Che fine hanno fatto le armi chimiche e batteriologiche sperimentate nei laboratori del Duce? Tutta la verità sul nostro pericoloso e potente arsenale segreto. Una macchina di morte che continua silenziosa a inquinare la vita degli italiani.
”Io non so con quali armi sarà combattuta la Terza guerra mondiale, ma so che la Quarta guerra mondiale sarà combattuta con pietre e bastoni.”
Albert Einstein
Nel 1941 l’Italia disponeva di uno dei più grandi arsenali di armi chimiche del mondo. Antrace, iprite, virus, batteri: la fabbrica dei veleni creati per costruire l’impero della dittatura fascista ha divorato vittime in Libia e in Etiopia, ha colpito i combattenti spagnoli che lottavano per la libertà, lasciando dietro di sé una scia di malattie e dolore. Ma la creazione di questi stessi veleni ha preteso un prezzo altissimo anche all’Italia: durante le fasi di sperimentazione, e poi con il concludersi della guerra, intere zone del nostro Paese sono state contaminate dagli esperimenti, ordigni sono stati abbandonati davanti alle coste delle Marche e della Puglia, testate letali sono state scaricate attorno a Ischia. Tutto ciò, a partire dal dopoguerra, è scivolato nel più assoluto silenzio.
Gianluca Di Feo ricostruisce la sorte delle fabbriche di queste sostanze e dei laboratori usati per studiare i distillati tossici e mai bonificati: nel Golfo di Napoli, sulla costa di Pesaro, sulle rive del Lago Maggiore, nei boschi della Tuscia. Industrie e depositi nascosti per decenni da ministri, generali, industriali, un segreto vissuto nel silenzio per generazioni. Attraverso documenti inediti e secretati, denunce inascoltate delle popolazioni, testimonianze e sopralluoghi, Di Feo compie un viaggio nell’abisso più nero della nostra storia. Un abisso ancora aperto.
Gianluca Di Feo, giornalista, è specializzato in inchieste. Da vent’anni, prima al “Corriere della Sera” e ora all’“Espresso”, si occupa di criminalità organizzata, corruzione, traffico d’armi e servizi segreti.
http://bur.rcslibri.corriere.it/libro/3715_veleni_di_stato_di_feo.html
http://speciali.espresso.repubblica.it/popup/Italia_veleni/
lunedì 17 maggio 2010
domenica 16 maggio 2010
sabato 15 maggio 2010
Rolling Stones - Exile on Main St.


uscirà il 18 il capolavoro dei Rolling Stones che si ritirarono in Francia per sfuggire alle tasse all'apice della carriera e della povertà per partorire l'esilio non solo nel quartier generale di Nellcote, villa di Richards dai trascorsi nazisti, molti pezzi furono registrati in America, edizioni di ogni genere con inediti in cui le sovraincisioni abbondano, doppio cd, doppio vinile, dvd e libro nell'edizione superdeluxe, ma si va anche nelle valigette autografate a 2500$!
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giovedì 13 maggio 2010
SIZZLA PREPARA IL SUO DEBUT ALBUM DALLO ZIMBABWE
Di RasAle
Sizzla Kalonji, è definitivamente rimpatriato in Africa, in pianta stabile, trasferitosi dalla sua Judgement Yard in Jamaica. Lascia l’isola seguendo l’ispirazione ed il messaggio di Marcus Garvey e di Rastafari ma ha anche trovato davanti a se una popolarità ed una disponibilità, delle autorità locali immensa.
Per i festeggiamenti del 86° compleanno del Presidente Robert Mugabe e per l’anniversarrio dello Zimbawe, ha ricevuto una terra con una fattoria situata vicino alla città di Chegutu. Invece di dargli denaro, per la sua performance, gli hanno dato il territorio. Ora ha già il suo studio ed è in procinto di preparare, con un gruppo locale, il suo prossimo album.
Ma alcuni dubbi rimarranno sempre, come quello legato ad una articolo giamaicano di una pubblicazione on-line che raccontava che il cantante - Miguel Orlando Collins - è stato arrestato dalla polizia di Saint Andrew, il 29 gennaio in occasione di una sparatoria. E 'stato rilasciato il giorno dopo, quando i testimoni non si sono presentati.
Olimatta Taal, il pubblicista, ha anche detto che ha spostare Sizzla in Zimbabwe non hanno nulla a che fare con le accuse di fuga dalle autorità giamaicane e che avrebbe commesso la sparatoria un mese prima che fosse invitato dal presidente Mugabe.
Un portavoce della polizia ha detto che le indagini sono in corso ed ha riferito “ Sizzla in caso di necessità, potrebbe essere detenuti in futuro, se ritenuto colpevole”
Nel frattempo Sizzla, 34 anni, è stato molto effusivo in sua lode per il presidente Mugabe invitando il leader veterano a "sostenere la causa del ritorno del popolo africano dalle porte dell'inferno dove vivono in Giamaica e nei Caraibi".
"Penso che sia un buon presidente, gentile con il suo popolo, giusto e vero", Sizzla ha dichiarato il mese scorso, di Mugabe.
Kalonji ha anche dichiarato che nel frattempo gli è stato concesso un permesso di lavoro e stava lavorando per consolidare un impresa commerciale con la società di Judgement Yard che oltre ad essere la sua yard in giamaica è anche la sua società , per incidere nuove canzoni.
"Nello Zimbabwe abbiamo già cominciato a registrare”.
Il cantante ha detto che prevede di istituire industrie agro-alimentari nella sua fattoria di aiutare giovani locali sotto la responsabilità sociale sua bandiera giamaicana di Judgement Yard ed ha anche chiesto informazioni per investire nel settore tessile locale.
Kalonji, da allora ha creato uno studio di registrazione nella periferia nord di Harare Borrowdale dove risiede e lavora con gruppi reggae locali quali “Transit Crew” per comporre insieme il suo album di debutto sul suolo dello Zimbabwe.
