out Of Babylon (Woman album, Django Music)

18th Parallel/Hezron – Keep On Keeping On (All Fruits Ripe compilation, Fruits)

Protoje/Masicka – Ting Loud (The Art Of Acceptance album, In.Digg.Nation/Ineffable)

Buju Banton – Butterflies (VP single)

YT – Dancehall Cassette (Sativa single)

Ernie Smith – Pitta Patta (After 30 Years Life Is Just For Living, ESM)

Ernie Smith – Duppy Or Gunman (After 30 Years Life Is Just For Living, ESM)

Ernie Smith – To Behold Jah (After 30 Years Life Is Just For Living, ESM)

Laurel Aitken/Mighty Megatons – El Padrino Del Ska (Love & Understanding album, Liquidator)

Laurel Aitken – One Night In Mexico (MRS single)

Laurel Aitken – Boogie Rock (The Story Of Bluebeat 1960 compilation, Sunrise)

Laurel Aitken – Boogie In My Bones (Tougher Than Tough box set, Island)

Laurel Aitken – Judgement Day (Treasure Isle single)

Laurel Aitken – Freedom Train (The Long Hot Summer compilation, Grover)

Laurel Aitken – Apollo 12 (The Pama Years compilation, Grover)

Laurel Aitken – Sally Brown (The Story So Far... album, Grover)

Laurel Aitken/Coockomackastick – Zion City (The Very Last album, Soulove)

Laurel Aitken/Radici Nel Cemento – Plantation (Popoli In Vendita album, Gridalo Forte)

Laurel Aitken/Mighty Megatons – Suddenly We Don't Talk Anymore (Love & Understanding album, Liquidator)

Domenica 26 aprile, sessanta imbarcazioni della Global Sumud Flotilla lasciano Augusta, in Sicilia, con attivisti di più nazionalità e con carichi di prima necessità. La nave Arctic Sunrise di Greenpeace garantisce il supporto tecnico. Destinazione Gaza, per sfidare il blocco navale israeliano. La risposta della Commissione europea arriva il 27 aprile a Bruxelles. La portavoce Eva Hrncirova usa una formula che merita lettura: «Pur rispettando l'impegno umanitario di tutte le persone a bordo della Flotilla, scoraggiamo questo tipo di consegne perché mettono a rischio la sicurezza dei partecipanti». Il diritto di navigazione in acque internazionali va rispettato. La Commissione chiede «costantemente un accesso senza ostacoli» per gli aiuti a Gaza. Si tratta di contraddizione strutturale. Bruxelles vuole accesso senza ostacoli e scoraggia l'unica azione civile che tenta di forzare quell'ostacolo. Il blocco navale israeliano non viene nominato come problema: il problema, nella formula ufficiale, sono i rischi per i partecipanti. La sicurezza di chi sfida il blocco, non il blocco. Questa è la grammatica diplomatica europea applicata a Gaza: solidarietà all'intenzione, scoraggiamento dell'azione, rinvio al dialogo con lo Stato che impone il blocco. Una formula che non produce pressione né accesso. Il carico dell'ong Music for Peace per la missione precedente è bloccato in Giordania da sei mesi per veto israeliano. Il 27 aprile, mentre la Flotilla naviga verso la Grecia, le forze israeliane uccidono quattro palestinesi nella Striscia: due uomini al Kuwait Roundabout a Gaza City, uno vicino alla moschea Saqqa, una donna quarantenne a Khan Younis. Lo riportano gli ospedali Shifa e Nasser. Dall'ottobre 2025, secondo OCHA, i morti nel cessate il fuoco sono già 786: 226 bambini, 179 donne.

