Un’agonia senza fine: prima la sospensione della condanna a morte, poi la decisione della Corte Suprema di procedere con la somministrazione del farmaco mortale. Infine due iniezioni senza successo. Christa Pike, l'unica donna condannata a morte nel Tennessee dal 1820, è sopravvissuta alle due dosi letali di pentobarbital somministrate durante l'esecuzione, secondo quanto riferito dai giornalisti che hanno assistito alla procedura. Dopo questo tentativo fallito, gli avvocati di Pike hanno presentato un'istanza d'urgenza per fermare l'esecuzione. Il governatore repubblicano, Bill Lee, ha sospeso tutte le esecuzioni nello Stato almeno fino alla fine dell'anno.
Al momento non si conoscono le condizioni di salute della donna, ma gli avvocati hanno riferito che è ricoverata in ospedale. Testimoni, tra cui giornalisti di diverse testate statunitensi, hanno descritto una procedura molto più lunga del previsto, durata dalle 19:00 alle 20:56 ora locale. Pike è rimasta sveglia, ha parlato e cantato con la sua guida spirituale dopo l'inizio della somministrazione del farmaco e, dopo la prima dose, ha continuato a muoversi e a respirare in modo udibile. Pike è nel braccio della morte in Tennessee dal marzo 1996.
Pike è stata condannata alla pena capitale per un delitto commesso quando aveva 18 anni, e dopo aver subìto violenze sessuali in famiglia fin da bambina. La Corte Suprema ha autorizzato l’esecuzione, annullando la sospensione della condanna a morte disposta da una corte d’appello e dando via libera alla prima esecuzione di una donna in Tennessee in più di due secoli.

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