Sizzla Kalonji, è definitivamente rimpatriato in Africa, in pianta stabile, trasferitosi dalla sua Judgement Yard in Jamaica. Lascia l’isola seguendo l’ispirazione ed il messaggio di Marcus Garvey e di Rastafari ma ha anche trovato davanti a se una popolarità ed una disponibilità, delle autorità locali immensa.
Per i festeggiamenti del 86° compleanno del Presidente Robert Mugabe e per l’anniversarrio dello Zimbawe, ha ricevuto una terra con una fattoria situata vicino alla città di Chegutu. Invece di dargli denaro, per la sua performance, gli hanno dato il territorio. Ora ha già il suo studio ed è in procinto di preparare, con un gruppo locale, il suo prossimo album.
Ma alcuni dubbi rimarranno sempre, come quello legato ad una articolo giamaicano di una pubblicazione on-line che raccontava che il cantante - Miguel Orlando Collins - è stato arrestato dalla polizia di Saint Andrew, il 29 gennaio in occasione di una sparatoria. E 'stato rilasciato il giorno dopo, quando i testimoni non si sono presentati.
Olimatta Taal, il pubblicista, ha anche detto che ha spostare Sizzla in Zimbabwe non hanno nulla a che fare con le accuse di fuga dalle autorità giamaicane e che avrebbe commesso la sparatoria un mese prima che fosse invitato dal presidente Mugabe.
Un portavoce della polizia ha detto che le indagini sono in corso ed ha riferito “ Sizzla in caso di necessità, potrebbe essere detenuti in futuro, se ritenuto colpevole”
Nel frattempo Sizzla, 34 anni, è stato molto effusivo in sua lode per il presidente Mugabe invitando il leader veterano a "sostenere la causa del ritorno del popolo africano dalle porte dell'inferno dove vivono in Giamaica e nei Caraibi".
"Penso che sia un buon presidente, gentile con il suo popolo, giusto e vero", Sizzla ha dichiarato il mese scorso, di Mugabe.
Kalonji ha anche dichiarato che nel frattempo gli è stato concesso un permesso di lavoro e stava lavorando per consolidare un impresa commerciale con la società di Judgement Yard che oltre ad essere la sua yard in giamaica è anche la sua società , per incidere nuove canzoni.
"Nello Zimbabwe abbiamo già cominciato a registrare”.
Il cantante ha detto che prevede di istituire industrie agro-alimentari nella sua fattoria di aiutare giovani locali sotto la responsabilità sociale sua bandiera giamaicana di Judgement Yard ed ha anche chiesto informazioni per investire nel settore tessile locale.
Kalonji, da allora ha creato uno studio di registrazione nella periferia nord di Harare Borrowdale dove risiede e lavora con gruppi reggae locali quali “Transit Crew” per comporre insieme il suo album di debutto sul suolo dello Zimbabwe.
mercoledì 12 maggio 2010
Eyeland
Jean-Claude Aron, in arte Eyeland, nato a Parigi nel 1950 si trasferisce a 5 anni a New York
Soul Shakedown Party 11 maggio
Soul Shakedown Party--Reggae on FM band--Radio Citta' 103 Bologna Italy
Trasmesso in diretta ogni martedi' dalle 20.30 circa
DJ PIER TOSI at the controls
In rete la puntata dell'11 maggio
BOB MARLEY SPECIAL
Scarica su Podomatic le puntate di Soul Shakedown Party ad alta qualità!
Super speciale dedicato a Bob Marley in occasione del ventinovesimo anniversario della morte. Tra classici e rarità e brani del grande artista interpretati da altri celebriamo la sua grande avventura artistica con uno spazio dedicato anche alla sua eredità musicale.
Nel corso del programma intervista a Ivan Serra, fondatore insieme a Marco Virgona del sito Bob Marley Magazine.
(per modem 56K o di piu')
Real Player:
http://www.piertosi.com/sounds/Real56.ram (indirizzo da mettere in Explorer)
ora e' disponibile anche la versione zippata : http://www.piertosi.com/sounds/media56.zip
a http://www.piertosi.com
Trasmesso in diretta ogni martedi' dalle 20.30 circa
DJ PIER TOSI at the controls
In rete la puntata dell'11 maggio
BOB MARLEY SPECIAL
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Super speciale dedicato a Bob Marley in occasione del ventinovesimo anniversario della morte. Tra classici e rarità e brani del grande artista interpretati da altri celebriamo la sua grande avventura artistica con uno spazio dedicato anche alla sua eredità musicale.
Nel corso del programma intervista a Ivan Serra, fondatore insieme a Marco Virgona del sito Bob Marley Magazine.
(per modem 56K o di piu')
Real Player:
http://www.piertosi.com/sounds/Real56.ram (indirizzo da mettere in Explorer)
ora e' disponibile anche la versione zippata : http://www.piertosi.com/sounds/media56.zip
a http://www.piertosi.com
martedì 11 maggio 2010
SUD SOUND SYSTEM - ULTIMAMENTE
Di RasAle
S’intitola “ULTIMAMENTE” l’ottavo studio album della band simbolo della fusione tra la tradizione salentina e quella reggae giamaicana. Con un linguaggio proprio e riconoscibile, i Sud Sound System si sono fatti portavoce della propria comunità, conquistando ormai da parecchi anni un pubblico sempre più vasto. Attraverso il messaggio, il beat, il calore della propria musica, hanno dimostrato a livello nazionale e internazionale che la barriera stilistica (o linguistica) è un concetto obsoleto. Segnale che arriva da una terra ricca di vibrazioni, che ha dato i natali ad altri artisti come Negramaro e Caparezza. Per i Sud il recupero del dialetto come mezzo per raccontare il quotidiano si fa veicolo per raggiungere il mondo e li pone in una posizione di rilievo nel panorama della musica italiana.
Oggi danno alle stampe “ULTIMAMENTE”, il nuovo album che vede la luce dopo quasi due decadi di percorso, nel momento in cui i Sud raccolgono i frutti di una semina fatta con passione e dedizione.
