martedì 30 gennaio 2018

Soul Shakedown Party 30 gennaio 2018



Oggi la parte di vecchio reggae all'inizio: tributo a Steve 'Grizzly' Nesbitt (1948 - 2018)
La etichetta Omnivore ristampa il catalogo Nighthawk: Gladiators, The Ethiopian
La Tabou 1 ristampa un ottimo album di U Roy del 1980
Tra le più belle ristampe del momento un grande album di Lloyd Parks
Il Grammy Award del reggae 2018 a Damian Marley
Bellissime vibes acustiche da Alborosie 
Primo riddim per la neonata label italiana Vibes Corner: tune di Natty King
Grande combination Capleton/Chronixx su Zinc Fence
Nuovo EP per Iba Mahr sulla tedesca Oneness
Sempre per la Oneness un nuovo ritmo chiamato Nice & Easy: Gappy Ranks e Tydal Kamau
Imminente il nuovo album di Micah Shemaiah
European roots: Emeterians e MLK & Breadwinners
La settimana prossima ospite in studio il producer italiano Fahbro

https://www.podomatic.com/podcasts/piertosi/episodes/2018-01-30T15_30_59-08_00

https://piertosi.podomatic.com/enclosure/2018-01-30T15_30_59-08_00.mp3

Giovanni Sollima, un violoncello di ghiaccio per riflettere sul futuro dell’ambiente


https://es-la.facebook.com/musetrento/videos/10157074554958574/

https://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/giovanni-sollima-violoncello-ghiaccio 

Dalle Alpi al Mediterraneo, il violoncellista Giovanni Sollima parte in tour con uno strumento di ghiaccio per sensibilizzare il pubblico sulla crisi idrica globale.

Un viaggio dal nord al sud d’Italia, un documentario e una serie di concerti con protagonista un violoncello di ghiaccio. Interprete è Giovanni Sollima, il compositore e musicista palermitano che dal 29 gennaio porta in tour il progetto n-ice cello, un’esperienza artistica e culturale per riflettere sul tema dell’acqua e della sua importanza per l’uomo e per l’ambiente. Dal ghiacciaio di  GAETANO SCIPPA
Dalle Alpi al Mediterraneo, il violoncellista Giovanni Sollima parte in tour con uno strumento di ghiaccio per sensibilizzare il pubblico sulla crisi idrica globale.
Un viaggio dal nord al sud d’Italia, un documentario e una serie di concerti con protagonista un violoncello di ghiaccio. Interprete è Giovanni Sollima, il compositore e musicista palermitano che dal 29 gennaio porta in tour il progetto n-ice cello, un’esperienza artistica e culturale per riflettere sul tema dell’acqua e della sua importanza per l’uomo e per l’ambiente. Dal ghiacciaio di  GAETANO SCIPPA
Dalle Alpi al Mediterraneo, il violoncellista Giovanni Sollima parte in tour con uno strumento di ghiaccio per sensibilizzare il pubblico sulla crisi idrica globale.
Un viaggio dal nord al sud d’Italia, un documentario e una serie di concerti con protagonista un violoncello di ghiaccio. Interprete è Giovanni Sollima, il compositore e musicista palermitano che dal 29 gennaio porta in tour il progetto n-ice cello, un’esperienza artistica e culturale per riflettere sul tema dell’acqua e della sua importanza per l’uomo e per l’ambiente. Dal ghiacciaio Presena in Trentino, dove lo speciale violoncello è stato realizzato, fino al suo “rilascio” e scioglimento nel mar Mediterraneo, il percorso dello strumento e dell’acclamato esecutore viene inaugurato al Museo delle Scienze di Trentoprima di fare tappa a Venezia, Roma e Palermo Presena in Trentino, dove lo speciale violoncello è stato realizzato, fino al suo “rilascio” e scioglimento nel mar Mediterraneo, il percorso dello strumento e dell’acclamato esecutore viene inaugurato al Museo delle Scienze di Trentoprima di fare tappa a Venezia, Roma e Palermo Presena in Trentino, dove lo speciale violoncello è stato realizzato, fino al suo “rilascio” e scioglimento nel mar Mediterraneo, il percorso dello strumento e dell’acclamato esecutore viene inaugurato al Museo delle Scienze di Trentoprima di fare tappa a Venezia, Roma e Palermo.
Da Giovanni Sollima a Corrado Bungaro, chi sono i protagonisti di n-ice cello
La ricerca glaciologica, lo studio sulle acque di fusione glaciale, le sorgenti, la qualità dei corsi d’acqua, gli eventi calamitosi in corrispondenza di intense precipitazioni, è una delle attività scientifiche del Muse. Ed è proprio grazie a un gruppo di artisti, ricercatori e liberi pensatori del museo disegnato da Renzo Piano – tra le istituzioni che sostengono l’ASviS (Alleanza per lo Sviluppo sostenibile) – che nasce il progetto n-ice cello: rappresentare in musica, tramite le performance di Giovanni Sollima e varie testimonianze on the road raccolte in un film, la crisi idrica che causa conflitti e migrazioni climatiche di massa in tutto il mondo.
Il direttore artistico Corrado Bungaro, regista e violinista, ma anche esperto di diritti umani, ha pensato di documentare il trasporto dell’ice-cello mentre attraversa l’Italia in una cella frigorifera mobile, oltre a Sollima che suona da solo o in interazione con altri musicisti. Un tragitto di 1.500 chilometri via terra e via mare, uguale e contrario alla rotta dei migranti che dalle terre senz’acqua sfidano il Mediterraneo per dirigersi verso nord. I compagni di viaggio, incontrati lungo il cammino, sono uomini di scienza e artisti che si esprimono sul futuro del pianeta, sul cambiamento climatico, sulle catastrofi naturali, sulla scarsità d’acqua e sulle conseguenze sociali e umanitarie.
Il precedente in Val Senales e gli strumenti di ghiaccio di Tim Linhart
Non è la prima volta che Giovanni Sollima si esibisce con un violoncello di ghiaccio. Anzi, il musicista siciliano deve la sua fama internazionale anche all’utilizzo di strumenti acustici occidentali e orientali, elettrici ed elettronici, alcuni di sua invenzione come l’aquilarco e altri realizzati appositamente per lui, come il violino tenore presente nei quadri di Caravaggio e ricostruito dal liutaio Walter Cangialosi, ma anche il d-touch di Enrico Costanza del Politecnico di Losanna (una sorta di sequencer di legno) e il violoncello di fieno opera della scultrice Julia Artico.
Nel marzo 2007 Sollima, insieme alla violoncellista croata Monika Leskovar e allo stesso Corrado Bungaro, ha suonato a 3.200 metri di altitudine in un teatro-igloo costruito sul ghiacciaio della Val Senales. Gli strumenti glaciali utilizzati sono stati creati, allora come oggi, dallo statunitense Tim Linhart, curatore del festival Ice Music insieme al collega norvegese Terje Isungset.

