sabato 9 novembre 2013
mercoledì 6 novembre 2013
Soul Shakedown Party 5 novembre 2013
Una delle più belle tunes del debutto in CD di Jah9
Nuova combination per Kayla Bliss e Tarrus Riley su Xterminator
Tra le cantanti prodotte da Rory Gilligan di Stone Love c'è la giapponese MachacoBellissimo ritmo Goldcup chiamato Lola: Treson e Ras Ijah/Khari Kill
Sempre su Golcup una nuova combination Ras Ijah/Qshan Deya Bellissimo nuovo CD per Luciano
Due tracce dell'ottimo Clinton Fearon di recente in Italia alla Apulian Reggae AcademyBellissima roots tune di Cedric Myton prodotta da Mad Professor
Ottimi suoni roots dal nuovo jamaican singer Kazam Davis
I Octane e Junior Reid/Chuck Fenda sul nuovo ritmo roots prodotto da John JohnUn bel trombone cut di Matic Horns prodotto da Mafia & Fluxi
Nuovi lavori per Perfect Giddimani e Kabaka PyramidNovità dall'Italia per Giallo Man e Radici Nel Cemento
Super roots d'annata nel finale: Johnny Clarke, Junior Delgado, Augustus Pablo, Beshara, Misty In Roots, Gladiators, Royals, Linton Kewsi Johnson...
http://www.piertosi.com/sounds/media56.mp3
http://www.piertosi.com/sounds/media56.zip
http://www.piertosi.podomatic.com
Nuova combination per Kayla Bliss e Tarrus Riley su Xterminator
Tra le cantanti prodotte da Rory Gilligan di Stone Love c'è la giapponese MachacoBellissimo ritmo Goldcup chiamato Lola: Treson e Ras Ijah/Khari Kill
Sempre su Golcup una nuova combination Ras Ijah/Qshan Deya Bellissimo nuovo CD per Luciano
Due tracce dell'ottimo Clinton Fearon di recente in Italia alla Apulian Reggae AcademyBellissima roots tune di Cedric Myton prodotta da Mad Professor
Ottimi suoni roots dal nuovo jamaican singer Kazam Davis
I Octane e Junior Reid/Chuck Fenda sul nuovo ritmo roots prodotto da John JohnUn bel trombone cut di Matic Horns prodotto da Mafia & Fluxi
Nuovi lavori per Perfect Giddimani e Kabaka PyramidNovità dall'Italia per Giallo Man e Radici Nel Cemento
Super roots d'annata nel finale: Johnny Clarke, Junior Delgado, Augustus Pablo, Beshara, Misty In Roots, Gladiators, Royals, Linton Kewsi Johnson...
http://www.piertosi.com/sounds/media56.mp3
http://www.piertosi.com/sounds/media56.zip
http://www.piertosi.podomatic.com
Cannabis: quei miliardi regalati alle mafie
di Chicco Testa
Diversi decenni di politiche proibizioniste nei confronti della produzione, del commercio e del consumo di droghe hanno prodotto un vincitore assoluto: il narcotraffico. Miliardi di dollari (e di euro) sono finiti nelle tasche dei trafficanti di tutto il mondo, mettendo a loro disposizione somme ingenti di denaro contante, che sono state reinvestite in molteplici attività economiche. Un pozzo di San Patrizio, creato da stupide leggi. E c’è un perdente altrettanto chiaro.
Gli Stati di tutto il mondo che hanno investito, senza successo, altre ingenti somme nelle politiche repressive. Una buona parte delle forze di polizia sono obbligate, a fronte di delitti ben più gravi e socialmente pericolosi, ad impiegare uomini, tempo e strutture in una vana opera repressiva. Negli Usa, fino a ieri gli ispiratori della repressione su scala mondiale, si calcola che almeno cento milioni di americani abbiano fatto uso di marijuana. Compresi gli ultimi tre presidenti! Eppure alle loro e nostre spalle vi è la storia del proibizionismo e dell’inutile lotta ingaggiata all’epoca dalla polizia americana, conclusasi, questa sì, con la sconfitta dei trafficanti: grazie all’abolizione del proibizionismo stesso.