Essu de casa cu la capu scijata percè nun c’è fatia…e la vita mia è in periculu
Trou amici mei cu li stessi problemi culli stessi sorrisi…e cullu stessu periculu
Se te sienti diversu o nun si omologato o te nne futti de iddrhi…pe lu statu è nu periculu
Nun c’è propiu futuru se rimani in silenziu ma se te minti a retare…pe lu statu è nu periculu
C’è tutta l’essenza dei Sud Sound System nelle 16 tracce che compongono “Ultimamente”, dal roots reggae alla dancehall nell’accezione più ampia del termine, fino alle venature soulful come nel primo singolo “Bisogno d’amore”. Musicalmente, la matrice dancehall costituisce una parte importante nella colonna vertebrale del disco. Rispettando la propria identità, la band di Don Rico, Terron Fabio, GGD, Papa Gianni e Nando Popu schiaccia l’occhio alle sonorità più al passo con il trend giamaicano - e internazionale - attraverso l’utilizzo del Vocoder, rendendo la strofa della title-track, particolarmente accattivante, fino ai pezzi più hardcore come “Nu me fanno paura”.
Anche in questo album, i Sud scelgono alcuni featuring tra le file di giovani artisti caraibici che aggiungono un tocco molto fresco. Da Ms.Trinity sulla traccia “Lei è”, agli affermati gruppi vocali giamaicani dei TOK e Voicemail. Sebbene sia fondamentale rimanere al passo coi tempi, l’evoluzione negli arrangiamenti non snatura il groove e l’impronta anni ’90 sarà sicuramente gradita a molti ascoltatori, al fan e al neofita. Così il passaggio da un ritmo solare e più spensierato a un tema difficile e spinoso, per dei veterani del mestiere come i Sud Sound System, avviene in modo delicato, ma sempre molto efficace.
È il caso del viaggio della speranza verso Lampedusa per migliaia di clandestini, cantata dai Sud in combination con il grande singer giamaicano Luciano, su una base afro-caraibica dal sapore agrodolce. E quello che già si prospetta come un inno per il pubblico dei Sud Sound System s’intitola “Casa mia”, uno spaccato sulla responsabilità di chi devasta la loro terra e su una necessaria presa di coscienza
“Maledetti ddrhi pacci ed ignoranti c’avvelenanu la terra mia/Nun me ne fazzu nienti de li sordi uesci ieu mangiu frise, rape, ciceri e tria/Per sempre Maledetti politici e corrotti ca sta sfruttanu la terra mia/Ma tratti comu schiavo cu pane avvelenatu ma pe li fiji mei nu me innu chiui”. “Casa Mia”
Le sfumature che riescono a cogliere i Sud Sound System sono ancora una volta moltissime. “ULTIMAMENTE” è un album forte nei contenuti, che offre una nuova chiave di lettura. Non solo precariato e politici corrotti, ma anche una situazione generale, mutata negli anni, che genera insicurezza fisica, insicurezza d’animo, mancanza di punti di riferimento.
www.sudsoundsystem.eu
Tracklist
1)Segnu te riconoscimentu
2)Keep on Moving feat T.O.K.
3)Bisogno D'Amore
4)Casa Mia
5)Vivo
6)Lei e' Feat Ms.Triniti
7)Lu Mare Una Taula
8)Chissà se
9)Nu Me Fanno Paura
10)Ultimamente
11)Lampedusa feat Luciano
12)Ene Cussi
13)Rabbia in citta'
14)Cane Ssetu
15)Nella notte feat Ely
16)When the music hit feat VoiceMail
S’intitola “ULTIMAMENTE” l’ottavo studio album della band simbolo della fusione tra la tradizione salentina e quella reggae giamaicana. Con un linguaggio proprio e riconoscibile, i Sud Sound System si sono fatti portavoce della propria comunità, conquistando ormai da parecchi anni un pubblico sempre più vasto. Attraverso il messaggio, il beat, il calore della propria musica, hanno dimostrato a livello nazionale e internazionale che la barriera stilistica (o linguistica) è un concetto obsoleto. Segnale che arriva da una terra ricca di vibrazioni, che ha dato i natali ad altri artisti come Negramaro e Caparezza. Per i Sud il recupero del dialetto come mezzo per raccontare il quotidiano si fa veicolo per raggiungere il mondo e li pone in una posizione di rilievo nel panorama della musica italiana.
Oggi danno alle stampe “ULTIMAMENTE”, il nuovo album che vede la luce dopo quasi due decadi di percorso, nel momento in cui i Sud raccolgono i frutti di una semina fatta con passione e dedizione.
Essu de casa cu la capu scijata percè nun c’è fatia…e la vita mia è in periculu
Trou amici mei cu li stessi problemi culli stessi sorrisi…e cullu stessu periculu
Se te sienti diversu o nun si omologato o te nne futti de iddrhi…pe lu statu è nu periculu
Nun c’è propiu futuru se rimani in silenziu ma se te minti a retare…pe lu statu è nu periculu
C’è tutta l’essenza dei Sud Sound System nelle 16 tracce che compongono “Ultimamente”, dal roots reggae alla dancehall nell’accezione più ampia del termine, fino alle venature soulful come nel primo singolo “Bisogno d’amore”. Musicalmente, la matrice dancehall costituisce una parte importante nella colonna vertebrale del disco. Rispettando la propria identità, la band di Don Rico, Terron Fabio, GGD, Papa Gianni e Nando Popu schiaccia l’occhio alle sonorità più al passo con il trend giamaicano - e internazionale - attraverso l’utilizzo del Vocoder, rendendo la strofa della title-track, particolarmente accattivante, fino ai pezzi più hardcore come “Nu me fanno paura”.