Scultore, pittore, liutaio e sperimentatore, Linhart ha iniziato dopo anni di lavoro ed esperimenti con il ghiaccio a costruire veri e propri strumenti musicali da questa fugace materia dando vita a violini, viole, violoncelli, chitarre, percussioni, vibrafoni, un organo a canne e perfino una cattedrale di ghiaccio di dimensioni reali, capace di ospitare circa 500 spettatori. A dimostrazione che il ghiaccio, come materiale di costruzione, ha una vita propria, sviluppa suoni unici e incanta con la sua bellezza. Linhart è stato quindi coinvolto anche per il progetto n-ice cello, e ha trascorso tutto il mese di gennaio al passo del Tonale sul Presena come residenza artistica per disegnare, scolpire e assemblare il violoncello di ghiaccio usato da Sollima.


Febbre a 33 giri. Diari di una vita in levare - Fabrizio Laganà, Luca Brindisino

Ci sono malattie dalle quali non si vorrebbe mai guarire. “Febbre a 33 Giri” è una di queste: romanzo biografico on the road immerso nel mondo della musica reggae e dei vinili dal 1977 ad oggi.


Roma, settembre 1977. Nella cameretta di un dodicenne residente nel pericoloso quartiere destrorso di Vigna Clara entra il 33 giri Exodus del cantante giamaicano Bob Marley. Un ascolto che cambierà per sempre la vita di Fabrizio Laganà alias MrRoots&Culture, da quel giorno dedicata interamente alla musica reggae. Quarant’anni di passione affidati alla penna del salentino Luca Brindisino che attraverso gli appunti, i ricordi e le testimonianze di Fabrizio ha costruito “Febbre a 33 Giri”, un libro che di volta in volta assume le sembianze di romanzo, diario, saggio, documentario.
Avventure e aneddoti si intrecciano e si evolvono nel tempo insieme al protagonista, calandosi nel periodo storico che di volta in volta si trova a vivere. Partendo dalla Roma degli anni di piombo, passando per la Londra thatcheriana, gli eccessi della Giamaica anni ’90, l’ultima Cuba di Fidel Castro, l’Etiopia dal retrogusto coloniale e i tumulti della Grecia vissuta in pieno periodo di crisi.
Un avvincente e rocambolesco viaggio on the road che, nell’arco di quattro decadi, toccanumerosi temi come calcio, politica, difficoltà lavorative e di coppia, sempre con uno sguardo critico ma genuino e mai giudicante. E sempre all’inseguimento di quella “febbre” per il reggae che sarà il filo rosso di tutto il racconto, condito da esilaranti dialoghi e retroscena inediti con alcuni dei nomi più illustri di questa musica, di cui Fabrizio Laganà è stato uno dei pionieri in Italia.
Elettrizzante per i cultori del reggae. Imperdibile per gli appassionati di musica. Toccante e commovente per tutti coloro che hanno dovuto ricominciare da zero almeno una volta nella vita.

Greg ‘Craola’ Simkins

https://gregsimkinsart.com/

Americano nato nel 1975

Sunshine Riddim


lunedì 29 gennaio 2018

Vauro