La zuppa indigesta di Peter Thiel, Guida suprema del cristianesimo capitalistico
Come Trump, dimostra che la religione cristiana torna utilissima, nel governo del cuore del fu Occidente, per la costruzione di un nuovo modernismo reazionario, un intreccio di fondamentalismo religioso, liberismo, nazionalismo, culto della tecnica, autoritarismo e, ovviamente, bellicismo. Un mix già sperimentato nella prima metà del secolo scorso
L’annunciato invito, proveniente dalla parte più conservatrice del mondo cattolico, a Peter Thiel, miliardario trumpiano da sempre, e talent scout del poi vicepresidente J.D. Vance, a concionare in un seminario a Roma per ben quattro giorni, a porte chiuse e con messa in latino obbligatoria, assieme all’impossibilità di distinguere il messaggio religioso (cristiano) da quello politico dello stesso Donald Trump, smentisce platealmente la lettura del mondo offerta, negli ultimi anni, dalla destra e da una parte della sinistra, quella liberal-riformista.
La destra, che oggi è ovunque populista e nazionalista, raccontava (e ancora racconta) di incarnare il popolo contro le élite, quelle intellettuali, quelle finanziarie e quelle tecnologiche: Harvard più Wall Street più Silicon Valley, tutte alleate con la “sinistra woke”.
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