Sembra difficile negare che alcol (e tabacco) producano danni fisici e dipendenze ben più gravi di molte droghe. Ma gli Stati hanno giustamente preferito venire a patti con queste tipologie di “droghe”, lasciando all’individuo e al suo libero arbitrio la decisione di come farne uso e utilizzando i consumatori come fertili vacche da mungere fiscalmente. Ma a forza di registrare fallimenti e arricchire le narcomafie qualche brusca inversione di tendenza comincia a farsi largo. Almeno per quanto riguarda le sostanze percepite come meno impattanti. Le cosiddette droghe leggere, marijuana in primo luogo, consumata in maniera casuale da milioni di persone anche in Italia. In Europa circa tre milioni di persone la consumerebbero giornalmente (European Drug Report).
Negli Usa, per esempio, Maine, Vermont, Montana, Colorado, California, Nevada Washington, Oregon, New Jersey, Rhode Island, Michigan, New Mexico, Alaska e Hawaii ne consentono l’uso medico, compresa la cura dell’insonnia. Idem in Canada. In alcuni di questi Stati il consumo è permesso anche a scopo ricreativo ed un’altra decina di Stati sta per passare legislazioni simili. Il volume d’affari della marijuana “legale” è valutato in circa 1,5 miliardi di dollari, in crescita fino a 6 miliardi, dopo che altri popolosi Stati si sono aggiunti. Tutti soldi sottratti alle mafie. Alcuni centri di ricerca hanno stimato che il risparmio complessivo per gli Usa potrebbe aggirarsi intorno ai 13 miliardi di dollari, fra spese risparmiate dalle operazioni di repressione e ricavi fiscali. Senza contare, ancora una volta, la quota di business sottratta alla criminalità. Né trattasi di politiche solo americane. L’Uruguay ha passato una legislazione molto liberale ed addirittura ha fissato il prezzo di 1 grammo di cannabis a 2,5 dollari con lo scopo di battere il mercato illegale. La Colombia si appresta a fare lo stesso ed il presidente del Messico riconosce il completo fallimento delle vecchie politiche e chiede un’alternativa “market oriented”. Tutto il Sudamerica guarda nella stessa direzione, dopo essere stato per anni spinto proprio dagli Usa verso politiche ultra-repressive, che hanno fatto decine di migliaia di morti e consegnato interi paesi alla criminalità.
La polizia inglese ha deciso, con l’appoggio del governo, di “lasciar perdere” di fronte al possesso di piccole quantità. E l’Italia? L’Italia aveva fino a pochi anni fa una legislazione un po’ più tollerante. Ma la necessità di fare la faccia feroce ha partorito la Fini-Giovanardi e fatto sì che su 64 mila detenuti totali ben 25 mila siano dentro per queste tipologie di reati. In compenso qualsiasi comico televisivo domanda ai suoi interlocutori con aria sbarazzina «cosa hai fumato questa mattina?». Fosse il caso di darci una mossa e tornare ad essere un Paese un po’ più tollerante?
http://espresso.repubblica.it/attualita/2013/11/04/news/cannabis-quei-miliardi-regalati-alle-mafie-1.139747
Diversi decenni di politiche proibizioniste nei confronti della produzione, del commercio e del consumo di droghe hanno prodotto un vincitore assoluto: il narcotraffico. Miliardi di dollari (e di euro) sono finiti nelle tasche dei trafficanti di tutto il mondo, mettendo a loro disposizione somme ingenti di denaro contante, che sono state reinvestite in molteplici attività economiche. Un pozzo di San Patrizio, creato da stupide leggi. E c’è un perdente altrettanto chiaro.
Gli Stati di tutto il mondo che hanno investito, senza successo, altre ingenti somme nelle politiche repressive. Una buona parte delle forze di polizia sono obbligate, a fronte di delitti ben più gravi e socialmente pericolosi, ad impiegare uomini, tempo e strutture in una vana opera repressiva. Negli Usa, fino a ieri gli ispiratori della repressione su scala mondiale, si calcola che almeno cento milioni di americani abbiano fatto uso di marijuana. Compresi gli ultimi tre presidenti! Eppure alle loro e nostre spalle vi è la storia del proibizionismo e dell’inutile lotta ingaggiata all’epoca dalla polizia americana, conclusasi, questa sì, con la sconfitta dei trafficanti: grazie all’abolizione del proibizionismo stesso.
