Un cittadino britannico rischia due anni di prigione negli Emirati Arabi Uniti per aver filmato e diffuso materiale legato agli attacchi iraniani contro il Paese.
L’uomo, 60 anni, originario di Londra e in visita a Dubai come turista, è stato accusato di aver violato una normativa che vieta la condivisione di contenuti ritenuti potenzialmente in grado di disturbare la sicurezza pubblica.
Aveva filmato l’arrivo di un missile nei cieli di Dubai.
Il governo emiratino ha avviato una massiccia repressione di post e video sui social media che mostrano gli attacchi iraniani per limitare il danno alla reputazione del Paese.
Nonostante questo, numerose immagini degli ultimi attacchi iraniani sono circolate sui social e almeno venti persone incriminate in base alle leggi sui cybercrimini degli Emirati.
Le pene previste includono fino a due anni di carcere, multe comprese tra 20.000 e 200.000 dirham (circa tra 4.000 e 40.000 sterline), o entrambe le sanzioni.
L'immagine globale di Dubai come centro commerciale sicuro, esente da tasse e paradiso delle vacanze, ha vacillato nelle ultime due settimane, quando alcuni edifici, tra cui l'aeroporto della città e il suo iconico hotel Fairmont a Palm Jumeirah, sono stati colpiti da missili e droni iraniani.
Le autorità eemiratinehanno dichiarato che quattro civili sono stati uccisi negli attacchi iraniani.
Per salvare l’immagine di Dubai come paradiso inviolato dalla guerra nel Golfo, numerosi influencer occidentali che vivono Dubai hanno condiviso post e video pro-governativi che elogiano il leader di Dubai, lo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum.
La diffusione coordinata di questi video ha come obiettivo quello di convincere i grandi patrimoni internazionali a restare, e presentare Dubai come il simbolo globale di lusso, stabilità e prosperità — nonostante i missili e i droni nei cieli e le cancellazioni dei voli che stanno colpendo la regione.
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