venerdì 26 agosto 2011

Rototom 2011 foto 26 agosto Lee Scratch Perry

bel concerto del grandissimo Scrath, parte subito con tributi a Bob Marley, crazy baldhead, jah live, poi è la volta dell'antica curly locks e poi di nuovo Marley con small axe e sun is shining, un paio di pezzi recenti e la vecchia soul fire conclude l'esibizione

Rototom 2011 foto 26 agosto Jah Macetas ft. El Rumbero Jamaicano


Rototom 2011 foto 25 agosto Ali Campbell


Radio 3 al Rototom Sunplash


Quest'ultimo fine settimana del Sunsplash, Radio 3 - Radio Nacional España, emetterà in diretta parte della programmazione del festival. A partire dalle 22.00, da giovedì a sabato, Miguel Caamaño (Alma de león) e Consol Sáenz (El gran quilombo) faranno compagnia agli ascoltatori con i concerti del Main Stage, interviste e registrazioni delle giornate precedenti. Miguel Caamaño, che domenica scorsa ha invaso la Sunbeach con buona musica, è anche uno dei collaboratori della radio ufficiale del Sunsplash.
Un'opzione in più per seguire in diretta questa edizione del Rototom, che si aggiunge alla Radio Rototom (Sound System FM, Satélite Boing), la radio italiana Reggae Radio Station, quella argentina La de Dios - Rock & Pop e lo streaming video.
in 16 anni di rototom in italia mai nessuna radio di regime si è sognata una cosa simile 
grazie italia!