https://x.com/giuliocavalli/status/2048990650679308743?s=20

lunedì 27 aprile 2026

 

domenica 26 aprile 2026

Reggae Radio Station 26 aprile 2026

https://www.radiopopolare.it/puntata/popolare-reggaeradiostation/reggaeradiostation_26_04_2026_23_45

https://downloader.radiopopolare.it/download?url=https%3A%2F%2Fdts.podtrac.com%2Fredirect.mp3%2Fpod.radiopopolare.it%2Freggaeradiostation_26_04_2026_23_45.mp3

01 ( Dennis Bowell ) – Rowing
02 ( Dennis Bovell ) - Living In Babylon
03 ( Train To Roots ) – Cosa Resta
04 ( Soja & Kabaka Pyralid ) - World That We’re Livin In
05 ( Dub Inc ) - Decibels
06 ( Buju Banton ) – Butterflies
07 ( Marcus i & Dubta ) - Upful

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
On the occasion of the 50th anniversary celebrations of
Radio Popolare Network, VitoWar presents a record
from 1975 to today every week.

***************************************************
1991. U-ROY. True Born African. Ariwa Records

08 ( U-Roy & Sister Audrey ) - True Born African
09 ( U-Roy & Kofi ) - Black - The Natural Fact

10 ( Protoje ) - At We Feet (feat. Damian Marley)
11 ( Protoje ) - 1000 Lashes (feat. Stephen Marley)
12 ( Ziggy Marley ) – Racism Is A Killa
13 ( Maxi Priest ) - Touch By An Angel
14 ( Spice ft. Shaggy and Sean Paul ) - Go Down Deh
15( Skillibeng & Shenseea ) - Shake It To The Max
16 ( Busy Signal & Limitlezz ) - Blaze Up
17 ( Lacksley Castell ) - Genie In A Jar
18 ( The paragons ) - left with a broken heart

##########################
Vitowar @ The Control Present:
++ RADIO JAMAICA SKA EXPERIENCE ++
###########################

31 The Schoolgirls - Love Another Love
32 Roy Richards – Maureen
33 The Skatalites - Freedom Ska
34 The Tonnets - Every Time
35 Eric Morris, Ba Ba Brooks - Words Of Mouth
36 Jackie Opel - Eternal Love
37 Monty Morris - Money Cant Buy Life
38 Theophilous Beckford - Tell Me Little Lady
39 Prince Buster - Wash Wash
40 Roland Alphonso - Tall In The Saddle
41 Nomie & Paulette – Everytime
42 Jackie Opel - Youre Too Bad
43 The Gaylads - Brown Skin Gal
44 Laurel Aitken - Come And Let Us Go
45 The Wailer - Jail House

Happy Wife Riddim (Part ll)


 

R&D Vibes 25 aprile 2026 – E QUESTO E’ IL FIORE

https://radiosonar.net/podcast/rd-vibes-9-27-e-questo-e-il-fiore/

“… E se oggi siamo liberi di sognare è perché qualcuno ieri ha sognato per noi” … viva il 25 aprile, viva la Resistenza ! !  Stay Tuned  ! !



Theme tune – LINEA DI MASSA LDM Sound System – Reasoning (unreleased)