Sembra difficile negare che alcol (e tabacco) producano danni fisici e dipendenze ben più gravi di molte droghe. Ma gli Stati hanno giustamente preferito venire a patti con queste tipologie di “droghe”, lasciando all’individuo e al suo libero arbitrio la decisione di come farne uso e utilizzando i consumatori come fertili vacche da mungere fiscalmente. Ma a forza di registrare fallimenti e arricchire le narcomafie qualche brusca inversione di tendenza comincia a farsi largo. Almeno per quanto riguarda le sostanze percepite come meno impattanti. Le cosiddette droghe leggere, marijuana in primo luogo, consumata in maniera casuale da milioni di persone anche in Italia. In Europa circa tre milioni di persone la consumerebbero giornalmente (European Drug Report).
Negli Usa, per esempio, Maine, Vermont, Montana, Colorado, California, Nevada Washington, Oregon, New Jersey, Rhode Island, Michigan, New Mexico, Alaska e Hawaii ne consentono l’uso medico, compresa la cura dell’insonnia. Idem in Canada. In alcuni di questi Stati il consumo è permesso anche a scopo ricreativo ed un’altra decina di Stati sta per passare legislazioni simili. Il volume d’affari della marijuana “legale” è valutato in circa 1,5 miliardi di dollari, in crescita fino a 6 miliardi, dopo che altri popolosi Stati si sono aggiunti. Tutti soldi sottratti alle mafie. Alcuni centri di ricerca hanno stimato che il risparmio complessivo per gli Usa potrebbe aggirarsi intorno ai 13 miliardi di dollari, fra spese risparmiate dalle operazioni di repressione e ricavi fiscali. Senza contare, ancora una volta, la quota di business sottratta alla criminalità. Né trattasi di politiche solo americane. L’Uruguay ha passato una legislazione molto liberale ed addirittura ha fissato il prezzo di 1 grammo di cannabis a 2,5 dollari con lo scopo di battere il mercato illegale. La Colombia si appresta a fare lo stesso ed il presidente del Messico riconosce il completo fallimento delle vecchie politiche e chiede un’alternativa “market oriented”. Tutto il Sudamerica guarda nella stessa direzione, dopo essere stato per anni spinto proprio dagli Usa verso politiche ultra-repressive, che hanno fatto decine di migliaia di morti e consegnato interi paesi alla criminalità.
La polizia inglese ha deciso, con l’appoggio del governo, di “lasciar perdere” di fronte al possesso di piccole quantità. E l’Italia? L’Italia aveva fino a pochi anni fa una legislazione un po’ più tollerante. Ma la necessità di fare la faccia feroce ha partorito la Fini-Giovanardi e fatto sì che su 64 mila detenuti totali ben 25 mila siano dentro per queste tipologie di reati. In compenso qualsiasi comico televisivo domanda ai suoi interlocutori con aria sbarazzina «cosa hai fumato questa mattina?». Fosse il caso di darci una mossa e tornare ad essere un Paese un po’ più tollerante?
http://espresso.repubblica.it/attualita/2013/11/04/news/cannabis-quei-miliardi-regalati-alle-mafie-1.139747
martedì 5 novembre 2013
Il business della Fini-Giovanardi e della Bossi-Fini
http://www.legalizziamolacanapa.org/?p=6809
Nell’ultimo decennio mentre Giovanardi e Serpelloni terrorizzavano la popolazione, criminalizzando e demonizzando la cannabis come fonte di ogni male, sono aumentate la criminalità organizzata e la corruzione, sono aumentati i consumi stessi di canapa e anche le spese per il recupero sociale.
Se si legalizzasse la cannabis sarebbero ben 6 milioni in meno circa, i possibili ‘clienti’ per questi avvoltoi delle comunità di recupero, anche se non tutti i centri, per fortuna, concordano con il metodo di San Patrignano e spesso si rifiutano di riempire le loro strutture di innocui consumatori di canapa, ai quali non saprebbero nemmeno quali psicoterapie applicare, visto che malati non sono…e nemmeno criminali.
