lunedì 5 agosto 2013

Da Bettino a Silvio: un precipizio lungo 21 anni - Oliviero Beha

Compie 21 anni, l'età in cui la mia generazione diventava maggiorenne, l'Italia che va da Craxi a Berlusconi: il 3 luglio 1992 a Montecitorio discorso di Bettino senza lacrime sulla corruzione dilagante -in un'Italia già divorata da Tangentopoli- e sul finanziamento pubblico dei Partiti. Allora si rubava per sovvenzionare la politica, la partitocrazia, deinde la democrazia...
Il 4 agosto 2013 sul palco sotto casa, con coda all'Alberto Sordi dalla finestra di Palazzo Grazioli ("Volete che mi butti?"), discorso con lacrime di Silvio, condannato per gravi reati fiscali dal Terzo Grado di giudizio, sulla persecuzione che subisce dalla magistratura, i cui esponenti nei suoi confronti sono "impiegati che hanno fatto un compitino", sulla propria innocenza, sul Governicchio Letta che deve "vivere"e poi "a ottobre si riapre tutto". Come uno studente che non si sente bocciato ma solo rimandato. A ottobre. Adesso è difficile sostenere che si "rubi" (si evada) per altri che non sia per se stessi. Possiamo misurare tutto quanto c'è da misurare sull'Italia dalla differente impostazione dei due leader, uno la continuazione dell'altro in un Paese indecente, che rischia di non risollevarsi più.    

http://notizie.tiscali.it/socialnews/Beha/8701/articoli/Da-Bettino-a-Silvio-un-precipizio-lungo-21-anni.html

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