01 – Bushman – Truly Great (King of Kings)
02 – Bushman – Too Much Violence (BrickWall Records)
03 – Bushman – Worries and Problems (Jammys Records-Greensleves Records)
04 – Soothsayers – Love Is Still the Answer (Prince Fatty Rockers Remix) (Wah Wah 45s’ new release)
05 – Soothsayers – Love Is Still the Answer (Prince Fatty Rockers Dub) (Wah Wah 45s’ new release)
06 – Linton Kwesi Johnson – Fite Dem Back (Mango-Islands Records)
07 – Linton Kwesi Johnson – Brain Smashing Dub (Mango-Islands Records)
08 – Radici nel cemento – E io ero Sandokan (Gridalo Forte Records)
09 – Africa Unite – Il partigiano John (Vox Pop – CSI)
10 – Ras Teo meets Lone Ark – Fruit Ripe (A-Lone Productions’ new release)
11 – Lone Ark Riddim Force meets Ras Teo – King’s Band Dub (A-Lone Productions’ new release)
12 – The Expanders feat Alex Desert & Deston Berry – Merciless Deeds (Disco Mix) (Easy Star Records’ new release)
13 – The Expanders – Merciless Dub (Easy Star Records’ pre-release)
14 – The Silvertones – Sweet Things (Brixton Heights Records’ pre-release)
15 – Gaudi and Brixton Heights Orchestra – South Rock (Brixton Heights Records’ pre-release)
16 – Sly & Robbie feat Luciano – Make a Change (Serious Reggae)
17 – High Smile feat Daman – Antifascist Reggae Music (Atili Bandelero RMX) (Cubiculo Records)
18 – Iwake Sound feat. I.Rebel – Fight the Fascist Mind
19 – Iwake Sound feat. I.Rebel – Fight the Fascist Mind riddim (Iwake Sound Prod.)
20 – Buriman feat. the Navigator – Dub against fascism (Bella Ciao) (Emana Sound Records)
21 – King Kietu feat Dahvid Slur – Feeling the Bass (Nur Wax Records’ pre-release)
22 – King Kietu feat ShakaRoot – Sway (Nur Wax Records’ pre-release)
23 – King Kietu – Nur Dub (Nur Wax Records’ pre-release)
24 – UFO Collective – Melung Yayo (Unlisted Fanatic’s new release)
25 – UFO Collective – Melung DUB 3 (Unlisted Fanatic’s unreleased)
26 – Anthony B – Faya Boom Fascist Regimes (Segnale Digitale)
27 – Dubmatix feat Longfingah – Liberation (Echo Beach)

Black Star Liner Riddim


 

sabato 25 aprile 2026

 

 

Soul Shakedown Party on Riddim 1 Jamaica April 22

https://www.podomatic.com/podcasts/piertosi/episodes/2026-04-25T05_11_45-07_00

https://piertosi.podomatic.com/enclosure/2026-04-25T05_11_45-07_00.mp3

Gaudi – Tokyo Subterfuge (Jazz Gone Dub album, VP)

Dub Inc./Kabaka Pyramid – Break The Silence (Atlas album, Diversitè)

SunDub/Hirie – Don't Let Me Down (Easy Star single)

Jalen Ngonda – All About Me (Daptone single)

Akina Heman – Gravity (Out Deh single)

Kelissa McDonald – I Don't Even Know (Kelissa Music single)

Runkus – Life Over Death (Easy Star single)

Tarrus Riley – Burning Desire (XTM single)

Toots & Maytals – Sweet & Dandy (acoustic) (Unplugged In Strawberry Hill album, Isis)

Toots & Maytals/Ken Boothe/Marcia Griffiths – Reggae Got Soul (True Love album, V2)

Devon Russell – Move On Up (Disco Reggae Rockers compilation, Soul Jazz)

Joe Higgs – Come On Home (Life Of Contraddition album, Micron)

Ernie Smith – Rebel Music (After 30 Years Life Is Just For Living album, ESM)

Ernie Smith – Duppy Or Gunman (After 30 Years Life Is Just For Living album, ESM)

Boris Gardiner – Every Nigger Is A Star (Every Nigger Is A Star album, Jazzman)

Jesse Royal/Yohan Marley – Blessings (No Place Like Home album, Easy Star)

Protoje/Damian Marley – At We Feet (The Art Of Acceptance album, Ineffable)

Jah9 – Open Heart (Open Heart Project EP, VP)

Chronixx – Love Is On The Mountain (Exile album, Chronixx Music)

 


La Festa della Liberazione | Wevius

 


venerdì 24 aprile 2026

6 Pants Riddim


 

25 aprile

 




L’ironia di Travaglio sulla “modica quantità di tangenti” di Nordio: “Allora perché non ‘modica quantità’ di omicidio o di furto? Avanti così…”

