Scontri a Torino Le opposizioni contro il ministro degli Interni: «Un comizio per criminalizzare il dissenso». Oggi bis in Senato: voto sulle mozioni
Askatasuna? «Trent’anni di illegalità e violenze troppo a lungo tollerate». I 20mila manifestanti di sabato a Torino? «Hanno fatto scudo fisico ai facinorosi». Avs e le altre forze politiche che hanno manifestato pacificamente? «Sfilare insieme ai violenti offre loro una prospettiva di impunità». I violenti che hanno partecipato agli scontri? «Una strategia terrorista e squadrista di eversione dell’ordine democratico».
IL MINISTRO DEGLI INTERNI Matteo Piantedosi arriva alla Camera con una metaforica accetta, per tagliare ogni possibile riflessione sugli sconti di sabato a Torino e indicare tutti quelli che non concordano con la stretta securitaria e repressiva del governo Meloni come complici morali dei violenti. E per indicare negli scontri una sorta di germoglio di una nuova notte della Repubblica.
UN DISCORSO INCENDIARIO, che cancella ipso facto qualsiasi tentativo di dialogo con le opposizioni che vada oltre la comune solidarietà agli agenti feriti. Un discorso che è quasi un manifesto programmatico di come Meloni e soci intendono gestire l’ultima fase della legislatura. Lo si capisce dalle ultime parole del ministro, quando invoca una «convergenza» di tutte le forze politiche per respingere senza ipocrisie ogni tentativo di giustificare queste espressioni eversive, sostenendo le forze di polizia attraverso l’individuazione di nuove misure di tutela da ogni forma di aggressione». In sostanza: chi non approva le nuove norme che il governo vuole varare è un amico e dei terroristi.
PAROLE CHE SCATENANO la dura reazione delle opposizioni, nell’aula della Camera ma anche in Senato, dove le minoranze dicono no (durante la conferenza dei capigruppo) alla trasformazione dell’informativa di Piantedosi prevista per oggi in «comunicazioni» con un voto dell’aula. La destra impone a maggioranza la modifica del calendario, e così oggi a palazzo Madama ci saranno su due testi diversi e contrapposti, quello delle destre e quello di Pd, M5S, Avs e Iv.
«La destra strumentalizza quanto avvenuto a Torino per avallare scorciatoie autoritarie sulla sicurezza», dicono in coro i capigruppo in Senato del centrosinistra. «Usano la clava contro le opposizioni», attacca il capogruppo Pd Francesco Boccia. In serata Elly Schlein affonda: «Da Piantedosi una dimostrazione dell’irresponsabilità di chi fa passare migliaia di manifestanti tutti come violenti, la sinistra come violenta».
IN AULA A MONTECITORIO il primo a reagire è Matteo Mauri, del Pd, ex viceministro degli Interni. «Da lei ministro mi aspettavo l’equilibrio di un uomo di Stato, ma mi ha deluso, è venuto in aula a dipingere 20mila persone come delinquenti, a criminalizzare intere forze politiche e addiruttura milioni di persone di sinistra. Usate gli uomini delle forze dell’ordine solo per la vostra propaganda».
Angelo Bonelli di Avs è durissimo: «Con il suo comizio lei ministro ha alzato il livello scontro politico, noi i teppisti li condanniamo, ma sono amici vostri. Lei ha tirato in ballo gli anni di piombo: o è in malafede o non ha memoria. E attacca una forza pacifista e non violenta come è Avs». Il leader dei Verdi ha ricordato una manifestazione non autorizzate dell’Msi del 1973 a Milano, cui parteciparono Ignazio La Russa e il fratello Romano, in cui morì un agente di polizia colpito da una bomba. «Non potete dare lezioni a nessuno, non avete fatto i conti con i vostri scheletri nell’armadio».
Chiara Appendino del M5S ha accusato le destre di voler «usare il caos per varare leggi liberiticide» e «nascondere il vistro fallimento sulla sicurezza». «Dove volete arrivare?», ha chiesto Conte in una diretta social in cui ha contestato alcune norme al varo del governo. «La cauzione? Solo i miliardari potranno organizzare una manifestazione. E’ una follia, è anticostituzionale. Vi contrasteremo e vi impediremo di prendere in giro la polizia e i cittadini».
«Respingiamo con forza ogni equiparazione tra la violenza e la sinistra», tuona Maria Elena Boschi di Iv. E Riccardo Magi di +Europa: «Non solo il ministro non ha spiegato cosa non ha funzionato nella gestione dell’ordine pubblico, ma ha usato parole incendiarie, accomunando i manifestanti pacifici ai violenti e annunciando leggi speciali».
NELLA RISOLUZIONE CHE le destre oggi approveranno in Senato (si legge nelle bozze) ci sarà la richiesta al governo di iniziative normative per tutelare le forze dell’ordine «da azioni svolte nell’esercizio delle loro funzioni» e a «consentire di effettuare con maggiore efficacia l’attività di prevenzione della commissione di reati in occasione di manifestazioni». Dunque scudo penale per gli agenti, daspo per i manifestanti e una ulteriore stretta sulle occupazioni. Conte insiste per inserire nel testo delle opposizioni le proposte 5S: più fondi per gli organici di polizia e una norma per rendere perseguibili d’ufficio reati come furti e scippi. Ma le altre forze del centrosinistra vogliono un testo snello contro le mosse del governo.
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