Anche in questo album, i Sud scelgono alcuni featuring tra le file di giovani artisti caraibici che aggiungono un tocco molto fresco. Da Ms.Trinity sulla traccia “Lei è”, agli affermati gruppi vocali giamaicani dei TOK e Voicemail. Sebbene sia fondamentale rimanere al passo coi tempi, l’evoluzione negli arrangiamenti non snatura il groove e l’impronta anni ’90 sarà sicuramente gradita a molti ascoltatori, al fan e al neofita. Così il passaggio da un ritmo solare e più spensierato a un tema difficile e spinoso, per dei veterani del mestiere come i Sud Sound System, avviene in modo delicato, ma sempre molto efficace.
È il caso del viaggio della speranza verso Lampedusa per migliaia di clandestini, cantata dai Sud in combination con il grande singer giamaicano Luciano, su una base afro-caraibica dal sapore agrodolce. E quello che già si prospetta come un inno per il pubblico dei Sud Sound System s’intitola “Casa mia”, uno spaccato sulla responsabilità di chi devasta la loro terra e su una necessaria presa di coscienza
“Maledetti ddrhi pacci ed ignoranti c’avvelenanu la terra mia/Nun me ne fazzu nienti de li sordi uesci ieu mangiu frise, rape, ciceri e tria/Per sempre Maledetti politici e corrotti ca sta sfruttanu la terra mia/Ma tratti comu schiavo cu pane avvelenatu ma pe li fiji mei nu me innu chiui”. “Casa Mia”
Le sfumature che riescono a cogliere i Sud Sound System sono ancora una volta moltissime. “ULTIMAMENTE” è un album forte nei contenuti, che offre una nuova chiave di lettura. Non solo precariato e politici corrotti, ma anche una situazione generale, mutata negli anni, che genera insicurezza fisica, insicurezza d’animo, mancanza di punti di riferimento.
www.sudsoundsystem.eu
Tracklist
1)Segnu te riconoscimentu
2)Keep on Moving feat T.O.K.
3)Bisogno D'Amore
4)Casa Mia
5)Vivo
6)Lei e' Feat Ms.Triniti
7)Lu Mare Una Taula
8)Chissà se
9)Nu Me Fanno Paura
10)Ultimamente
11)Lampedusa feat Luciano
12)Ene Cussi
13)Rabbia in citta'
14)Cane Ssetu
15)Nella notte feat Ely
16)When the music hit feat VoiceMail
Bob Marley Ebook e foto
"DA TRENCHTOWN A THE KING OF REGGAE", E-BOOK OMAGGIO IN ONORE DI BOB
http://www.lulu.com/product/ebook/da-trenchtown-a-the-king-of-reggae/10910474
http://www.blackarchives.it/search.php?search=bob+marley#
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Reggae Radio Station 9 Maggio 2010
Every Sunday night Vitowar spinning the best in jamaican music From 11.30 P.M to 06.30 .M.
[raina] –radio
[good vibe styla & elijah prophet] – haffy go
[good vibe styla] – start encognize
[good vibe styla] – cause i like it
[pablo moses] – born to be bad
[roots foundation] – reggae music
[damian marley & nas] – land of promise
[sud sound system] – casa mia
[gamba the lenk] – serata milanese
[gamba the lenk] – se il mondo da pull up
[richie spice] – legal
[peter hunningale] – african tears
[gamba the lenk] - rapina
[gamba the lenk] - cioccolato
[tanya stephens] – luv at first grind
[various]- brighter day riddim medley
[leftside] – dem gyal deh
[trinity & vybez kartel] – lockdown
[burro banton] – clear air clear country
[gappy ranks] – longtime
[movado] – gal ova gun
[raina] - lire
[sud sound system] – bisogno d’amore
http://rapidshare.com/files/385722503/9_maggio_2010.mp3
http://www.zshare.net/audio/75924508b31b59aa/
http://www.megaupload.com/?d=Y2N0K1VB
[raina] –radio
[good vibe styla & elijah prophet] – haffy go
[good vibe styla] – start encognize
[good vibe styla] – cause i like it
[pablo moses] – born to be bad
[roots foundation] – reggae music
[damian marley & nas] – land of promise
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[gamba the lenk] – serata milanese
[gamba the lenk] – se il mondo da pull up
[richie spice] – legal
[peter hunningale] – african tears
[gamba the lenk] - rapina
[gamba the lenk] - cioccolato
[tanya stephens] – luv at first grind
[various]- brighter day riddim medley
[leftside] – dem gyal deh
[trinity & vybez kartel] – lockdown
[burro banton] – clear air clear country
[gappy ranks] – longtime
[movado] – gal ova gun
[raina] - lire
[sud sound system] – bisogno d’amore
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lunedì 10 maggio 2010
Il mio Bob Marley
Quando un'amico nel '74 mi fece ascoltare Natty Dread non lo apprezzai subito, venivo da anni di ascolti psichedelici, avevo le orecchie foderate di schitarrate, Jimi Hendrix, il blues, le novità del rock contaminato col jazz, col folk, con la classica, Frank Zappa e il suo immenso genio dissacrante, erano stati anni molto creativi e la fame musicale andava di pari passo con le lotte per i diritti civili, il movimento hippy era finito e di conseguenza anche le speranze per la legalizzazione della marijuana di cui Bob fu paladino, eppure quella musica in levare ad un primo ascolto non mi prendeva più di tanto, e dire che l'esplorazione di musiche etniche sparse per il pianeta era iniziata da tempo, ascoltavo registrazioni sul campo fatte in Burundi, Costa d'avorio, Algeria, Vietnam, India, Bali ecc... quindi essendo sempre alla ricerca della vibrazione cosmica mi misi d'impegno ed iniziai ad approfondire l'ascolto di questa musica caraibica che prendendo origine dal mento e dal calypso, dallo ska e dal rocksteady miscelata col rhythm and blues si stava diffondendo per il mondo e lentamente gustai quel battito che ancora accompagna le mie giornate a livelli maniacali.