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/23/travaglio-nordio-tangenti-giustizia-oggi/8364667/

“Mi mancava tantissimo”. A margine di un incontro organizzato dagli studenti della lista Unisì alla Statale di Milano, il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, commenta il ritorno in Aula del ministro Nordio: “È tornato con il pezzo forte del suo repertorio la modica quantità di tangenti che si potrebbe applicare a qualsiasi tipo di reato. Se svaligi una casa, ma porti via poca roba ti lasciano in pace. Io la trovo fantastica – aggiunge ironicamente Travaglio – è veramente il ministro della giustizia che ci serviva. Mi sembra che abbia capito la lezione del referendum, dunque avanti così per un altro anno fino allo schianto finale”.


La guerra di Israele ai testimoni. L’omicidio mirato della giornalista libanese Amal Khalil

https://www.radiopopolare.it/la-guerra-di-israele-ai-testimoni-lomicidio-mirato-della-giornalista-libanese-amal-khalil 


di RICCARDO STOPPA


Quando il corpo senza vita di Amal Khalil è tornato ad Al-Bissariya, nel sud del Libano, i suoi concittadini lanciavano rose all’ambulanza. “Aveva sempre un sorriso per tutti”, ricordano i suoi colleghi. È stata uccisa da un raid israeliano il 22 aprile, durante il cessate il fuoco, mentre era in servizio. Khalil e la fotografa Zeinab Faraj erano di ritorno da Bint Jbeil, quando alle tre meno un quarto del pomeriggio la macchina davanti a loro è stata colpita da un drone israeliano. Le giornaliste sono scappate sotto il fuoco nemico e si sono nascoste in una casa per proteggersi dal raid. Da lì, Khalil ha chiesto aiuto, rimanendo in contatto con i colleghi e con l’esercito, raccontando tutto. Dalle 4, di lei non si sono avute più notizie. Il corpo è stato recuperato sette ore dopo, sotto le macerie.

Funzionari libanesi contattati da Al-Jazeera hanno riferito che si è trattato di un attacco “double tap”, ovvero un doppio bombardamento nel giro di pochi minuti. Questo genere di attacchi è considerato un crimine di guerra, perché prende di mira soprattutto civili e soccorritori. E per questo motivo, ha spiegato il ministro della salute pubblica libanese Rakan Nasserendine, il recupero è stato difficoltoso. Dopo aver avuto l’autorizzazione israeliana a procedere, le ambulanze sarebbero state poi prese di mira da proiettili e granate dell’Idf. I soccorsi hanno raggiunto quel che rimaneva della casa a notte inoltrata. Faraj è stata salvata nonostante le gravi ferite riportate alla testa, ma per Khalil non c’era già più niente da fare.

Nata e cresciuta nel sud del Libano, Khalil lavorava per il quotidiano di Beirut Al-Akhbar dal 2006. Come ha raccontato in un’intervista a The Public source rilasciata a gennaio, la guerra di quell’anno le ha fatto capire che tipo di giornalista voleva diventare. Ha fatto il suo debutto il giorno della tregua, mentre riaccompagnava i profughi ai loro villaggi. Nell’intervista ha detto: “La causa del giornale è sempre stata anche la mia causa, ovvero il comunismo e la resistenza. Quest’ultima in particolare vuol dire tutto per me. Per questo col mio lavoro ho sempre cercato dalla parte delle persone e degli abitanti di questi luoghi”.

Inviata speciale dal 2011, ha sempre sostenuto che fossero i fatti a parlare per lei. Per il suo lavoro, molti la consideravano una paladina. Diceva: “Smentisco soltanto la narrativa secondo cui il nemico colpisce solo obiettivi militari, mostrando il loro attacchi continui sui civili, anche bambini”. Nel 2024 ha ricevuto le prime minacce di morte. Come ha raccontato, “la prima volta mossad mi ha contattato sul telefono. Mi ha detto che mi avrebbero staccato la testa dal collo se non me ne fossi andata dal paese”. Nello stesso anno, lei e la sua squadra sono stati presa di mira da un drone. Secondo il comitato internazionale per la protezione dei giornalisti, sono già 9 i giornalisti uccisi in Libano nel 2026. Dal 2023, includendo Gaza e gli altri territori occupati, se ne contano 260. L’Idf ha ammesso di averne uccisi tre soltanto a marzo, sempre con un attacco double tap.

