lunedì 15 giugno 2026

ETIOPIA: ONDATA DI ARRESTI PER CHI ASCOLTA IL NUOVO L’ALBUM DI TEDDY AFRO

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Il ritorno di Teddy Afro, la voce più celebre e influente della musica etiope, sta provocando una nuova ondata di tensione politica nel Paese.

Dopo quasi nove anni di silenzio discografico, l’artista ha pubblicato il nuovo album Etorika, trasformato nel giro di pochi giorni da evento musicale a caso politico nazionale

Per le strade di Addis Abeba basta una canzone. Bastano pochi secondi di musica che escono da un telefono, un altoparlante, un taxi collettivo per essere arrestati. 

Secondo diverse fonti locali e internazionali, oltre cento  giovani sarebbero stati arrestati ad Addis Abeba per aver ascoltato, condiviso o diffuso i brani del disco. 

Al centro delle polemiche c’è soprattutto “Das Tal (Ansaw)”, canzone che molti interpretano come una critica implicita al governo e al clima di divisione etnica e repressione che attraversa l’Etiopia, scuotendo il governo del premier Abiy Ahmed.


“Etorika”, il disco proibito 

l disco è uscito il 16 aprile 2026,è stato definito da osservatori locali “il più grande lancio digitale della storia musicale etiope”.

In meno di ventiquattro ore avrebbe raccolto decine di milioni di visualizzazioni online, travolgendo YouTube e i social network etiopi dentro e fuori dal Paese.

Ma proprio questa esplosione di popolarità avrebbe allarmato il governo. Le tracce parlano di identità, dolore nazionale, spiritualità e fratture politiche. Un linguaggio poetico, spesso simbolico, ma percepito come estremamente pericoloso dalle autorità in vista delle prossime elezioni etiopi.

Secondo media indipendenti, le pressioni non si sarebbero fermate alla censura.


Raid nello studio e collaboratori arrestati

Negli ultimi giorni sono emerse notizie sempre più allarmanti: collaboratori di Teddy Afro sarebbero stati fermati o interrogati dalle forze di sicurezza. Alcune fonti parlano perfino di un raid nello studio di registrazione collegato alla produzione dell’album. 

ll 29 aprile il Centre for Human Rights dell’Università di Pretoria ha pubblicato una dura dichiarazione pubblica denunciando “gravi intimidazioni” contro l’entourage dell’artista. Secondo il comunicato, sarebbero stati arrestati la portavoce Mahlet Solomon e il collaboratore Yusuf Yassin. L’organizzazione teme inoltre che anche Teddy Afro possa diventare un obiettivo diretto della repressione statale.

Le autorità etiopi avrebbero inoltre vietato la conferenza stampa di lancio dell’album e imposto ai media statali di non trasmettere le nuove canzoni dell’artista. 

Nel frattempo il cantante mantiene un profilo pubblico prudentissimo. Nessuna conferenza, nessuna apparizione ufficiale, pochissime dichiarazioni. 

Non è la prima volta che l’artista entra in collisione con il potere. Già negli anni 2000 le sue canzoni erano diventate colonna sonora delle proteste antigovernative e nel 2008 Teddy Afro venne incarcerato in un caso che molti osservatori considerarono politicamente motivato.

Oggi la storia sembra ripetersi. Mentre Etorika continua a circolare online e nelle strade di Addis Abeba, cresce la paura di una nuova stretta repressiva contro artisti, attivisti e giovani accusati di usare la musica come forma di protesta.

Molti osservatori vedono nella repressione di queste settimane un segnale inquietante: il timore che la cultura possa riaccendere una protesta sociale in un Paese stremato da conflitti interni, crisi economica e polarizzazione etnica.

Nelle piazze di Addis Abeba si canta sottovoce. Nei telefoni i brani vengono condivisi clandestinamente. Alcuni giovani ascoltano Etorika con le cuffie per paura dei controlli.


La musica, ancora una volta, è diventata un reato.

ASCOLTA “DAS TAL” (ANSAW) LA CANZONA CHE FA TREMARE IL GOVERNO ETIOPE

 


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