Ormai abituati alla scarsa informazione che girava si cercava ovunque di raccogliere notizie e musica, quando uscì il Live si consolidò la passione per il tipo di musica e per il messaggio di pace e amore che sprigionava e la lotta dei diseredati del mondo aveva il suo profeta. Si andava alla ricerca degli altri artisti reggae e col tempo si scopriva che Bob era già in giro da parecchio, che Peter Tosh era stato con lui agli inizi, che i Rasta stavano diffondendosi sul pianeta. Alcuni amici portavano novità dall'Inghilterra e fino agli anni '80 si faticava a trovare tutta quella moltitudine di interpreti che invase la scena musicale.
Entrò nei nostri cuori e divenne una guida, i suoi dreadlocks lo rendevano ancora più imponente, i dischi che uscivano erano capolavori che ci facevano danzare, e molti artisti rock iniziarono a comporre reggae, dai Rolling Stones a Lou Reed, da Patti Smith ai Police. Di nuovo avevamo una speranza ed anche la mia profezia di veder un giorno nascere una nuova corrente musicale dall'Africa in parte si realizzò, non era proprio dall'Africa ma comunque da un paese del cosidetto terzo mondo, Giamaica terra di legni e di acque (Xamaica), dove gli indiani Arawak furono sterminati dai colonialisti che inesorabilmente andavano a rimpiazzare la forza lavoro con gli schiavi africani.
Nell'estate del '79, andando in vacanza per isole greche, al Pireo mentre si bivaccava nei giardini del porto trovammo la copertina di Kaya che esibivamo come bandiera delle nostre basi, ovunque riecheggiavano le note delle sue canzoni, come in quella discoteca di Syros dove approdammo sentendo da lontano quella vibrazione ipnotizzante, ad Amorgos isola magica senza corrente elettrica ci ritrovammo con la luna piena ad intonare no woman no cry in un coro di venti esseri estasiati, accompagnati da una chitarra. Bob era la colonna sonora della nostra vita e il reggae si era insinuato in tutti quelli che si abbeveravano alla vibrazione cosmica ed il sogno di vederlo in concerto si avverò, gli stadi di Milano e Torino avrebbero celebrato l'evento a fine giugno dell'80.
Mai avevo atteso una star in quel modo, non era solo musica e non era il solito messaggio che già altri menestrelli avevano cantato, Bob Marley andava oltre, pregno di spiritualità e con il joint fumante, ecco Babylon solo quello sottolineava e noi a combattere come soldati di Jah.
All'una del pomeriggio io e Laura, che sposerò anni dopo, entrammo senza biglietto nel prato di San Siro, già mezzo pieno, il palco era molto alto, non eravamo vicini purtroppo ma ad una buona distanza, l'attesa spasmodica ebbe la colonna sonora di altri artisti tra cui il bluesman romano Roberto Ciotti che si era fumato un pò di quell'afgano che avevo per l'occasione, ma non vedevamo l'ora che apparisse Bob.
Quando finalmente i Wailers intonarono le prime note accompagnando le canzoni delle I Threes l'atmosfera divenne magica, il reggae ti entrava dentro, il suono potente, sinuoso, tipico di quella musica mi inebriava, avevo i brividi, la pelle d'oca, un'emozione intensa e quando cominciò l'introduzione che inneggiava Marley! Marley! Marley! e apparve, fu ancora più forte e l'urlo liberatorio dei centomila si elevò al cielo, era tra noi per salvarci da Babylon! Avevo le lacrime agli occhi, le stesse che mi accompagnarono per i due anni successivi alla sua morte tutte le volte che risentivo quel concerto che degli amici avevano registrato.
Come potevo resistere all'impatto emotivo che sprigionavano Natural Mystic, Positive Vibration, War, Zimabwe, Zion Train, Get Up Stand Up che vide la luna ergersi sullo sfondo, risentire quel concerto quando Bob non c'era più era straziante; ascoltavo qualsiasi canzone di Bob senza problemi, ma quel live mi procurava un pianto impossibile da trattenere.
Quando il concerto terminò volevo andare anche a Torino ma con Laura avevamo programmato una partenza per le Cinque Terre e sul treno che la notte stessa ci portava in zona, in compagnia di altri ragazzi reduci dall'evento, le mie insistenze per andare da Bob non si esaudirono.
Le notizie sul cancro di Bob non arrivavano che in modo frammentario, l'informazione non è mai stata quello che dovrebbe essere, quando morì la disperazione ci pervase ma grazie alla sua forza diffondemmo il verbo per il pianeta.
Capimmo sempre meglio, studiando la materia, cos'era il movimento rasta e cos'era il reggae e centinaia di artisti riempirono le nostre esistenze, per il globo si era diffusa la positive vibration.
Nell'87 e nell'88 andammo in Giamaica ed i pellegrinaggi a Nine Miles ed alla Tuff Gong furono intensi, piansi sulla pietra dipinta di rosso,giallo e verde in quella livida giornata nelle hills, dove lasciai copia del concerto milanese, allora inedito per il mondo, ne lasciai una copia anche ad un baracchino sulla spiaggia di Negril, ma in entrambi i casi non sembravano particolarmente entusiasti della cosa, ma questa è un'altra storia, la storia dell'umanità che vaga nel buio di Babylon, che confusa perde di vista l'essenza.
Nel corso degli anni e poi con l'avvento di internet la conoscenza si è approfondita, articoli, libri, concerti, ho cercato di raccogliere ogni nota, ogni immagine con Bob protagonista e sentire le prove, lo sviluppo del lavoro per arrivare a creare i capolavori che ci ha lasciato è un'avventura appassionante, vedere interviste e Bob in azione è sempre un'emozione che rende la vita migliore.
Quando Nine Miles vide schiudersi gli occhi di Robert Nesta Marley era il 6 febbraio del 1945, la Giamaica allora respirava ancora i fumi del colonialismo e trovarsi mulatti per i vicoli di Kingston a quell’epoca era un ulteriore ostacolo per la tranquilla evoluzione di un essere di madre terra.Non fu una vita facile per Bob, abbandonato dal padre prima ancora di nascere e lontano dalla madre da bambino quando Cedella andò in città a trovare di che sopravvivere, il villaggio di Rhoden Hall non vedeva di buon occhio la relazione tra Norval Sinclair Marley, giamaicano bianco di discendenza inglese nato nel 1895 e la diciottenne Cedella Booker.