Per il corteo funebre di Khalil sono accorsi da diverse città del sud del Libano. In oltre 17 anni sul campo, ha coltivato contatti e amicizie. “Non c’era paesino dove non avesse una fonte o un appoggio”, raccontano i suoi colleghi. Chi poteva è venuto a renderle omaggio, unendosi alla folla commossa e arrabbiata.

 


 


L’Italia ha speso 11,8 miliardi (il triplo del previsto) per comprare gli F-35 americani

https://www.lindipendente.online/2026/04/23/litalia-ha-speso-118-miliardi-il-triplo-del-previsto-per-comprare-gli-f-35-americani/

Un monitoraggio della Corte dei Conti ha rivelato che l’Italia ha destinato al programma degli aerei da combattimento F-35 ben 11 miliardi e 840 milioni di euro dal 1998 al 2025, una cifra pari al triplo delle stime iniziali. La deliberazione della sezione di controllo sugli affari europei e internazionali, inviata al Parlamento e all’esecutivo, ha certificato come «i ritardi registrati in talune fasi di sviluppo del progetto, specie in quella iniziale, abbiano comportato «per oltre 11 anni» un «aumento significativo degli oneri economici anche a carico dell’Italia». I test, inizialmente previsti entro il 2012, si sono conclusi solo nel settembre 2023, mentre la produzione a pieno regime è slittata al 2024 anziché al 2015.

Il caccia di quinta generazione prodotto da Lockheed Martin, celebre per le sue caratteristiche stealth e per essere sfuggito ai radar durante gli attacchi israelo-americani in Iran, si sta rivelando un pozzo senza fondo per le finanze pubbliche. La Corte ha evidenziato che «un ulteriore incremento è dovuto alla necessità d’introdurre nuove tecnologie, conseguenza della situazione di contesto internazionale e della veloce evoluzione di tale ambito». Una parte importante dell’aumento deriva dagli oneri comuni del programma, c he l’Italia ha dovuto sostenere come partner del progetto. Alla fine degli anni Duemila, questi impegni erano stati fissati intorno ai 903 milioni di dollari, ma revisioni successive li hanno portati prima a circa 2,2 miliardi e poi a 3,3 miliardi di dollari nel periodo 2007-2051. La Corte dei conti sottolinea che il balzo è legato sia alla necessità di introdurre nuove tecnologie, sia all’andamento inflattivo, sia a una gestione del programma fortemente centrata sugli Stati Uniti. Ad avere un peso è stata anche l’espulsione della Turchia dal consorzio nel 2019, dopo che Ankara ha acquistato missili russi S-400: i costi fissi si sono così riversati sui partner rimasti, facendo schizzare la contribuzione italiana per le spese condivise.

L’Italia ha però fatto una scelta strategica: si è candidata con il polo di Cameri (Novara) come centro europeo di assemblaggio finale e manutenzione. Vi operano Leonardo e una rete di fornitori. Secondo la Corte, i ritorni industriali diretti ammontano a 7,4 miliardi di dollari, al di sotto delle previsioni. E l’occupazione si attesta a 3.800 lavoratori, lontana dai 6.400 preventivati. Il governo Monti nel 2012 aveva ridotto l’ordine da 131 a 90 velivoli per ragioni di bilancio; oggi l’esecutivo Meloni ha riportato il numero a 115 (95 per l’Aeronautica e 20 per la Marina). Questa oscillazione ha contribuito a indebolire i benefici industriali senza cancellare gli esborsi già effettuati. Al gennaio 2026, risultano consegnati 40 velivoli tra le versioni A (atterraggio convenzionale) e B (atterraggio verticale). «Allo stato – conclude la delibera – è prevista una triplicazione dei costi rispetto alla stima iniziale del progetto». E mentre la spesa pubblica per la difesa continua a salire, l’Italia resta «mero partner» del programma, senza possibilità di incidere sulle decisioni né di condividere realmente le tecnologie più avanzate, che restano saldamente in mano agli USA.