Molti Sert e molte scuole, inoltre, non si ritrovano nei piani d’azione delle attuali politiche e respingono con forza i blitz ai danni di studenti alle fermate degli autobus e nelle classi, organizzati e voluti invece dal DPA, da sempre “braccio armato” della legge Fini-Giovanardi.
Sono circa 147.000, secondo i dati del DPA, i consumatori di cannabis presenti attualmente nelle comunità in alternativa al carcere (perchè ‘dietro le sbarre’ si muore di tubercolosi e si campa di stenti), persone che pur essendo semplici consumatori di cannabis accettano di dichiararsi spacciatori o tossicodipendenti solo per poter usufruire di sconti di pena prima e di alcuni benefici dopo, per poter uscire da quell’inferno che è la galera ed espiare le loro ‘colpe’ in un altro luogo che sperano essere più umano.
Altre decine di migliaia sono invece seguiti fuori dagli assistenti sociali e dai Sert, sono soprattutto minorenni che vengono accusati di piccoli reati legati al possesso di droghe leggere oltre la soglia minima consentita, o della coltivazione anche di una sola piantina di canapa.
Circuiti dove ogni diritto civile viene sospeso e soppresso, in nome di un fantomatico recupero sociale coatto e a vita.
Per ogni “ospite” le comunità percepiscono dei fondi dal sistema sanitario locale, si viene a creare così una micro società nella società, attraverso donazioni private di denaro, di cibo e di apparecchiature e con la creazione di laboratori dove vengono lavorate, a titolo gratuito, le produzioni agricole e manifatturiere di proprietà dei centri stessi, con il consenso dei politici di turno, perché più grande e ‘capiente’ è una comunità, più saranno i soldi che vi girano attorno e più potere otterrà chi la gestisce (vedi, per l’appunto, San Patrignano, i suoi finanziatori, le pellicce prodotte, l’allevamento di purosangue e via dicendo!).
E’ un business vero e proprio, che si alimenta con il lavoro quotidiano e gratuito, ma anche della paura e del dolore dei malcapitati e che approfitta delle debolezze e dei problemi della gente che vi incappa, sempre più spesso persone comuni, vittime di una legge criminogena che di recupero non avrebbero proprio alcun bisogno.
Questi discorsi valgono anche per i CIE, i centri di identificazione ed espulsione, che prendono dallo Stato cifre sostanziose, giornaliere, per ogni immigrato clandestino ‘ospitato’.
Le leggi gemelle, la Bossi-Fini e la Fini-Giovanardi, fanno quindi smuovere ingenti risorse economiche, sia negli ambiti legali che in quelli illegali, soldini che “in uscita” il nostro Paese non potrebbe permettersi e che di certo non servono a tamponare o a risolvere i fenomeni relativi, nè, tanto meno, a provvedere sul serio alla sussistenza e alla cura dei consumatori di sostanze stupefacenti o degli immigrati.
“La Fini-Giovanardi non si tocca”, tuonano i suddetti personaggi da San Patrignano …e “la Bossi-Fini non deve essere abrogata”, esclama poi l’attuale vicepremier, loro compagno di partito e complice di tante marachelle politiche, e tutti fanno leva sui timori dell’opinione pubblica, sugli istinti più bassi, perché alimentando le paure si ottengono i massimi risultati con i minimi sforzi, si ottiene controllo e abnegazione.
Lanciare una politica fondata sul terrorismo psicologico e sulla paura …e procedere poi con quella della soluzione e della rassicurazione, ha sempre funzionato e funziona ancora!
La volontà è di continuare a lasciare tutto così come è, perché in questo modo continuerebbero ad essere garantiti i guadagni che ci sono stati finora, e la malavita continuerebbe ad agire indisturbata, a proliferare e a “ringraziare a suo modo” certi personaggi.
E guarda caso ce ne sono alcuni che sembrano sentirsi molto coinvolti …i vari Giovanardi, Gasparri e compagnia bella, sembrano sguazzare in questo pantano, sempre pronti a difendere l’indifendibile, a cercare di raccattare voti da un bacino elettorale fatto di anziani pieni di pregiudizi, da evasori in odor di mafia, da razzisti o fascisti nostalgici, da gente poco informata (ignorante) e soprattutto spaventata da ciò che non conosce, facilmente suggestionabile… da quella parte di Italia, insomma, a causa della quale tutto rischia sempre, di rimanere esattamente com’è.