«Io non ho pregiudizi contro me stesso. Mio padre era bianco e mia madre era nera. Mi chiamano mezza-casta, o qualcosa del genere. Ma io non parteggio per nessuno, né per l'uomo bianco né per l'uomo nero. Io sto dalla parte di Dio, colui che mi ha creato e che ha fatto in modo che io venissi generato sia dal nero che dal bianco.»
Bob a 12 anni raggiunge la madre a Trenchtown, sono anni duri nei sobborghi degradati di Kingston, la violenza e i crimini dei rude boys che sbandati vanno contro il sistema sono la normalità, vittima di episodi di bullismo a causa della sua bassa statura e del suo sangue misto imparò ad autodifendersi e per la sua forza venne soprannominato Tuff Gong.
Lasciata la scuola a 15 anni lavora come fabbro/saldatore, l’iniziazione musicale avviene da parte del grande amico Neville O'Riley Livingston, "Bunny" per gli amici, che vive con suo padre e i suoi otto fratelli vicino a Bob e sua madre. Bunny lo introduce alla musica e al canto, partecipano insieme a canti religiosi, gli fa ascoltare i successi Rhythm & Blues del momento alla radio, costruisce una chitarra primitiva da una corteccia intagliata, un manico di bambù per l'impugnatura e dei fili elettrici come corde.
Bob e Bunny suonavano con Joe Higgs, un cantante locale Rasta, da molti ritenuto suo mentore e durante una jam session avviene l’incontro con Peter McIntosh.
Nel 1962 Bob pubblica i suoi primi due singoli, Judge Not e One Cup of Coffee, con il produttore Leslie Kong.
Nel 1963 Bob Marley, Bunny Livingston, Peter McIntosh, Junior Braithwaite, Beverley Kelso e Cherry Smith fondarono un gruppo ska e rocksteady chiamato "The Teenagers". Più tardi il nome fu cambiato in "The Wailing Rudeboys", quindi in "The Wailing Wailers" e infine in "The Wailers"; nel 1966 Braithwaite, Kelso e Smith lasciarono la band.
Marley leader del gruppo canta e scrive la maggior parte dei testi, il primo singolo Simmer Down con l’accompagnamento degli Skatalites, prodotto da Coxsone Dodd allo Studio One, raggiunse l'apice delle classifiche Giamaicane nel 1964 e i Wailers vennero proposti come miglior gruppo nazionale. Aiutando Coxsone a istruire i nuovi cantanti conosce le Soulettes, tra cui milita la cubana Alpharita Costantia Anderson “Rita” che inciderà in duetto Oh My Darling.
Nel febbraio del 1966 Bob sposa Rita, da lei ha avuto tre dei suoi tredici figli (due adottati dalla precedente relazione di Rita, tre avuti con la stessa, e altri 8 con altre donne), tutti che continuano la tradizione della musica del padre con notevole successo.
Dopo il matrimonio la coppia si trasferisce per alcuni mesi nella residenza della madre Cedella a Wilmington, nel Delaware dove Bob lavorerà alla Chrysler. Quando torna in Giamaica aderisce al movimento Rastafariano, che nato alla fine degli anni '20 vide la profezia delle sacre scritture predicata da Marcus Mosiah Garvey (1887-1940) realizzarsi con l'incoronazione ad Imperatore d'Etiopia nel 1930 di Haile Selassie I, 225° discendente di Re Salomone e della Regina di Saba, riconosciuto come il Cristo nella Sua Seconda Venuta.
Dopo un litigio con Dodd, Bob, Peter e Bunny si uniscono alla band di Lee "Scratch" Perry, The Upsetters, la collaborazione che durerà meno di un anno viene ritenuta fondamentale per la carriera di Marley e la produzione migliore dei Wailers prenderà forma in questo periodo, Bob e Lee si separarono dopo una disputa sui diritti di registrazione, ma rimasero amici e lavorarono ancora insieme, gli Upsetters Carlton e Aston Barrett entrarono a far parte della leggenda.
Sono anni intensi, produttori e case discografiche che si susseguono, Bob sente che deve far uscire dall'isola quella vibrazione che nei '70 invaderà il mondo.
Nel 1967 la band creò una propria etichetta, la Wail'N Soul'M Record che chiuse i battenti dopo pochi mesi, il primo singolo fu Bend Down Low/Mellow Mood.
Tra il 1968 e il 1972 Bob, Rita, Peter e Bunny registrarono una riedizione di alcune vecchie canzoni per la JAD Records prodotti da Danny Sims, più di 200 pezzi, tra cui Selassie Is The Chapel scritta negli anni ‘20 da Artie Glenn, registrata nel 65 da Elvis Presley e adattata ora da Mortimer Planno, leader rasta, guida per Bob e accompagnatore ufficiale di Hailè Salessie durante la visita in Giamaica. A Little Prayer scritta e cantata da Planno era il lato b di questo 45 giri stampato in 26 copie di cui 12 spedite in Etiopia. Nell'estate 1971 Marley accetta l'invito di Johnny Nash di raggiungerlo in Svezia per collaborare alla composizione di una colonna sonora, in una camera d’albergo vibra un medley acustico che vedrà luce nel ‘92 nel box di 4 cd Songs of Freedom.
Durante il soggiorno europeo Bob, che ha appena fondato l'etichetta Tuff Gong, firma per la CBS.
Nel dicembre 1971 Bob Marley si reca da Chris Blackwell della Island Records alla ricerca di un contratto discografico, che ottiene con un lauto anticipo di 8.000 sterline, Chris trascorse l’infanzia in Giamaica e nel 1959 fondò la casa discografica che trasferitasi a Londra divenne leader nelle produzioni rock, nel 64 produsse My Boy Lollipop che divenne un hit ska.