Eppure, sono molti i Paesi europei che sembrano muoversi in maniera diversa. Il Portogallo ha rinunciato a prendere parte al programma, dichiarando apertamente che i caccia lo avrebbero reso troppo dipendente da Washington. La Svizzera, dopo il referendum che nel 2020 ha approvato l’acquisto di 36 F-35, si trova a fronteggiare un imprevisto aumento dei costi fino a 1,3 miliardi di dollari in più: il governo difende l’impegno preso, ma parallelamente investe nello sviluppo di un’industria bellica europea, consapevole che legarsi a un solo fornitore extraeuropeo rappresenti un rischio strategico. La Spagna ha scelto una via ancora più netta, cancellando un programma da circa 6,25 miliardi di euro. Il motivo ufficiale riguarda la necessità di contenere le spese, ma il dibattito interno ha evidenziato anche la volontà di non subordinare le proprie capacità militari a un sistema interamente americano.

Uscendo dai confini europei, anche il Canada, inizialmente tra i partner più entusiasti, ha cominciato a rivalutare la propria posizione. L’acquisto di 88 aerei ha visto i costi crescere dai 19 miliardi di dollari previsti a oltre 28 miliardi, con un’aggiunta di 5,5 miliardi destinati a infrastrutture e armamenti. Le tensioni politiche con gli Stati Uniti durante l’era Trump hanno accentuato la percezione di vulnerabilità: pur non essendosi formalmente ritirato, Ottawa discute apertamente se sia ancora sostenibile legarsi a un programma che rischia di divorare il bilancio della difesa per decenni.

 


Afascisti di Mauro Biani

 

Il fascismo dei nostri tempi è riuscito a nascondersi dietro la rimozione e la normalizzazione dei suoi orrori, fino a insinuarsi nelle maglie della Repubblica. L’afasia dell’afascismo, si potrebbe dire, ha due colpe: l’indifferenza verso ciò che è stato, e il sospetto (quando non il dileggio) verso chi a quel passato tenta di ribellarsi con tutte le proprie forze. Mauro Biani, con la ultima raccolta, fa proprio questo, e invita tutte e tutti noi a radunarci attorno alle sue vignette, in un mai stanco segno di resistenza, contro questa marea nera che minaccia di travolgerci ogni giorno.

giovedì 23 aprile 2026

Cabo Love Riddim


 

 

C.A.S.T Casa Artisti Senza Tetto - crowdfunding

https://www.produzionidalbasso.com/project/c-a-s-t-casa-artisti-senza-tetto/

C.A.S.T. Casa Artisti Senza Tetto è un progetto a cura del CETEC – Centro Europeo Teatro e Carcere che vuole trasformare lo Spazio Alda Merini di Milano in una casa aperta alla creatività, all’incontro e alle nuove generazioni.



mercoledì 22 aprile 2026

Lucky Riddim


 

 

Frank Zappa - Zappa '66 Vol. 1: Live At TTG Studios

https://shop.universalmusic.it/products/frank-zappa-zappa-66-vol-1-live-at-ttg-studios-doppio-vinile-colorato

https://shop.universalmusic.it/products/frank-zappa-zappa-66-vol-1-live-at-ttg-studios-cd

Lato A

1 “Hello There”

2 Freak Chouflee'

3 Move On

Lato B

1 The United Mutations

2 “Tommy Come Back!”