Perché nulla deve cambiare per loro …ma per noi sì!
Giovanni M. Valentina C. – ASCIA
Nell’ultimo decennio mentre Giovanardi e Serpelloni terrorizzavano la popolazione, criminalizzando e demonizzando la cannabis come fonte di ogni male, sono aumentate la criminalità organizzata e la corruzione, sono aumentati i consumi stessi di canapa e anche le spese per il recupero sociale.
Se si legalizzasse la cannabis sarebbero ben 6 milioni in meno circa, i possibili ‘clienti’ per questi avvoltoi delle comunità di recupero, anche se non tutti i centri, per fortuna, concordano con il metodo di San Patrignano e spesso si rifiutano di riempire le loro strutture di innocui consumatori di canapa, ai quali non saprebbero nemmeno quali psicoterapie applicare, visto che malati non sono…e nemmeno criminali.
Molti Sert e molte scuole, inoltre, non si ritrovano nei piani d’azione delle attuali politiche e respingono con forza i blitz ai danni di studenti alle fermate degli autobus e nelle classi, organizzati e voluti invece dal DPA, da sempre “braccio armato” della legge Fini-Giovanardi.
Sono circa 147.000, secondo i dati del DPA, i consumatori di cannabis presenti attualmente nelle comunità in alternativa al carcere (perchè ‘dietro le sbarre’ si muore di tubercolosi e si campa di stenti), persone che pur essendo semplici consumatori di cannabis accettano di dichiararsi spacciatori o tossicodipendenti solo per poter usufruire di sconti di pena prima e di alcuni benefici dopo, per poter uscire da quell’inferno che è la galera ed espiare le loro ‘colpe’ in un altro luogo che sperano essere più umano.
Altre decine di migliaia sono invece seguiti fuori dagli assistenti sociali e dai Sert, sono soprattutto minorenni che vengono accusati di piccoli reati legati al possesso di droghe leggere oltre la soglia minima consentita, o della coltivazione anche di una sola piantina di canapa.
Circuiti dove ogni diritto civile viene sospeso e soppresso, in nome di un fantomatico recupero sociale coatto e a vita.
Per ogni “ospite” le comunità percepiscono dei fondi dal sistema sanitario locale, si viene a creare così una micro società nella società, attraverso donazioni private di denaro, di cibo e di apparecchiature e con la creazione di laboratori dove vengono lavorate, a titolo gratuito, le produzioni agricole e manifatturiere di proprietà dei centri stessi, con il consenso dei politici di turno, perché più grande e ‘capiente’ è una comunità, più saranno i soldi che vi girano attorno e più potere otterrà chi la gestisce (vedi, per l’appunto, San Patrignano, i suoi finanziatori, le pellicce prodotte, l’allevamento di purosangue e via dicendo!).
E’ un business vero e proprio, che si alimenta con il lavoro quotidiano e gratuito, ma anche della paura e del dolore dei malcapitati e che approfitta delle debolezze e dei problemi della gente che vi incappa, sempre più spesso persone comuni, vittime di una legge criminogena che di recupero non avrebbero proprio alcun bisogno.
Questi discorsi valgono anche per i CIE, i centri di identificazione ed espulsione, che prendono dallo Stato cifre sostanziose, giornaliere, per ogni immigrato clandestino ‘ospitato’.
Le leggi gemelle, la Bossi-Fini e la Fini-Giovanardi, fanno quindi smuovere ingenti risorse economiche, sia negli ambiti legali che in quelli illegali, soldini che “in uscita” il nostro Paese non potrebbe permettersi e che di certo non servono a tamponare o a risolvere i fenomeni relativi, nè, tanto meno, a provvedere sul serio alla sussistenza e alla cura dei consumatori di sostanze stupefacenti o degli immigrati.
“La Fini-Giovanardi non si tocca”, tuonano i suddetti personaggi da San Patrignano …e “la Bossi-Fini non deve essere abrogata”, esclama poi l’attuale vicepremier, loro compagno di partito e complice di tante marachelle politiche, e tutti fanno leva sui timori dell’opinione pubblica, sugli istinti più bassi, perché alimentando le paure si ottengono i massimi risultati con i minimi sforzi, si ottiene controllo e abnegazione.
