Propaganda, dilettantismo e manipolazione: stiamo superando Trump.
Senza mettere in discussione il video, resta però una questione seria che non può essere ignorata.
Un’analisi di verifica ha evidenziato che l’immagine diffusa non è autentica. La foto, ampiamente utilizzata, viene presentata come il momento in cui Alessandro Calista viene soccorso da un collega. Tuttavia diversi elementi visivi mostrano evidenti anomalie, tra cui l’errata riproduzione della scritta “Polizia” sul casco dell’agente.
Il punto quindi non è la veridicità del video. Il punto è un altro, molto più grave: perché un governo sente il bisogno di ricorrere a immagini non reali per rafforzare una narrazione su fatti reali?
Questa non è comunicazione istituzionale. È propaganda fatta male, dilettantesca, che mina la credibilità delle istituzioni e tratta i cittadini come pubblico da manipolare.
Siamo arrivati al punto in cui si costruiscono immagini emotive invece di fornire fatti chiari e verificabili. Una pratica che abbiamo visto e criticato altrove e che ora, incredibilmente, stiamo superando persino negli Stati Uniti di Trump.
E questo dovrebbe preoccuparci tutti.
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