Tra il 65 e i primi anni 70 erano usciti gli album The Wailing Wailers, Soul Rebels, Soul Revolution, Soul Revolution Part II, The Best of The Wailers e African Herbsman ma fu nel 73 con Catch a fire registrato, confezionato e pubblicizzato pensando al pubblico rock che inizia il lancio planetario dei Wailers e la fama crescerà con dei tour di notevole successo in Inghilterra e negli Stati Uniti.
Nel 1974 esce Burnin che conteneva "I Shot the Sheriff" di cui Eric Clapton produsse una cover contribuendo ad aumentare la popolarità internazionale di Bob Marley.
Nello stesso anno i Wailers si sciolgono, Bob, Peter e Bunny, personalità forti, ognuno con le sue caratteristiche preferiscono continuare da solisti.
Bob Marley & the Wailers ovvero Carlton e Aston Barrett, detto "Family Man", rispettivamente alla batteria e al basso, Junior Marvin e Al Anderson alla chitarra, Tyrone Downie ed Earl Lindo detto "Wya" alle tastiere, Alvin Patterson "Seeco" alle percussioni, le "I Threes" Judy Mowatt, Marcia Griffiths e Rita all'accompagnamento vocale nel 1975 irrompono sul mercato internazionale con il primo storico singolo, "No Woman, No Cry", dall'album Natty Dread.
Live! pubblicato nel 1975 documenta il concerto al Lyceum di Londra con la più conosciuta versione di No Woman No Cry, inserita poi nella raccolta Legend.
Nel 1976 Rastaman Vibration rimase quattro settimane nella top ten di Billboard Charts negli Stati Uniti, del disco faceva parte War il cui testo era tratto dal discorso tenuto alle Nazioni Unite nel 1963 da Haile Selassie.
"Finché il colore della pelle di un uomo non avrà più valore del colore dei suoi occhi; finché i diritti umani fondamentali non saranno ugualmente garantiti a tutti, senza distinzione di razza; fino a quel giorno, il sogno di una pace duratura, la cittadinanza del mondo e le regole della morale internazionale resteranno solo una fuggevole illusione, perseguita e mai conseguita."
Nel dicembre 1976, due giorni prima di "Smile Jamaica" un concerto organizzato dal primo ministro della Giamaica, Micheal Manley, allo scopo di alleggerire le tensioni tra i due gruppi politici in guerra, Bob, la moglie Rita e il loro manager Don Taylor vengono assaliti da un gruppo armato nella residenza di Bob. Taylor e Rita riportarono ferite gravi, Bob riportò solo delle ferite lievi al petto e al braccio. Si ritiene che tale attacco fosse stato causato da motivi politici, essendo visto il concerto come un modo di sostenere il primo ministro Manley.
Il concerto si tenne e quando a Bob fu chiesto perché avesse cantato quella sera rispose: "Perché le persone che cercano di far diventare peggiore questo mondo non si concedono un giorno libero... Come potrei farlo io?!"
Il concerto si tenne e quando a Bob fu chiesto perché avesse cantato quella sera rispose: "Perché le persone che cercano di far diventare peggiore questo mondo non si concedono un giorno libero... Come potrei farlo io?!"
Bob si trasferì in Inghilterra dove registrò gli album Exodus e Kaya usciti nel 77 e 78. Exodus rimase nelle classifiche inglesi 56 settimane consecutive, vent’anni dopo la rivista Time lo nominò miglior album del 20° secolo.
In Inghilterra, Marley fu arrestato per possesso di piccole quantità di cannabis, mentre viaggiava verso Londra.
Nel luglio 1977 gli fu diagnosticato un melanoma maligno a un alluce a seguito di un’infortunio durante una partita di calcio, ma rifiutò le cure anche per l’osservanza del Rastafarianesimo secondo cui il corpo umano deve rimanere "integro". Nel 1978 esce Babylon By Bus un doppio vinile dal vivo che documenta un altro trionfale tour .
Bob Marley organizza un nuovo concerto politico in Giamaica, One Love Peace Concert, sempre nel tentativo di riappacificare le due fazioni politiche. Lo storico evento vide Bob invitare sul palco i due leader rivali Michael Manley ed Edward Seaga a stringersi la mano, riceve dalle Nazioni Unite la medaglia per la pace del terzo mondo.
Nel 1979 fu prodotto Survival, album ricco di testi politici, canzoni come Zimbabwe, Africa Unite, Wake Up and Live e Survival raccontavano delle sofferenze dei popoli africani.
Il tour di quell’anno toccherà anche Giappone, Nuova Zelanda e Australia, il 21 luglio 1979 i Wailers partecipano all'Amandla Festival tenuto allo stadio di Harvard a Boston per sostenere la lotta all'apartheid in Sudafrica undici anni prima che Mandela fosse liberato dalla prigionia.
A coronamento del tutto l’Africa conoscerà il suo paladino e nel gennaio del 1980 Bob viene invitato dal re del Gabon a tenere un concerto a Libreville, in seguito il 18 e 19 aprile si terranno quelli storici per le celebrazioni dell’indipendenza dello Zimbabwe.
Nel 1980 il disco Uprising segna la fine della produzione di Bob Marley. Si tratta di un disco pregno di significato religioso, che contiene singoli come Forever Loving Jah e Redemption Song in cui Bob canta “Emancipate yourselves from mental slavery, no one but ourselves can free our minds” parole di Marcus Garvey. Il cancro nel frattempo si estese dall'alluce destro al cervello, ai polmoni, al fegato e allo stomaco. Dopo aver concluso una trionfale tournée estiva in Europa suonando anche in Italia (100.000 spettatori allo Stadio Meazza di Milano il 27 giugno 1980 e 60:000 a Torino il giorno dopo) Marley tornò negli USA e portò a termine le prime date e dopo i concerti del 19 e 20 settembre al Madison Square Garden di New York ebbe un collasso facendo jogging al Central Park. Il 23 settembre 1980 Bob tenne il suo ultimo concerto allo Stanley Theater a Pittsburgh, il gruppo accellerò leggermente i pezzi temendo che non arrivasse alla fine. Per un mese seguì la chemioterapia all’ Ospedale Sloan Kettering Center, nel giro di una settimana aveva perso 12 chili e i suoi capelli avevano cominciato a cadere. Un pomeriggio in hotel il suo cuoio capelluto bruciava così tanto che si era tolto i dreadlocks con le mani, i medici pronosticarono che dalla morte non lo separava più di un mese.