Lanciare una politica fondata sul terrorismo psicologico e sulla paura …e procedere poi con quella della soluzione e della rassicurazione, ha sempre funzionato e funziona ancora!
La volontà è di continuare a lasciare tutto così come è, perché in questo modo continuerebbero ad essere garantiti i guadagni che ci sono stati finora, e la malavita continuerebbe ad agire indisturbata, a proliferare e a “ringraziare a suo modo” certi personaggi.
E guarda caso ce ne sono alcuni che sembrano sentirsi molto coinvolti …i vari Giovanardi, Gasparri e compagnia bella, sembrano sguazzare in questo pantano, sempre pronti a difendere l’indifendibile, a cercare di raccattare voti da un bacino elettorale fatto di anziani pieni di pregiudizi, da evasori in odor di mafia, da razzisti o fascisti nostalgici, da gente poco informata (ignorante) e soprattutto spaventata da ciò che non conosce, facilmente suggestionabile… da quella parte di Italia, insomma, a causa della quale tutto rischia sempre, di rimanere esattamente com’è.
Perché nulla deve cambiare per loro …ma per noi sì!
Giovanni M. Valentina C. – ASCIA
lunedì 4 novembre 2013
Reggae Radio Station 3 novembre 2013
CAPLETON – H.I.M.
PROTOJE – I & I
PROTOJE – this is not marjuana song
CHRONIXX – here come trouble
CHRONIXX – smile jamaica
JAH 9 – streamers a bubble
KAISHA LEE – light small rise
ROOTS QUEEN – fly whith me
MIRIAM MAKEBA – pata pata
VARIOUS – rasta road
VARIOUS – sweet aroma medley
DUB INC – partout dans ce monde
DUB INC – revolution
MOVADO – whe dem a do (MC Remix)
K MORE – ride with me remix
RDX – for you
VYBZ KARTEL – business
LUSTAH – galliluyah
CHAM & DAMIAN MARLEY – fighter
BUSY SIGNAL & MILLION STYLEZ – as mi foward
ELEPHANT MAN – turn around
MR VEGAS – give to har
MR VEGAS & FLOURGON – we party
PROTOJE – I & I
PROTOJE – this is not marjuana song
CHRONIXX – here come trouble
CHRONIXX – smile jamaica
JAH 9 – streamers a bubble
KAISHA LEE – light small rise
ROOTS QUEEN – fly whith me
MIRIAM MAKEBA – pata pata
VARIOUS – rasta road
VARIOUS – sweet aroma medley
DUB INC – partout dans ce monde
DUB INC – revolution
MOVADO – whe dem a do (MC Remix)
K MORE – ride with me remix
RDX – for you
VYBZ KARTEL – business
LUSTAH – galliluyah
CHAM & DAMIAN MARLEY – fighter
BUSY SIGNAL & MILLION STYLEZ – as mi foward
ELEPHANT MAN – turn around
MR VEGAS – give to har
MR VEGAS & FLOURGON – we party
Best Artist of the week YAMI BOLO
1) wonders and sisgn
2) i love jah so
3) free Africa
1) wonders and sisgn
2) i love jah so
3) free Africa
7FX & WHITEY DON – murderer
LUCIANO & BOB ANDY – create our history
LUCIANO – don’t sell out
THE SAY JUMP – grovin apart
TARRUS RILEY & KABAKA PYRAMID – fly a gate
ROMAN VIRGO – jah over all things
CRIS MARTIN – never cheat
JAH BOUKS – angola
LUCIANO & BOB ANDY – create our history
LUCIANO – don’t sell out
THE SAY JUMP – grovin apart
TARRUS RILEY & KABAKA PYRAMID – fly a gate
ROMAN VIRGO – jah over all things
CRIS MARTIN – never cheat
JAH BOUKS – angola
R&D Vibes - "Il giorno dei morti (viventi)” 2 novembre 2013
