domenica 1 marzo 2026

Israele chiude il valico di Rafah e isola la Cisgiordania

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I coloni approfittano della nuova guerra: contadini palestinesi picchiati, comunità attaccate, mentre Tel Aviv aumenta i blocchi militari. Intanto nella Striscia si accumulano cadaveri


C’è più di un sospetto. I coloni israeliani potrebbero sfruttare le tensioni regionali e la distrazione internazionale causata dall’attacco di Stati uniti e Israele all’Iran per inasprire le violenze contro le comunità palestinesi, i villaggi e gli insediamenti beduini nella Cisgiordania occupata.

Restare vigili è l’invito di Moayyad Shaban, capo della Commissione palestinese per la resistenza al muro e agli insediamenti, che in una nota diffusa ieri ha messo l’accento sull’evoluzione del modello di violenza organizzata volto a spazzare via la presenza palestinese nelle aree C della Cisgiordania. Obiettivo dichiarato, perseguito e finanziato con milioni di dollari, per arrivare entro il 2030 alla confisca di almeno il 15% dell’Area C. Shaban ha sottolineato che i periodi di escalation regionale vengono spesso utilizzati da Israele per innescare una recrudescenza politica e militare, complice la disattenzione dei media.

È un copione già letto: intensificazione degli attacchi ai centri abitati, distruzione di case e tentativi di imporre i nuovi (e antichi) disegni coloniali sequestrando terreni agricoli e pascoli. Oppure esercitando pressioni e violenza sui residenti affinché se ne vadano, sempre con la deliberata inazione dell’esercito, che fornisce protezione e copertura agli attacchi da parte dei coloni.

PRESTO FATTO: nella giornata di ieri un gruppo di coloni ha attaccato le famiglie Makhamareh e Awad nei villaggi di Asafi e Maghayir al-’Abid a Masafer Yatta, sud di Hebron, mentre pascolavano il bestiame. «Sono stati picchiati e hanno tentato di rubare i loro animali», riporta all’agenzia Wafa l’attivista anti-colonialista Osama Makhamareh.

Le forze israeliane hanno fatto irruzione anche nelle abitazioni del villaggio di Asfi, arrestando alcuni residenti. Si aggiungono ai 3.358 palestinesi attualmente in detenzione amministrativa, senza accuse formali e senza processo, dato dell’ong palestinese Addameer. Ancora a Masafer Yatta, nell’area di Aqwais, i coloni israeliani hanno inseguito un gruppo di pastori e sparato: nessuno è rimasto ferito, un puro caso. Irruzioni anche in diverse case del villaggio di Halawa, dove sono state danneggiate le scorte di yogurt fermentato ed essiccato.

L’allerta è alta. Dopo una riunione d’emergenza, il primo ministro dell’Autorità nazionale palestinese Mohammed Mustafa ha chiesto la mobilitazione delle strutture mediche, della protezione civile, delle agenzie di sicurezza e dei settori vitali al fine di garantire «sicurezza e stabilità». Per tutta risposta, a Hebron le autorità israeliane hanno chiuso la moschea di Ibrahim: i quartieri della città vecchia, l’area circostante il luogo di culto e le strade adiacenti sono state trasformate quasi del tutto in zone militari.

LE PRINCIPALI ENTRATE e uscite di Gerico, a est della Cisgiordania occupata, sono state chiuse con cancelli di ferro, bloccando così il traffico palestinese in entrambe le direzioni. Con un cancello d’acciaio è stato bloccato pure il checkpoint di Jaba e chiuso l’ingresso ad Al-Ram, a nord-est di Gerusalemme.

A nord di Ramallah, Israele ha intensificato i controlli militari ai posti di blocco: chiusi i valichi di Ein Sinya, Atara, Aboud, Yabroud e l’ingresso a Rawabi. Secondo un rapporto pubblicato dalla Commissione per la resistenza al muro e agli insediamenti, il numero di posti di blocco militari e cancelli nei territori palestinesi ha superato i 916, inclusi 243 cancelli istituiti dopo il 7 ottobre 2023.

Nella Striscia di Gaza, intanto, si continua a morire: fonti mediche riferiscono che nelle ultime ventiquattro ore nove corpi e 19 feriti sono stati trasportati negli ospedali, che lavorano senza sosta e con risorse sempre più scarse. Moltissimi i corpi intrappolati sotto le macerie, irraggiungibili dalle squadre e dai mezzi di soccorso. Non proprio il volto di un cessate il fuoco.

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