3 FZ Directs The Freaks

4 Pomp and Circumstance Sequence 

5 Legalize Abortion

6 Twistin' Again

7 The Electric Banana

Lato C

1 I Could Be A Slave / Story Untold

2 “We Keep Changing Personnel Though”

3 A2 Jam

4 Khaki Sack - Prototype Part 1

Lato D

1 Khaki Sack - Prototype Part 2

2 Duke Of Prunes (Edited)

3 Victory Through Vegetables 

4 “We're Havin' A Freak Out!”





martedì 21 aprile 2026

NEL 2025 L'ITALIA HA INSTALLATO MENO RINNOVABILI, E ADESSO DEVE IMPORTARE PIÙ GAS E PETROLIO. A CARO PREZZO


Dopo l'invasione dell'Ucraina, nel 2022, si era deciso di cancellare la dipendenza dell'Europa dalle fonti fossili. Si doveva fare applicando il Green Deal, spendendo soldi europei (il PNRR e RePowerEU) per passare da gas e petrolio all'elettricità da fonti rinnovabili. Poi però tanti europei hanno pensato che era un bidone, e che si rovinava il paesaggio (invece ingentilito dalle centrali elettriche...). Tante aziende europee hanno pensato che era meglio continuare a guadagnare con le vecchie tecnologie "sporche" che investire, rischiando, in quelle nuove. E tanti Stati europei son stati sommersi dall'onda sovranista. Il risultato è che adesso, con il blocco dei flussi di oil&gas, il mondo ci crolla addosso.

Per l'Italia è anche peggio. Dopo anni di crescita costante, nel 2025 le nuove installazioni di rinnovabili in Italia sono scese da 7,5 a 7,2 GW (-4%), dice uno studio di Italy for Climate. Grande mossa, ottima scelta di tempo, proprio mentre i prezzi dell’energia schizzano in alto. Tra il 2008 e il 2014 la potenza installata da rinnovabili in Italia è passata da 24 a 51 GW, e secondo i conti del rapporto in quella fase l’Italia è riuscita a ridurre la quota di fabbisogno energetico coperta da importazioni dall’83% al 76%. Meno acquisti dall’estero, meno esposizione ai mercati e un risparmio annuo valutato in circa 3,5 miliardi di euro l'anno.

 

Sempre nel 2025, oltre a buttare soldi, anche le emissioni di gas serra sono cresciute, dice l'Ispra, dello 0,2%. L’Italia peraltro è ancora fanalino di coda in Ue: sempre nel 2025 la Germania ha installato oltre 23 GW, la Spagna quasi 11, la Francia 8. Il tasso di dipendenza energetica (importazioni di energia da fossili) dell'Italia è al 74%. 

Police In Helicopter Riddim


https://x.com/giuliocavalli/status/2046814970797539432?s=20


Il Board of Peace di Donald Trump ha un prezzo d'ingresso: un miliardo di dollari per un seggio permanente. Lo statuto è stato firmato il 22 gennaio 2026 a Davos, alla presenza di una ventina di Paesi. L'accesso è su invito del presidente, la leadership a vita. L'organismo non ha mandato ONU né rappresentanza palestinese.

Il Financial Times ha rivelato il 21 aprile che rappresentanti del Board hanno avuto colloqui con DP World, colosso logistico di Stato di Dubai, per affidarle le catene di approvvigionamento nella Striscia: magazzini, tracciamento, sicurezza, porto a Gaza o sulla costa egiziana, zona franca. Una bozza citata dal giornale descrive un «sistema di catena di approvvigionamento sicuro e tracciabile». Tre le fonti citate. Un portavoce di DP World ha dichiarato di non essere a conoscenza di trattative. La Casa Bianca non ha risposto.