Rototom 2011 - Homenaje de Luciano a Marley


Rototom 2011- Rita Marley en el Rototom


Peter Tosh infiamma la Reggae University

Dr. Gerard McMahon | Trad.: Andrea Polverini

Nell'ottavo giorno del ROTOTOM reggae festival il già annunciato omaggio a Peter Tosh ha avuto luogo alla Reggae University. Facendo uso delle sue raffinate doti di presentatore, il guru dei Wailers Roger Steffens ha riportato in vita il leggendario Tosh sotto lo sguardo di un riconoscente pubblico – tra cui sedeva anche Rita Marley.Steffens ha cominciato la sua presentazione affermando che "Peter Tosh non va dimenticato". Può star sicuro che ciò non accadrà, e sarà in gran parte merito suo. In modo che lo show non diventasse una noiosa lezione universitaria, è stato costruito attorno a 12 rari video in cui Tosh si esibiva e veniva intervistato. Tra questi, ricordiamo quello per la televisione statunitense in cui Tosh dà il meglio di sé stesso in una versione di "Legalize it". In un altro video estremamente atteso, lo ritroviamo come attore di una soap opera brasiliana! Il tutto integrato da una serie di aneddoti e rivelazioni, molte delle quali hanno permesso a Steffens di riportare in vita davanti al pubblico il deceduto Tosh. Il saggio utilizzo dell'esperienza degli autori reggae John Masouri e Colin Grant – i quali avevano precedentemente intrattenuto il pubblico della University – ha contribuito a integrare i commenti di Steffens sui video. Tra le storie più divertenti c'è stata quella della telefonata di Tosh alla polizia di New York per denunciare il furto della sua scorta di marijuana. Com'è facile intuire, ciò ha richiesto il rapido intervento del suo agente, che all'arrivo della polizia alla reception dell'hotel, dovette assicurare che si era trattato di un semplice malinteso! In questo contesto, sarebbe facile dimenticare che Peter Tosh non era un santo. Sebbene fosse un attivista aggressivo, non utilizzava la violenza fisica. Era però umano e aveva anche lui i suoi difetti. Per esempio, Steffens ha ricordato al pubblico che Joe Higgs (il primo manager dei Wailers) dovette intraprendere un'azione legale nei confronti di Tosh per farsi pagare i diritti di autore, che gli spettavano, per la composizione di "Steppin Razor". Tosh fu inoltre definito da alcuni giornalisti uno squilibrato degno di in un ospedale psichiatrico! Nonostante ciò, Steffens ha affermato che le opinioni di Tosh su questioni come il razzismo (per esempio, il rifiutare offerte stratosferiche per partecipare a concerti nel Sudafrica dell'apartheid), l'uguaglianza di diritti, la legalizzazione del cannabis e il rifiuto alla proposta di Bunny Wailer di inaugurare al posto suo un tour Europeo, erano del tutto sensate. Riguardo alla relazione tra i 3 Wailers, Colin Grant (che sostiene di fare "la parte dell'idiota" per spiazzare la gente!) sottolineò che la causa più frequente di conflitto tra Bob, Peter e Bunny, riguardava questioni relative alla composizione! Contrariamente all'immagine data di Tosh nel film "Steppin Razor", ci ha riassicurato il sapere che nonostante ci fossero delle tensioni tra questi tre artisti, Tosh si sentiva sinceramente affranto dopo la scomparsa del suo amico Bob. In particolar modo, il lavoro di Grant sui Wailers ci ricorda che sebbene Marley professasse alle masse la pace interiore e la serenità, era anche lui tormentato dal tema razziale, fino al punto di annerire i suoi capelli con della lucido da scarpe! John Masouri – che finirà presto di scrivere un libro sulla vita di Tosh – ha dichiarato al pubblico che questo aveva "la pazienza di un santo" – fatto particolarmente evidente dal modo in cui affrontava le sciocche domande che gli venivano poste durante le interviste. L'autore ha inoltre insistito che il lavoro di Tosh "era importante al tempo e lo è ancor di più ora" (per esempio, in questioni razziali, o relative alla guerra nucleare o alla Palestina). Nel suo intrattenere il pubblico con affascinanti rivelazioni sulla vita dell'artista, ha concluso che la morte di Tosh – della quale lo stesso defunto aveva avuto una premonizione – non fu un omicidio fortuito, ma fu un fatto premeditato. Precedentemente, il pubblico della University si era goduto un film sul trombonista Rico Rodriguez, opera del musicista spagnolo\catalano Jep Jorba ("Rico Rodriguez – The Legacy"). Questo film, ambientato a Barcellona, tratta della vita dell'artista. Attraverso la sua voce, ci racconta che "la sofferenza è stata da sempre una compagna". Tra i vari tesori che Rico ci lascia in eredità (legacy) c'è il suo contributo al classico degli Specials "A Message To You Rudy". Per tutti gli amanti dei fiati nella musica reggae, questo lavoro merita la pena di essere visto, sebbene molti potrebbero non essere d'accordo con Rico che "solo i giamaicani sanno suonare il reggae"! Sarebbe stato bello avere avuto una sorta di riconoscimento da qualche M.B.E. (Member of the Order of the British Empire) per il premio da lui ricevuto nel 2007 a Buckingham Palace per i suoi servizi alla musica. Naturalmente, considerate le idee espresse da Peter Tosh su Buckingham Palace, non sarebbe probabilmente mai stato invitato all'interno del palazzo! In chiusura, Steffens ha mostrato un breve filmato nel quale intervista Tosh subito dopo la scomparsa di Marley. Quando gli fu domandato chi fosse "il nuovo Re del reggae", Tosh rispose che "la gente dice che sono il nuovo Re del reggae, anche se a dir la verità, non sono nuovo". Tipico di Tosh! Steffens, Masouri, e Grant (assieme allo scrittore Dave Katz, che ha presieduto questa conferenza) hanno dato il loro contributo nel fare sì che – anche se solo spiritualmente – si possa dire "Lunga vita al Re".


