https://ilmanifesto.it/disertare-lagenda-violenta-delle-destre
Dopo aver gonfiato quel che è accaduto a Torino oltre ogni limite, il governo si blocca. E la destra esce da un assurdo vertice politico con nulla in mano
Dopo aver gonfiato quel che è accaduto a Torino oltre ogni limite («terrorismo») e dopo aver per questo annunciato un nuovo, urgentissimo «pacchetto sicurezza» (il quinto o il sesto, abbiamo perso il conto), il governo si blocca. E la destra, disorientata dalle opposte propagande – a questo e a nient’altro servono i «pacchetti» -, spinta dalla Lega in un vicolo cieco dove nulla è mai abbastanza, esce da un assurdo vertice politico nel quale ha coinvolto anche i capi delle forze di polizia (perché non i generali?) con nulla in mano.
Se non la richiesta alle opposizioni di votare insieme una risoluzione, in un clima di unità nazionale fuori dal tempo – e malissimo farebbero le opposizioni a votarla. Dunque il governo dà istruzioni al parlamento e Meloni non smette di recitare parti non sue, dopo aver ordinato ai magistrati il capo d’accusa con cui perseguire i violenti. «Tentato omicidio», ha deciso, eppure per farsi fotografare al capezzale degli agenti contusi ha dovuto sbrigarsi visto che quelli, per fortuna, sono stati presto dimessi.
Non sanno governare ma si impegnano assai a comunicare. Il deprecabilissimo pestaggio di un poliziotto è diventato l’unica notizia della giornata di Torino, più di decine di violenze di segno opposto – e molti video testimoniano di uomini in divisa alla caccia solitaria di qualcuno da colpire, atteggiamento come si è visto pericoloso anche per loro stessi -, più di un’intera manifestazione partecipatissima – il che era senz’altro una notizia vista la piattaforma di convocazione assai radicale. Stavolta i propagandisti al governo devono ringraziare non solo i media compiacenti ma anche chi in piazza ci era arrivato con l’unica intenzione di menare, o di mandare a menare. Minneapolis non c’entra niente, lì i cittadini si difendono da un’aggressione e cercano anzi di evitare lo scontro fisico manifestando con fischietti e telefoni. Sono ovviamente esasperati e provocati, assai più di noi, ma hanno capito che non puoi far scegliere al tuo avversario il terreno della sfida quando ha tutto dalla sua parte, forza e armi comprese, se non vuoi perdere in partenza. Se vuoi evitare lo stato d’assedio.
Ma per favore non diciamo che sono stati i manifestanti cattivi a dare al governo l’occasione per la stretta repressiva, perché questo fa torto non solo alla logica ma anche al calendario. Sono tre anni e mezzo che Meloni governa agitando l’emergenza sicurezza (e alla fine pare aver convinto anche le opposizioni, malgrado le statistiche dicano il contrario). «Impresa di polizia» abbiamo titolato la nostra prima pagina tre settimane fa quando circolavano le bozze dei nuovi provvedimenti repressivi e Torino era di là da venire.
Prima o poi approveranno anche questo ennesimo decreto, quando si metteranno d’accordo e riusciranno a spartirsene i «meriti». Non avrà alcun effetto sulla «sicurezza» reale delle masse impoverite e minacciate dalle guerre ma restringerà ulteriormente il diritto di dissentire e di manifestarlo. Provocando, almeno in chi non intende accettarlo, ulteriore rabbia e bisogno di manifestarla, secondo il copione che la destra ha scritto per noi. Faremmo bene a disertarlo.
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