Reasoning - Linea di Massa-LDM Sound System (theme tune - unreleased)
Children rise - Earl 16
Moving Out Of Babylon - Luciano
Conquer - Yami Bolo
Cool It Down - Yami Bolo
Hotta Fire - Yami Bolo
Babylon Deception - Matthew Greenidge feat. Queen Omega (prerelease)
Alpha And Omega (Raw) - Chronixx
Rude Bwoy - Mykal Rose
Money Cry - Tarrus Riley
White Horse - Speng Bond
Talking Yardie - Lord Sassafrass
Run Di Session - Junior Roy
Heidi Riddim - Maffi
Welcome to Jamrock (dirty mix) - Damian Marley
Welcome to Jamrock Version
Deep in the Music - Sisyphos – THE ALPINE REGGAE SYSTEM
Travel Wide - Sisyphos – THE ALPINE REGGAE SYSTEM
Jah Bible - Dubkasm featuring Ras Addis
Jah Bible Falasha Style - Dubkasm
Jah Bible Raw Mix – Dubkasm
Thunder Dub - DuBoLoGy
Souljahman Army - Wise Sound feat. Rankin Delgado (prerelease)
Souljah man DUB (Wisam version - DUBPLATE)
Jah Set You Free - Weeding Dub feat. Diana Levi
Jah Set You Free part 2 - Weeding Dub
Do U Remember - Brain Damage feat. Sir Jean
Do U dub (VOCAL DUB ) - Brain Damage (Vibronics remix) (prerelease/dubplate)
Children rise - Earl 16
Moving Out Of Babylon - Luciano
Conquer - Yami Bolo
Cool It Down - Yami Bolo
Hotta Fire - Yami Bolo
Babylon Deception - Matthew Greenidge feat. Queen Omega (prerelease)
Alpha And Omega (Raw) - Chronixx
Rude Bwoy - Mykal Rose
Money Cry - Tarrus Riley
White Horse - Speng Bond
Talking Yardie - Lord Sassafrass
Run Di Session - Junior Roy
Heidi Riddim - Maffi
Welcome to Jamrock (dirty mix) - Damian Marley
Welcome to Jamrock Version
Deep in the Music - Sisyphos – THE ALPINE REGGAE SYSTEM
Travel Wide - Sisyphos – THE ALPINE REGGAE SYSTEM
Jah Bible - Dubkasm featuring Ras Addis
Jah Bible Falasha Style - Dubkasm
Jah Bible Raw Mix – Dubkasm
Thunder Dub - DuBoLoGy
Souljahman Army - Wise Sound feat. Rankin Delgado (prerelease)
Souljah man DUB (Wisam version - DUBPLATE)
Jah Set You Free - Weeding Dub feat. Diana Levi
Jah Set You Free part 2 - Weeding Dub
Do U Remember - Brain Damage feat. Sir Jean
Do U dub (VOCAL DUB ) - Brain Damage (Vibronics remix) (prerelease/dubplate)
R&D Vibes (Roots & Dub Vibes) is a weekly reggae radio programme by D/Generator & Faùgno The Roots Guardian outta Linea di Massa_LDM Sound System (Rome_Salento)
For the seventh season, each&every Saturday at 9:00pm (Italian time) on Radio Popolare Salento ( >> for streaming check http://www.radiopopolaresalento.it << )
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Info and Contact
rdvibes@radiopopolaresalento.it
www.facebook.com/redvibes
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domenica 3 novembre 2013
Canada
Lago Barrier
Kananaskis Lakes
Lago Moraine
Sikanni Chief River Falls
Quebec City
Halifax
Lago O’Hara
Buckinghorse River
Otter Lake
Fox Island
Lago Guillaume-Delisle
Lago Berg
Lago Garibaldi
Isola Bove, lago Tagish
Lago Turquoise
Lago Kathleen
Lago Sunburst
Niagara
La Croche River
Quebec
sabato 2 novembre 2013
Canapa: la politica della paura ...e della rassicurazione
‘Che terrore, mamma mia!’, viene da esclamare…ma è proprio di politica terroristica e sovversiva che vogliamo parlare.