Lo stesso giorno Unione Europea, Nazioni Unite e Banca Mondiale hanno pubblicato la Rapid Damage and Needs Assessment: servono 71,4 miliardi di dollari per la ripresa nel decennio, 26,3 nei soli primi diciotto mesi. Oltre 371.000 abitazioni distrutte, ospedali per metà fuori servizio, economia contratta dell'ottantaquattro per cento. Il rapporto prescrive che la ricostruzione «sia guidata dai palestinesi» con trasferimento della governance all'Autorità palestinese.

I due documenti non si parlano. Il Board of Peace progetta un «ecosistema economico guidato dal porto» con piattaforme commerciali private emiratine e zone franche. Il rapporto ONU-UE chiede libertà di movimento, finanza trasparente, governance responsabile verso i palestinesi. Nessun finanziamento promesso si è ancora materializzato. Dal cessate il fuoco di ottobre, le forze israeliane hanno ucciso 776 palestinesi, secondo il ministero della Salute di Gaza.

La flotta verso Gaza? Oggi ad Augusta è in corso il carico: circa 55 barche al porto Xiphonia nel Siracusano attendono le ultime arrivate dalla Spagna. Il 23 aprile la flotta confluirà a Siracusa. La partenza verso Gaza è fissata per il 24 aprile.

Soul Shakedown Party 21 aprile 2026

https://www.podomatic.com/podcasts/piertosi/episodes/2026-04-21T09_41_08-07_00

https://piertosi.podomatic.com/enclosure/2026-04-21T09_41_08-07_00.mp3

Hezron – Blame It On The Wine (Tad's single)

Dean Fraser – First Dose (Reggae Virus Remix compilation, Tad's)

Mikey Spice – I Am I Said (Reggae Virus Remix compilation, Tad's)

Kumar Fyah – Those Lies (Tad's single)

Jesse Royal – Those Days (Tad's single)

Determine/Lymie Murray – Don't No Rastafari (Mi Go Through Dat album, Tad's)

Glen Washington – Dreadlocks Conqueror (Just Giving Thanks album, Tad's)

Chezidek – Money Move (Marijuana Prayer album, Tad's)

Dennis Brown – Here I Come (Tad's single)

Haile – Pure Blue (Spare Room album, HaiVi)

Queen Ifrica – Lanton (IamNuhRush single)

Marcus I/DubTa – Open The Gate (Fullness album, F-Spot)

Benaiah – His Majesty Is Coming (Sphinx single)

Ras I/Govana – Oya (Ineffable single)

Dactah Chando – Ahora (Origen album, Achinech)

Puppa Lek Sen – Shine (Jeem album, Jahsen Creation)

Fatbabs/Queen Omega/Nyle Banks – Stay Conscious (Big Scoop single)

Soulove Band/Gialloman – Stop War (True Stories album, Soulove)

Patoranking/Buju Banton – African Soldier (Patoranking single)

Cimarons – Morning Sun (Harder Than The Rock album, A-Lone)

Roberto Sanchez – Words Of My Mouth (Messengers single)

Message – Meditation Of My Dub (Messengers single)

Trevor Hartley – Africa We Going (Jah Child single)

Albert Malawi – Looking For Signs (Tafari/Jah Fingers single)

Still Cool – Dreadlocks Stand Up (Still Cool compilation, DKR)

Junior Delgado – The Storm Is Coming (Incredible Music single)

Junior Delgado – Caution (Sisters & Brothers album, Blue Moon)

Junior Delgado – Hooligan Stew (Dance A Dub album, Big Cat)

Hortense Ellis – Jah Creation (Chanan Jah/Jah Fingers single)

Ken Boothe – Satta Massagana (Sound System Rockers compilation, Kingston Sounds)

Big Joe – In The Ghetto (Gorgon single)

Yabby You – Stand Up & Fight (Vivian Jackson single)

The Travellers – Jah Gave Us This World (Black Black Minds album, Pressure Sounds)

Black Skin The Prophet – Red Blood (Cry Tuff single)