Il 4 novembre 1980, batezzato col nome di Berhane Selassie, diventa membro della chiesa ortodossa etiope.
Bob partì per Monaco in Germania per un consulto medico dal dottor Josef Issels, un ex ss nazista specializzato nel trattamento di malattie in fase terminale, nei primi mesi di cure migliorò considerevolmente e fu anche in grado di giocare a calcio, fece lunghe passeggiate in montagna ma poi non ci fu più speranza. L’ulteriore peggioramento sul volo di ritorno dalla Germania verso la Giamaica determinò la deviazione su Miami, dove Bob venne ricoverato presso il Cedar of Lebanon Hospital dove morì la mattina dell'11 maggio 1981. Le ultime parole di Bob furono rivolte al figlio Ziggy Marley: "Money can't buy life".
In ottobre uscì Changes are con registrazioni inedite effettuate tra il 67 ed il 72.
Bob Marley ricevette funerali di stato in Giamaica, con elementi combinati dei riti delle tradizioni dell'ortodossia etiopica e Rastafari. Fu sepolto in una cappella vicino al suo luogo di nascita, insieme alla sua Gibson Les Paul "Solid Body", il suo pallone da calcio, una pianta di marijuana, un anello che indossava ogni giorno, donatogli dal principe etiope Asfa Wossen e una Bibbia, la madre di Bob affermò che l'anello era tornato in Etiopia. Un mese dopo i funerali, fu riconosciuto a Bob Marley il Jamaican Order of Merit.
Bob Marley morì senza fare testamento il che comportò alcuni problemi legali dovuti anche ad un falso testamento messo in giro da Rita che non sempre ha mostrato limpidezza pur essendo una gran donna.
Nel 1983 esce un album postumo dal titolo Confrontation che contiene la celebre Buffalo Soldier e viene pubblicato In The Beginning, interessante raccolta di incisioni del periodo 67-72 con inediti.
Nel 1984 la raccolta Legend divenne uno dei dischi più venduti al mondo, continuano ad uscire cofanetti, raccolte, deluxe edition, rimasterizzati che ogni tanto contengono inediti, versioni alternate, edizioni di antichi 45 giri oltre ad alcuni concerti e la discografia è sempre una jungla.
Nel 1991 l’album Talkin' Blues contiene registrazioni dal vivo e in studio con pezzi dell’ottobre 73 alla radio KSAN-FM di San Francisco e frammenti di interviste alla radio giamaicana del 75.
Nel 1994 viene inserito nella Rock and Roll Hall of Fame.
Nel 2001 Bob Marley è stato insignito del premio Grammy alla carriera, la BBC elegge "One Love" canzone del millennio e viene ricordato con una stella sulla Walk of fame a Holliwood.
Nel 2006 la città di New York ha nominato una porzione di Church Avenue che va da Ramsen Avenue alla novantottesima strada, nell'East Flatbush di Brooklyn, Bob Marley Boulevard.
Nel 2007 le autorità ecclesiastiche dell'isola hanno deciso che accanto ai testi degli inni religiosi d'ora in poi nelle chiese anglicane giamaicane si troveranno anche le canzoni di Bob Marley e Peter Tosh.
Molti i riconoscimenti, i tributi e le feste che il pianeta dedica a questo straordinario piccolo grande uomo, è considerato dal suo popolo una guida spirituale e ogni 6 febbraio in Giamaica vi è una festa nazionale in suo onore.
Diverse uscite video, prima in videocassette ed in seguito in dvd, hanno rivelato con le immagini ancora meglio la grandezza di Marley, ottimi i documentari Carribean Night e Rebel Music corredati anche da interviste, e Catch a fire che ripercorre la realizzazione dell’album omonimo, imperdibili Live at the Rainbow che documenta il grande concerto del 77, Live at Santa Barbara County Bowl 79 e Time Will Tell che contiene varie apparizioni tra cui quella nello Zimbabwe, da non dimenticare comunque Legend, Reggae Sunsplash del 79 con esibizioni anche di Burning Spear, Third World e Tosh, Heartland Reggae (One Love Peace Concert) con Jacob Miller, Dennis Brown e Tosh tra gli altri, Bob Marley Live In Concert il film di Stefan Paul è incentrato sullo show di Dortmund del 1980 più qualche ripresa del Sunsplash e dei funerali.
Innumerevoli i libri, anche fotografici usciti nel mondo, in tempi recenti anche quelli della madre Cedella e della moglie Rita, un'eccellente fonte di informazioni su Bob Marley come uomo, sulla sua religione, la sua musica e il movimento legato a lui si trova nel libro di Timothy White, Catch a Fire.
Altro testo fondamentale per conoscere la districata discografia è Bob Marley and the Wailers: The Definitive Discography di Roger Steffens grande collezionista e archivista di reggae.
Con la comparsa di internet hanno iniziato a circolare registrazioni audio e video inedite e si spera sempre in stampe ufficiali e di buona qualità, i siti che parlano di Bob sono infiniti, fans scrupolosi redigono elenchi di registrazioni, foto, articoli che hanno contribuito ad approfondire il lavoro e la vita di Marley.
Un posto speciale al BobMarleyMagazine http://www.bobmarleymagazine.com/ creato nel 2000 da Ivan Serra e Marco Virgona a cui ultimamente si è affiancato Davide “Rastapax, collaboratore di Rasta Snob, storica rivista reggae, sito che è cresciuto diventando popolare nel mondo per l’appassionato forum e per le rarità che raccoglie.
Citare tutte le fonti sarebbe arduo, navigando ci si perde, eccone alcune da cui ho attinto per completare le notizie:
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