Un’esclamazione del genere ecco che cade a pennello quando Giovanardi, Gasparri, nonchè il capo del Dipartimento Politiche Antidroga il dottor Giovanni Serpelloni, i più grandi nomi dell’oscurantismo proibizionista Italiano, tutti insieme e coalizzati, sono intervenuti direttamente dalla “tana del lupo” ancora una volta a difesa della “loro” legge!
L’ennesima,‘solita’, levata di scudi dal fortino più proibizionista che esiste, contro qualsiasi modifica alla vigente legge sugli stupefacenti.
Si suppone quindi che siano anche contrari allo sfollamento delle carceri, essendone tra l’altro i responsabili, e che magari stiano tirando su un nuovo partito politico, anti-canapa, sotto la diretta leadership di Giovanardi.
E’ sempre più evidente come il DPA & Co siano “avvinghiati” ad una sola legge, la Fini-Giovanardi, perchè se essa venisse toccata, destabilizzerebbe il sistema colmo di bugie pseudoscientifiche e molti di loro cadrebbero, vergognosamente.
La ‘banda’ prende sempre più le sembianze di una vera e propria lobby che come un mostro a più teste, orbita intorno a questa miserabile legge nutrendosene in continuazione per alimentare interessi innominabili!
“Loro” da San Patrignano non fanno una piega! Nonostante il loro anacronismo politico sull’argomento, contrario al mondo intero, questi personaggi continuano a far leva sulle paure e quindi sulle reazioni emotive inevitabili della popolazione più inconsapevole.
Il tutto per raccogliere consensi che assicureranno loro il perdurare di quel potere e di quel ruolo di preponderanza politica economica e sociale.
Il tutto per raccogliere consensi che assicureranno loro il perdurare di quel potere e di quel ruolo di preponderanza politica economica e sociale.
La Fini-Giovanardi? E’ il massimo esempio di come creare un problema per poi servire delle pessime e costose soluzioni, le peggiori per la legge più sbagliata che ci sia, ovviamente facendo alla fine solo le convenienze e il tornaconto di pochi.
Soluzioni che tali non sono; dove proibire significa piuttosto soffocare l’argomento e zittire il confronto senza mai trattare onestamente e alla luce del sole i possibili compromessi politici in favore di legalità e sicurezza.
Come la Bossi-Fini, che si fonda sul concetto di rendere altri esseri umani illegali e criminali, che mira a scatenare la paura dell’altro, a colpevolizzare lo straniero, le loro disavventure e il precariato sociale al quale saranno costretti a vivere, sono leggi alle quali basta ‘dividere e dividerci’ in buoni e cattivi.
La tattica ‘raccattavoti’ è stimolare la paura e stigmatizzare l’altro, con il preludio di una tragedia imminente e la promessa di sicurezza che in realtà è solo una rassicurazione populistica, della serie “Loro” sanno il perché “Noi” siamo in carcere!
Se “Noi” usciamo dal carcere o non veniamo più arrestati “Loro” non sarebbero più dove sono e dovrebbero occupare un’altra posizione politica, più collusiva, più persecutoria e più dittatoriale, per alimentare il loro business…o rischierebbero di scomparire per sempre.
Se “Noi” usciamo dal carcere o non veniamo più arrestati “Loro” non sarebbero più dove sono e dovrebbero occupare un’altra posizione politica, più collusiva, più persecutoria e più dittatoriale, per alimentare il loro business…o rischierebbero di scomparire per sempre.
La verità è che la Bossi-Fini, la Fini-Giovanardi (le cattive sorelle), la ex-Cirielli sulle recidive e chi le supporta e difende, sono i principali responsabili del degrado della democrazia, dei diritti civili, della giustizia e dell’intero tessuto sociale civile politico economico. Da sole raccontano gli ultimi anni della storia delle carceri e della malagiustizia all’italiana.
I risultati li conosciamo tutti e sono catastrofici sotto tutti gli aspetti.
I risultati li conosciamo tutti e sono catastrofici sotto tutti gli aspetti.
Ma per qualcuno, come i Giovanardi, i Serpelloni , i Gasparri e i San Patrignano, sono state evidentemente fonte di indubbio ‘guadagno’, di carriera e prosperità politica, considerati gli sforzi che compiono per difenderle oltre ogni umana razionalità.
Giovanni M. Valentina C. – ASCIA http://www.legalizziamolacanapa.org/
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