Reggae classico con Lee Perry e i pioneri Jah Macetas

di Pier Tosi

Questa penultima serata di passione del reggae è all’insegna dei veterani: offre un paio di formidabili artisti foundation giamaicani ed un nuovo nome ma si apre con un gruppo di pionieri del reggae spagnolo: i valenciani Jah Macetas hanno iniziato il loro percorso nel 1982 tra i primi gruppi reggae spagnoli e da allora sono sempre rimasti fedeli al loro stile roots. Diverse sono le formazioni che i Jah Macetas hanno cambiato durante la loro carriera, ma sempre con musicisti di alto livello, spesso provenienti da conosciute band spagnole ed internazionali che vedevano in questo gruppo la possibilità di studiare nuovi ritmi vista la propensione ‘latina’ della band. Il loro primo disco ha il titolo premonitore "Una semilla" (1986), ma è con il secondo, "Toda una via" (1990), che raggiungono il massimo livello di popolarità, arrivando a suonare in radio e televisioni. Dopo un periodo di separazione i Macetas si sono riuniti per registrare un nuovo disco che verrà presentato sul Main Stage. Dopo i Macetas abbiamo in scena la leggenda: Lee Scratch Perry è di sicuro uno dei padri del suono classico del reggae e del dub. La sua enorme creatività spinta spesso al limite si è manifestata attraverso atteggiamenti eccentrici ed estremi come per esempio nell’episodio della distruzione dei suoi mitici Black Ark Studios, gli studi dove aveva generato un suono inconfondibile durante gli anni settanta. Attivo dai tempi dello ska Scratch ha collaborato con quasi tutti i grandi artisti della sua epoca: memorabili le sue produzioni dei Wailers di Bob Marley, Bunny Wailer e Peter Tosh insieme ed i lavori con Heptones, Congos, Junior Murvin e Max Romeo nonché i suoni dub più folli in circolazione realizzati in decine e decine di albums. A questo punto è di scena un grande del periodo del rocksteady e dell’early reggae: Ken Boothe e’ uno dei piu’ straordinari cantanti della storia del reggae giamaicano. Ha iniziato come cantante sin da giovanissimo in duo con Stranger Cole e con il passaggio dallo ska al rocksteady è emersa la calda e profonda vena soul di Ken nel materiale straordinario per Studio One tra cui grandissimi brani come ‘The train is coming’, ‘I don’t want to see you cry’, ‘Puppet on a string’ e ‘Moving away’. Il suo successo piu’ clamoroso arriva comunque nel 1974 con ‘Everything I own’con cui arriva addirittura in testa alle classifiche pop inglesi nello stesso anno. Nel 1975 Ken Boothe torna nelle classifiche pop in UK grazie a ‘Crying over you’ che arriva all’undicesimo posto. Come testimonia il bel documentario ‘Rocksteady: the roots of reggae’, la voce di Ken è arrivata inalterata ai nostri giorni. Lo spettacolo di Ken Boothe sara`preceduto da un breve show di Chantelle Hernandez, talentuosa cantante giamaicana che oltre alle collaborazioni con l’etichetta spagnola ReggaeLand ha al suo attivo il recente ottimo EP ‘MY forever’ prodotto dalla etichetta inglese Necessary Mayhem. La voce romantica di Chantelle e’ l’ideale per preparare il pubblico ad una delle voci piu’ soul della storia del reggae. A chiudere la serata del Main Stage un nuovo acquisto della line-up chiamato a sostituire Gyptian dopo la defezione di quest’ultimo. Il vero nome di Konshens e’ Garfield Spence ed possiamo dire che questo giovane artista e’ uno dei piu’ interessanti della nuova generazione di cantanti giamaicani. La ricchezza di timbri della sua voce si e’ espressa attraverso grandi singoli come ‘Pon di corner’ (in combination con il fratello Delus), ‘Gal dem a talk’, ‘Forward’ e la magnifica combination con Tarrus Riley di ‘Good girl gone bad’. Nel 2010 Konshens ha realizzato per il mercato giapponese il CD ‘Real talk’ a cui fara’ seguito molto presto un nuovo lavoro. A seguire un grande appuntamento alla Dancehall Yard con Stone Love, il decano dei sound systems giamaicani attivo da quasi quaranta anni: prima di Stone Love il warm-up dei barcellonesi One Blood. Dalle ore 20 invece il Lion Stage ospiterà i due artisti di Castellon Natty B & Paupaman, gli israeliani Hatikva 6, i madrileni Tasty Grooves, il canariano Dactah Chando e gli italiani Mellow Mood. Alla Dub Station una notte di profondissime vibes con l’arrivo dei londinesi Channel One, storici specialisti del roots con materiale rarissimo nelle loro scatole di dischi. Insieme a loro Blackboard Jungle e Dub Livity. Concludiamo la rasegna con le selezioni di Oldies But Rudies, Jamaican Memories e Blacksteady.

giovedì 25 agosto 2011

Rototom 2011 foto 25 agosto Tiken Jah Fakoly

sempre stupendo questo africano nella scia di Alpha Blondy

Rototom 2011 foto 25 agosto Perfect, Lutan Fyah

bellissime esibizioni
Perfect
 
 Lutan Fyah


Rototom 2011 foto 24 agosto Ojos De Brujo, Capleton


Ojos De Brujo  

 Capleton